Minacce di morte a David Oddone

Pubblicato nella categoria Avvisi da Minosse alle 23:07.

Scrivo queste poche righe per manifestare la mia più sincera solidarietà a David Oddone nella convinzione di parlare a nome di tutti gli utenti e lettori di Inblog. Non servono tanti giri di parole, il lavoro di Oddone parla da se, con alti e bassi ovviamente, ma questo è umano Non si possono tollerare cose del genere, occorre fare piena luce sulla vicenda.

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Commenti

45 Commenti per “Minacce di morte a David Oddone”

  1. Spezzaferro il 9 giugno 2010 scrive:

    Ho letto sulla stampa che pur avendo fatto regolare denuncia il giornalista Oddone, non è ancora stato sentito da nessun organo inquirente. Se fosse vero, sarebbe grave, davanti a simili atti ci si dovrebbe muovere con tempestività. Esprimo a David Oddone la mia solidarieta, e l’augurio che nel paese dei segreti si riesca a beccare questi vigliacchi.

  2. Minosse il 9 giugno 2010 scrive:

    La cosa è gravissima, come lo è altrettanto il fatto che a distanza di due settimane ancora non si sa nulla sull’identità del mediatore della puntata di EXIT. O il Tribunale di San Marino inizia a lavorare oppure se ne possono andare tutti quanti a casa. Vengono elargiti lauti stipendi per cosa? Per non fare niente. È scandaloso. A questo punto, non so se sia possibile nel caso in oggetto, procederei a sporgere denuncia in Italia con la speranza che qualcosa si muova. Ricordo che il merito dell’unica rapina sventata a San Marino è di una badante ucraina. Anche qui, generali, marescialli, brigadieri e agenti, ma per cosa? Per sfilare in parata il primo di ottobre e aprile!

  3. Velasquez il 9 giugno 2010 scrive:

    O il Tribunale di San Marino inizia a lavorare oppure se ne possono andare tutti quanti a casa.

    Credo che a qualche “amministratore della giustizia” non dispiacerebbe lavorare e mi sembra che in parte lo stia facendo. Non sempre, però, può spingersi più in là di tanto, perché probabilmente quelli che hanno minacciato Oddone, o i loro compagni di merende, sono gli stessi che tengono sotto controllo il Tribunale o i suoi settori più sensibili. Anche questo, Minosse, è uno dei grandi problemi mai risolti della nostra democrazia. Preferisco di gran lunga le Procure italiane o i “maledetti” PM che ossessionano lo psiconano, i quali, magari a volte esagerando, agiscono e trasmettono la senzazione che una giustizia, buona o cattiva, lì c’è. Da noi invece si coglie un senso di remissività, di subordinazione o addirittura di spavento. E, finché i giudici li nominerà il Consiglio e quindi una maggioranza, non c’è da farsi illusioni o da crearsi improbabili aspettative.

  4. Minosse il 9 giugno 2010 scrive:

    Hai ragione, non è mai giusto sparare nel mucchio. Però ad un certo punto ci si rompe anche. Invito tutti gli amministratori pubblici che subiscono pressioni di ogni tipo a chiedere aiuto alla cittadinanza. Per esempio se uno del tribunale dicesse: qui ragazzi non posso lavorare, c’è Tizio, Caio e Sempronio che mi hanno detto di stare buono. A quel punto monterei in macchina e andrei personalmente a prendere nel bavero chi che sia. Se non è abbastanza chiaro il cambiamento non arriverà mai dall’alto! È tutto fermo.

  5. De Sade il 9 giugno 2010 scrive:

    Naturalmente la solidarietà è il meno che si possa fare.
    Credo che le minacce siano ascrivibili al caso Nikki Aprile e non ai bambacioni che circolano in repubblica o a chi controlla le istituzioni. Il nostro Tribunale da operetta il massimo che può fare è un’archiviazione!
    :doh:

  6. De Sade il 9 giugno 2010 scrive:

    ancora non si sa nulla sull’identità del mediatore della puntata di EXIT.

    :lol: :lol: :lol: :lol:
    Siamo proprio sicuri che sia un mediatore e non piuttosto un commercialista?
    :mrgreen:

  7. De Sade il 9 giugno 2010 scrive:

    In caso di minacce di morte, il fascicolo dovrebbe essere aperto d’ufficio ma se quegli sveltoni del Tribunale ancora non lo hanno convocato (o il suo avvocato) per sentire la versione dei fatti, una bella denuncia al consiglio giudiziario è quello che ci vuole!
    :wall:

  8. Velasquez il 9 giugno 2010 scrive:

    Quello che non mi torna, in questa vicenda, è che la solidarietà ad Oddone sia arrivata solo dall’Ordine dei giornalisti. E la Federazione della stampa, che dei giornalisti è il sindacato? Di solito è la prima a farsi sentire. In questo caso o se n’è stata zitta o mi è sfuggità.

  9. De Sade il 9 giugno 2010 scrive:

    Avete letto di bertoldino?
    :lol: :lol: :lol:
    Ha fatto un’interpellanza sbagliando i nomi delle presunte società coinvolte e quel ciarlatano di smoggi, invece di verificare la notizia gli è andato dietro pubblicandola!
    Che bella figura de mierda!
    :doh:

  10. De Sade il 9 giugno 2010 scrive:

    Anche qui, generali, marescialli, brigadieri e agenti, ma per cosa?

    Minosse, hai dimenticato il Riccio. Era arrivato in pompa magna accompagnato dalle due comari per vigilare sulla sicurezza del territorio. Non ha emulato Reggia, che in due mesi ha messo a posto Banca Centrale!
    :lol: :lol: :lol:

  11. Petronio il 9 giugno 2010 scrive:

    il Riccio. Era arrivato in pompa magna

    Colpe immense del Governo disposto solo a buttare via i soldi pubblici, più volte sul blog era stato evidenziato che i Corpi militari e il Corpo della Polizia hanno i relativi Comandanti e che, se di qualcosa devono rispondere, questi e solo questi sono i primi referenti ???
    La cittadinanza non avverte l’utilità di figure di cui, invece, ha pensato bene munirci l’esecutivo ???
    Conseguenza di simile operato: “incomprensioni” tra Comandanti e nuove figure che vorrebbero….., boh, ???
    :doh: :doh: :doh:

    L’obiettivo doveva essere: semplificare e rendere più efficiente e non COMPLICARE e rendere più confusionale …??????

  12. Petronio il 9 giugno 2010 scrive:

    Ma quando non si sa dove andare a “parare”, tante volte si cerca di complicarsi la vita…..”inventando” altri problemi !!!???
    :doh: :doh: :doh:

  13. De Sade il 11 giugno 2010 scrive:

    Avete letto di bertoldino?

    Ha fatto un’interpellanza sbagliando i nomi delle presunte società coinvolte e quel ciarlatano di smoggi, invece di verificare la notizia gli è andato dietro pubblicandola!
    Che bella figura de mierda!

    La figura de mierda continua. Anche oggi il fumetto smoggi ha dovuto ospitare le rettifiche condite con reprimende!
    :lol: :lol: :lol:

  14. Livia Leardini il 11 giugno 2010 scrive:

    Legge sulle residenze, modifiche alla concessione di alcune società, sblocco terreni…. Non voglio fare la solita dell’opposizione, ma un fattore comune emerge: il Congresso di Stato avoca a se stesso ogni potere di discernimento e di giusta scelta… Bene, anzi benissimo!! Ma qualora dovesse non essere così preveggente, cosa che non è richiesta al momento che ti candidi, e dovessero sbagliare (alcuni esempi del passato? Moltissimi, a partire da tutte le frodi effettuate prima della liberazzazione delle licenze…), introdurre controlli ferrei mediante passaggio delle informazioni fra uffici grazie alla creazione di una banca dati accessibile e fruibile in tempo reale, no vero?!? Ma possibile che la balla del grande giudizio infallibile del Congresso se la bevano tutti??? Possibile che solo nel 2010, anno in corso, si continui ad approvvare leggi in Cgg in cui le frodi, e dico le frodi e non le evasioni, segnalate dall’Italia per il tramite del Clo non vengono segnalate agli Uffici competenti dell’Amministrazione sammarinese???? Possibile che per sapere chi sono i soci e le partecipate delle nostre finanziarie e fiduciarie devo comprare il Corriere della Sera ed il Sole24ore???
    Ma i sammarinesi sono in continua overdose o ogni tanto hanno un momento di lucidità???
    Vero, me ne ero dimenticata. Arriveà la saggezza all’improvviso…con la carenza brutale del soldo e la richiesta dei sacrifici…
    Sapete una cosa? Dopo tanti anni che parlo di preventivare le disgrazie per attutirne gli effetti mi sono proprio rotta. Questo paese merita la crisi del ‘29 degli Usa… Altrimenti si bevono di tutto e di più!

  15. Stefano Giacomini il 11 giugno 2010 scrive:

    Ma i sammarinesi sono in continua overdose o ogni tanto hanno un momento di lucidità???

    Si fumano da 17 secoli la ’sammarinesità’.
    Figurati.
    :whistle:

  16. Stefano Giacomini il 11 giugno 2010 scrive:

    Dopo tanti anni che parlo di preventivare le disgrazie per attutirne gli effetti mi sono proprio rotta. Questo paese merita la crisi del ‘29 degli Usa…

    Prendi questa mano,
    zingara,
    dimmi pure che destino avrò
    parla del mio amore,
    io non ho paura
    perché
    lo so
    che ormai
    non m’appartiene.

    Guarda nei miei occhi,
    zingara
    vedi l’oro dei capelli suoi.
    Dimmi se ricambia
    parte del mio amore,
    devi dirlo
    questo
    tocca a te.

    Ma se e’ scritto che
    la perderò,
    come neve al sole
    si scioglierà
    un amore.

    Ma se e’ scritto che
    lo perderò,
    come neve al sole
    si scioglierà
    un amore.

    Prendi questa mano,
    zingara,
    leggi pure che destino avrò
    Dimmi che mi ama,
    dammi la speranza,
    solo questo
    conta
    ormai per me.

    :love:

  17. Stefano Giacomini il 11 giugno 2010 scrive:

    Si fumano da 17 secoli la ’sammarinesità’.
    Figurati.

    When the moon is in the Seventh House
    And Jupiter aligns with Mars
    Then peace will guide the planets
    And love will steer the stars

    This is the dawning of the age ofAquarius
    The age ofAquarius
    Aquarius!
    Aquarius!

    Harmony and understanding
    Sympathy and trust abounding
    No more falsehoods or derisions
    Golden living dreams of visions
    Mystic crystal revalation
    And the mind’s true liberation
    Aquarius!
    Aquarius!

    When the moon is in the Seventh House
    And Jupiter aligns with Mars
    Then peace will guide the planets
    And love will steer the stars

    This is the dawning of the age ofAquarius
    The age ofAquarius
    Aquarius!
    Aquarius!

    :dance:

  18. Stefano Giacomini il 11 giugno 2010 scrive:

    :pray: :”…Vedove,orfani,pupilli!!!…”
    :roll: :”…’Sto menagramo di iettatore…”
    :shifty:

  19. Petronio il 11 giugno 2010 scrive:

    Ma i sammarinesi sono in continua overdose o ogni tanto hanno un momento di lucidità???

    Livia, sono sempre più convinto che i veri cog.ioni siano i dipendenti, perché gli altri, molti degli altri (i lavoratori autonomi e coloro che si servono di società e operatori economici vari….) riescono a fare tutto quello che vogliono, persone che, nonostante dichiarazione di redditi lungi da quelli realistici, riescono a “beffarsi” dei primi e di tutto il sistema sammarinese, non ho mai sentito o letto di sanzioni applicate ad un operatore economico perché é stato accertato l’evidente scostamento tra dichiarazione e realtà ???

    Vero, me ne ero dimenticata. Arriverà la saggezza all’improvviso…con la carenza brutale del soldo e la richiesta dei sacrifici…

    Ecco perché alla fine ricadrà il tutto sempre sui soliti “cog.ioni” e gli altri, molti degli altri, … continueranno come hanno sempre fatto anzi riusciranno a “nascondere” ancora di più, perché c’é la crisi …. ???

    Ci sono divergenze tra redditi dichiarati e tenore di vita corrispondente che sono talmente evidenti che solo chi non li vuole vedere non se ne cura ???

    Ecco perché ci vuole una “rivoluzione” istituzionale che ribalti completamente il modo di agire di quelli esistenti ???
    I servizi sociali, assistenziali, sanitari, ….. debbono essere sostenuti anche dai tanti evasori e elusionisti fiscali ???
    :doh: :doh: :doh:

  20. Stefano Giacomini il 12 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Ci vuole il piano B…bisogna allungare la pista della Torraccia…”
    :shifty: :”…Ma se gli indigeni non aspettano altro che le valigie saltino nei tinelli…”
    :mrgreen:

  21. Stefano Giacomini il 12 giugno 2010 scrive:

    ci vuole una “rivoluzione” istituzionale che ribalti

    Gli unici rivoluzionari del posto tardarono oltre un secolo.
    E alla fine.dopo tormentati studi,chiesero a due rappresentanti del Capo (I-13)…
    …che il Capo si levasse. Con ossequio.
    :biggrin2:

  22. Stefano Giacomini il 12 giugno 2010 scrive:

    :shifty: :”…Torre di controllo…torre di controllo…SOS…SOS…la cloche non risponde tento un atterraggio di fortuna…che me la mandi buona…sento colpi di garbino in coda!!!…
    :shifty: :”…Qui torre di controllo…è ‘tremontana’…”
    :biggrin2:

  23. Stefano Giacomini il 12 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Non oso pensare che scriverà il Gerevini nella rubrica sammarinese del ‘Corsera’…”
    :shifty: :”…Mi sembra di leggerlo:…”QUEI TEMERARI SULLE MACCHINE VOLANTI…WIDMER ATTERRA A MONTE CARLO!!!…”
    :mrgreen:

  24. Federico Bartoletti il 12 giugno 2010 scrive:

    O mamma mia eccheè!
    Non so se essere lusingato o preoccupato: Bertoldo leggi le interpellanze che faccio!?! Ma nn hai nientaltro da fare inoltre è una questione che manca t’immagina cosa sia….
    Poi nn farla cosi grossa per un errorino… una vocale in meno…. oltrettutto subito corretto e fatto ammenda con chi di dovere.
    Inoltre le rettifiche di chi!?! Per adesso ho solo chiesto informazioni quindi nn c’è niente da rettificare, mentre se nn è sufficiente quello che è stato già scritto per far finire certe azioni, quando mi risponde il Segretario di Stato la trasformo in mozione e ci aggiungo dell’altro, ma nn credo sia necessario. Forse allora ci saranno le rettifiche……

  25. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Manzaroli è per la rivoluzione liberale…”
    :shifty: :”…Borghese!!!…Bastasse..ci vuole quella albanese!!!…”
    :mrgreen:

  26. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…La colpa è di quest’antica democrazia!!!…”
    :shifty: :”…Troppo antica!!!…”
    :biggrin2:

  27. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Il nostro ordinamento è una pianta indigena spontanea e lussureggiante…”
    :shifty: :”…Ci facciamo una frittatina buona come quella con i fiori di ginestra…”
    :mrgreen:

  28. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO

    E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.

    Giovanni, III, 19

    Qui su l’arida schiena

    Del formidabil monte

    Sterminator Vesevo,

    La qual null’altro allegra arbor né fiore,

    Tuoi cespi solitari intorno spargi,

    Odorata ginestra,

    Contenta dei deserti. Anco ti vidi

    De’ tuoi steli abbellir l’erme contrade

    Che cingon la cittade

    La qual fu donna de’ mortali un tempo,

    E del perduto impero

    Par che col grave e taciturno aspetto

    Faccian fede e ricordo al passeggero.

    Or ti riveggo in questo suol, di tristi

    Lochi e dal mondo abbandonati amante,

    E d’afflitte fortune ognor compagna.

    Questi campi cosparsi

    Di ceneri infeconde, e ricoperti

    Dell’impietrata lava,

    Che sotto i passi al peregrin risona;

    Dove s’annida e si contorce al sole

    La serpe, e dove al noto

    Cavernoso covil torna il coniglio;

    Fur liete ville e colti,

    E biondeggiàr di spiche, e risonaro

    Di muggito d’armenti;

    Fur giardini e palagi,

    Agli ozi de’ potenti

    Gradito ospizio; e fur città famose

    Che coi torrenti suoi l’altero monte

    Dall’ignea bocca fulminando oppresse

    Con gli abitanti insieme. Or tutto intorno

    Una ruina involve,

    Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi

    I danni altrui commiserando, al cielo

    Di dolcissimo odor mandi un profumo,

    Che il deserto consola. A queste piagge

    Venga colui che d’esaltar con lode

    Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto

    È il gener nostro in cura

    All’amante natura. E la possanza

    Qui con giusta misura

    Anco estimar potrà dell’uman seme,

    Cui la dura nutrice, ov’ei men teme,

    Con lieve moto in un momento annulla

    In parte, e può con moti

    Poco men lievi ancor subitamente

    Annichilare in tutto.

    Dipinte in queste rive

    Son dell’umana gente

    Le magnifiche sorti e progressive .

    Qui mira e qui ti specchia,

    Secol superbo e sciocco,

    Che il calle insino allora

    Dal risorto pensier segnato innanti

    Abbandonasti, e volti addietro i passi,

    Del ritornar ti vanti,

    E procedere il chiami.

    Al tuo pargoleggiar gl’ingegni tutti,

    Di cui lor sorte rea padre ti fece,

    Vanno adulando, ancora

    Ch’a ludibrio talora

    T’abbian fra sé. Non io

    Con tal vergogna scenderò sotterra;

    Ma il disprezzo piuttosto che si serra

    Di te nel petto mio,

    Mostrato avrò quanto si possa aperto:

    Ben ch’io sappia che obblio

    Preme chi troppo all’età propria increbbe.

    Di questo mal, che teco

    Mi fia comune, assai finor mi rido.

    Libertà vai sognando, e servo a un tempo

    Vuoi di novo il pensiero,

    Sol per cui risorgemmo

    Della barbarie in parte, e per cui solo

    Si cresce in civiltà, che sola in meglio

    Guida i pubblici fati.

    Così ti spiacque il vero

    Dell’aspra sorte e del depresso loco

    Che natura ci diè. Per questo il tergo

    Vigliaccamente rivolgesti al lume

    Che il fe’ palese: e, fuggitivo, appelli

    Vil chi lui segue, e solo

    Magnanimo colui

    Che sé schernendo o gli altri, astuto o folle,

    Fin sopra gli astri il mortal grado estolle.

    Uom di povero stato e membra inferme

    Che sia dell’alma generoso ed alto,

    Non chiama sé né stima

    Ricco d’or né gagliardo,

    E di splendida vita o di valente

    Persona infra la gente

    Non fa risibil mostra;

    Ma sé di forza e di tesor mendico

    Lascia parer senza vergogna, e noma

    Parlando, apertamente, e di sue cose

    Fa stima al vero uguale.

    Magnanimo animale

    Non credo io già, ma stolto,

    Quel che nato a perir, nutrito in pene,

    Dice, a goder son fatto,

    E di fetido orgoglio

    Empie le carte, eccelsi fati e nove

    Felicità, quali il ciel tutto ignora,

    Non pur quest’orbe, promettendo in terra

    A popoli che un’onda

    Di mar commosso, un fiato

    D’aura maligna, un sotterraneo crollo

    Distrugge sì, che avanza

    A gran pena di lor la rimembranza.

    Nobil natura è quella

    Che a sollevar s’ardisce

    Gli occhi mortali incontra

    Al comun fato, e che con franca lingua,

    Nulla al ver detraendo,

    Confessa il mal che ci fu dato in sorte,

    E il basso stato e frale;

    Quella che grande e forte

    Mostra sé nel soffrir, né gli odii e l’ire

    Fraterne, ancor più gravi

    D’ogni altro danno, accresce

    Alle miserie sue, l’uomo incolpando

    Del suo dolor, ma dà la colpa a quella

    Che veramente è rea, che de’ mortali

    Madre è di parto e di voler matrigna.

    Costei chiama inimica; e incontro a questa

    Congiunta esser pensando,

    Siccome è il vero, ed ordinata in pria

    L’umana compagnia,

    Tutti fra sé confederati estima

    Gli uomini, e tutti abbraccia

    Con vero amor, porgendo

    Valida e pronta ed aspettando aita

    Negli alterni perigli e nelle angosce

    Della guerra comune. Ed alle offese

    Dell’uomo armar la destra, e laccio porre

    Al vicino ed inciampo,

    Stolto crede così qual fora in campo

    Cinto d’oste contraria, in sul più vivo

    Incalzar degli assalti,

    Gl’inimici obbliando, acerbe gare

    Imprender con gli amici,

    E sparger fuga e fulminar col brando

    Infra i propri guerrieri.

    Così fatti pensieri

    Quando fien, come fur, palesi al volgo,

    E quell’orror che primo

    Contra l’empia natura

    Strinse i mortali in social catena,

    Fia ricondotto in parte

    Da verace saper, l’onesto e il retto

    Conversar cittadino,

    E giustizia e pietade, altra radice

    Avranno allor che non superbe fole,

    Ove fondata probità del volgo

    Così star suole in piede

    Quale star può quel ch’ha in error la sede.

    Sovente in queste rive,

    Che, desolate, a bruno

    Veste il flutto indurato, e par che ondeggi,

    Seggo la notte; e su la mesta landa

    In purissimo azzurro

    Veggo dall’alto fiammeggiar le stelle,

    Cui di lontan fa specchio

    Il mare, e tutto di scintille in giro

    Per lo vòto seren brillare il mondo.

    E poi che gli occhi a quelle luci appunto,

    Ch’a lor sembrano un punto,

    E sono immense, in guisa

    Che un punto a petto a lor son terra e mare

    Veracemente; a cui

    L’uomo non pur, ma questo

    Globo ove l’uomo è nulla,

    Sconosciuto è del tutto; e quando miro

    Quegli ancor più senz’alcun fin remoti

    Nodi quasi di stelle,

    Ch’a noi paion qual nebbia, a cui non l’uomo

    E non la terra sol, ma tutte in uno,

    Del numero infinite e della mole,

    Con l’aureo sole insiem, le nostre stelle

    O sono ignote, o così paion come

    Essi alla terra, un punto

    Di luce nebulosa; al pensier mio

    Che sembri allora, o prole

    Dell’uomo? E rimembrando

    Il tuo stato quaggiù, di cui fa segno

    Il suol ch’io premo; e poi dall’altra parte,

    Che te signora e fine

    Credi tu data al Tutto, e quante volte

    Favoleggiar ti piacque, in questo oscuro

    Granel di sabbia, il qual di terra ha nome,

    Per tua cagion, dell’universe cose

    Scender gli autori, e conversar sovente

    Co’ tuoi piacevolmente, e che i derisi

    Sogni rinnovellando, ai saggi insulta

    Fin la presente età, che in conoscenza

    Ed in civil costume

    Sembra tutte avanzar; qual moto allora,

    Mortal prole infelice, o qual pensiero

    Verso te finalmente il cor m’assale?

    Non so se il riso o la pietà prevale.

    Come d’arbor cadendo un picciol pomo,

    Cui là nel tardo autunno

    Maturità senz’altra forza atterra,

    D’un popol di formiche i dolci alberghi,

    Cavati in molle gleba

    Con gran lavoro, e l’opre

    E le ricchezze che adunate a prova

    Con lungo affaticar l’assidua gente

    Avea provvidamente al tempo estivo,

    Schiaccia, diserta e copre

    In un punto; così d’alto piombando,

    Dall’utero tonante

    Scagliata al ciel profondo,

    Di ceneri e di pomici e di sassi

    Notte e ruina, infusa

    Di bollenti ruscelli

    O pel montano fianco

    Furiosa tra l’erba

    Di liquefatti massi

    E di metalli e d’infocata arena

    Scendendo immensa piena,

    Le cittadi che il mar là su l’estremo

    Lido aspergea, confuse

    E infranse e ricoperse

    In pochi istanti: onde su quelle or pasce

    La capra, e città nove

    Sorgon dall’altra banda, a cui sgabello

    Son le sepolte, e le prostrate mura

    L’arduo monte al suo piè quasi calpesta.

    Non ha natura al seme

    Dell’uom più stima o cura

    Che alla formica: e se più rara in quello

    Che nell’altra è la strage,

    Non avvien ciò d’altronde

    Fuor che l’uom sue prosapie ha men feconde.

    Ben mille ed ottocento

    Anni varcàr poi che spariro, oppressi

    Dall’ignea forza, i popolati seggi,

    E il villanello intento

    Ai vigneti, che a stento in questi campi

    Nutre la morta zolla e incenerita,

    Ancor leva lo sguardo

    Sospettoso alla vetta

    Fatal, che nulla mai fatta più mite

    Ancor siede tremenda, ancor minaccia

    A lui strage ed ai figli ed agli averi

    Lor poverelli. E spesso

    Il meschino in sul tetto

    Dell’ostel villereccio, alla vagante

    Aura giacendo tutta notte insonne,

    E balzando più volte, esplora il corso

    Del temuto bollor, che si riversa

    Dall’inesausto grembo

    Su l’arenoso dorso, a cui riluce

    Di Capri la marina

    E di Napoli il porto e Mergellina.

    E se appressar lo vede, o se nel cupo

    Del domestico pozzo ode mai l’acqua

    Fervendo gorgogliar, desta i figliuoli,

    Desta la moglie in fretta, e via, con quanto

    Di lor cose rapir posson, fuggendo,

    Vede lontan l’usato

    Suo nido, e il picciol campo,

    Che gli fu dalla fame unico schermo,

    Preda al flutto rovente,

    Che crepitando giunge, e inesorato

    Durabilmente sovra quei si spiega.

    Torna al celeste raggio

    Dopo l’antica obblivion l’estinta

    Pompei, come sepolto

    Scheletro, cui di terra

    Avarizia o pietà rende all’aperto;

    E dal deserto foro

    Diritto infra le file

    Dei mozzi colonnati il peregrino

    Lunge contempla il bipartito giogo

    E la cresta fumante,

    Che alla sparsa ruina ancor minaccia.

    E nell’orror della secreta notte

    Per li vacui teatri,

    Per li templi deformi e per le rotte

    Case, ove i parti il pipistrello asconde,

    Come sinistra face

    Che per vòti palagi atra s’aggiri,

    Corre il baglior della funerea lava,

    Che di lontan per l’ombre

    Rosseggia e i lochi intorno intorno tinge.

    Così, dell’uomo ignara e dell’etadi

    Ch’ei chiama antiche, e del seguir che fanno

    Dopo gli avi i nepoti,

    Sta natura ognor verde, anzi procede

    Per sì lungo cammino

    Che sembra star. Caggiono i regni intanto,

    Passan genti e linguaggi: ella nol vede:

    E l’uom d’eternità s’arroga il vanto.

    E tu, lenta ginestra,

    Che di selve odorate

    Queste campagne dispogliate adorni,

    Anche tu presto alla crudel possanza

    Soccomberai del sotterraneo foco,

    Che ritornando al loco

    Già noto, stenderà l’avaro lembo

    Su tue molli foreste. E piegherai

    Sotto il fascio mortal non renitente

    Il tuo capo innocente:

    Ma non piegato insino allora indarno

    Codardamente supplicando innanzi

    Al futuro oppressor; ma non eretto

    Con forsennato orgoglio inver le stelle,

    Né sul deserto, dove

    E la sede e i natali

    Non per voler ma per fortuna avesti;

    Ma più saggia, ma tanto

    Meno inferma dell’uom, quanto le frali

    Tue stirpi non credesti

    O dal fato o da te fatte immortali.

    :shifty:

  29. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    Bertoldo leggi le interpellanze che faccio!?!

    :lol: :lol: :lol:
    Non ti allargare bertoldinus!
    :lol: :lol: :lol:
    La notizia l’ho letta sul ciarlatano smoggi e comunque stai tranquillo, la tua figuraccia sarà niente in confronto alla figura de mierda che farà domani il gobierno in conferenza stampa!
    :mrgreen:

  30. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    quando mi risponde il Segretario di Stato la trasformo in mozione e ci aggiungo dell’altro, ma nn credo sia necessario.

    Verissimo, perchè non farà in tempo!
    :lol: :lol: :lol:

  31. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    WIDMER

    Gianni!!! Vai all’Unieuro! L’ottimismo è il profumo della vita, l’ottimismo vola!
    Orcozio, m’ha cagato un piccione in un occhio!
    :biggrin2:

  32. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    Manzaroli

    Mi piacerebbe sapere cos’ha bevuto!
    :biggrin2:

  33. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    LA GINESTRA O IL FIORE DEL DESERTO

    Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    De l’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminato
    Spazio di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo, ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e ‘l suon di lei. Così tra questa
    Infinità s’annega il pensier mio:
    E ‘l naufragar m’è dolce in questo mare marrone.
    :biggrin2:

  34. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    il gobierno in conferenza stampa

    Fatti più in là
    così vicino mi fai turbar
    fatti più in là .. a .. a
    così la testa mi fai girar
    quelle labbra che tu hai
    quella bocca che tu hai
    quell’odore che tu hai
    io lo so per me son guai

    fatti più in là
    che turbamento sento arrivar
    fatti più in là
    già la pressione mi fai alzar

    con quegli occhi che tu hai
    con gli sguardi che mi fai
    con le mani che tu hai
    tu mi tocchi come sai

    fatti in là fatti in là
    fatti in là fatti in là
    fatti più in là a a a
    amor

    che male che mi fai
    se sei vicino a me
    un prurito forte
    forte al cuore
    che grattare guarire
    non si puo’ o o o

    fatti più in là
    così vicino mi fai turbar
    fatti più in là
    così la testa mi fai girar
    quelle labbra che tu hai
    quella bocca che tu hai
    quell’odore che tu hai
    io lo so per me son guai
    fatti in là fatti in là
    fatti in là fatti in là
    fatti più in là a a a a a a
    amor
    fatti più in là
    che turbamento sento arrivar
    fatti più in là
    già la pressione mi fai alzar
    con quegli occhi che tu hai
    con gli sguardi che mi fai
    con le mani che tu hai
    tu mi tocchi come sai

    fatti in là fatti in là
    fatti in là fatti in là
    fatti più in là a a a a a a
    amor
    :biggrin2:

  35. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    A Silvio

    Silvio, rimembri ancora
    Quel tempo della tua vita mortale,
    Quando beltà splendea
    Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
    E tu, lieta e pensosa, il limitare
    Di gioventù salivi?
    Sonavan le quiete
    Stanze, e le vie dintorno,
    Al tuo perpetuo canto,
    Allor che all’opre femminili intenta
    Sedevi, assai contenta
    Di quel vago avvenir che in mente avevi.
    Era il maggio odoroso: e tu solevi
    Così menare il giorno.
    Io gli studi leggiadri
    Talor lasciando e le sudate carte,
    Ove il tempo mio primo
    E di me si spendea la miglior parte,
    D’in su i veroni del paterno ostello
    Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
    Ed alla man veloce
    Che percorrea la faticosa tela.
    Mirava il ciel sereno,
    Le vie dorate e gli orti,
    E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
    Lingua mortal non dice
    Quel ch’io sentiva in seno.
    Che pensieri soavi,
    Che speranze, che cori, o Silvio mio!
    Quale allor ci apparia
    La vita umana e il fato!
    Quando sovviemmi di cotanta speme,
    Un affetto mi preme
    Acerbo e sconsolato,
    E tornami a doler di mia sventura.
    O natura, o natura,
    Perchè non rendi poi
    Quel che prometti allor? perchè di tanto
    Inganni i figli tuoi?
    Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
    Da chiuso morbo combattuta e vinta,
    Perivi, o tenerella. E non vedevi
    Il fior degli anni tuoi;
    Non ti molceva il core
    La dolce lode or delle negre chiome,
    Or degli sguardi innamorati e schivi;
    Nè teco le compagne ai dì festivi
    Ragionavan d’amore.
    Anche peria fra poco
    La speranza mia dolce: agli anni miei
    Anche negaro i fati
    La giovanezza. Ahi come,
    Come passata sei,
    Cara compagna dell’età mia nova,
    Mia lacrimata speme!
    Questo è quel mondo? questi
    I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi
    Onde cotanto ragionammo insieme?
    Questa la sorte dell’umane genti?
    All’apparir del vero
    Tu, misera, cadesti: e con la mano
    La fredda morte ed una tomba ignuda
    Mostravi di lontano.

    :biggrin2:

  36. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    una pianta indigena spontanea e lussureggiante

    Manzaroli

    Mi piacerebbe sapere cos’ha bevuto!

    Forse non era un alcolico!
    :biggrin2:

  37. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    A Silvio il duomo in miniatura

    Cribbio, nei denti me l’ha dato!
    :biggrin2:

  38. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    O patria mia, vedo le mura e gli archi
    E le colonne e i simulacri e l’erme
    Torri degli avi nostri,
    Ma la gloria non vedo,
    :roll:

  39. Stefano Giacomini il 14 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Ha i visto su ‘La Tribuna’ l’anagrafe dei tirannosauri???…”
    :shifty: :”…E questo è niente…dai prossimi giorni pubblicheranno l’elenco completo degli elettori a vita…”
    :biggrin2:

  40. De Sade il 14 giugno 2010 scrive:

    Hai visto su ‘La Tribuna’ l’anagrafe dei tirannosauri???…

    Prima divelte, in mar marrone precipitando,
    Spente nell’imo strideran le stelle,
    Che la memoria e il vostro
    Amor trascorra o scemi.
    :mrgreen:

  41. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    :shifty: :”…Pronto son Gerevini del ‘Corriere della Sera’…vorrei sapere chi è il socio fondatore della più antica democrazia europea???…”
    :roll: :”…Il Santo in persona!!!!!!!….”
    :pray:

  42. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Pronto son Gerevini del ‘Corriere della Sera’

    …e chissà perchè l’impaginatore del quotidiano milanese non ha messo la rubrica ‘Sussurri & Grida’ di Gerevini (’La trasparenza con soci segreti di San Marino’ a pag.43) accanto alla pubblicità a pagamento ‘Innamorati di me’ a pag.19…
    :roll:

  43. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Ultimissime.
    Rogatoria sul tesoro dei Goti.
    :roll:

  44. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Sussurri & Grida

    La nota verbale ancora non è partita!
    :lol: :lol: :lol:
    Gli è rimasta tra i denti!
    :mrgreen:

  45. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    La nota verbale ancora non è partita!

    Ma se è verbale basta alzare la cornetta del telefono per farla arrivare!
    :doh:

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