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La lettera delle dimissioni di Bossone e Papi
Pubblicato nella categoria Interni da Minosse alle 1:20.
Illustrissime Eccellenze,
com’è noto, il Consiglio direttivo della Banca centrale della Repubblica di San Marino, isolando il Presidente e il Direttore generale, ha deliberato il 4 febbraio u.s. di rimuovere il dott. Stefano Caringi, ispettore del Coordinamento della vigilanza e responsabile del Dipartimento di vigilanza, dagli incarichi in essere, in esecuzione della volontà del Comitato per il credito e il risparmio che ne aveva revocato il gradimento.
La rimozione del dott. Caringi, peraltro avvenuta sulla base di motivazioni generiche e non fondate su una valutazione rigorosa dell’operato dello stesso, attesta il giudizio pesantemente negativo che il Governo della Repubblica ha già gravemente espresso sull’intera azione di vigilanza condotta dalla Banca centrale e reiterato nel suo ultimo comunicato sull’argomento: giudizio che sconfessa la missione portata avanti dalla Banca centrale di ammodernare il sistema finanziario per rafforzarne la stabilità e per permetterne una piena integrazione internazionale.
Non si comprende perché tale sconfessione abbia preso a oggetto il solo dott. Caringi e non sia stata estesa ai sottoscritti vertici della Banca centrale, primi responsabili dell’azione dell’Istituto. Il Governo dice di voler rafforzare l’azione di una vigilanza mostratasi insoddisfacente; non dice delle gravi criticità più volte e in più sedi denunciate dalla Banca centrale e rimaste inascoltate. Il Governo dice di rispettare l’autonomia della vigilanza; non dice delle interferenze e delle pressioni esercitate sulla Banca centrale per condizionarne l’azione di vigilanza, volte a sospendere ispezioni scomode, concedere autorizzazioni in assenza dei requisiti, ammorbidire interventi e sanzioni.
Paradossalmente, detta sconfessione è avvenuta nello stesso giorno in cui il Fondo monetario internazionale, massimo organo sovranazionale che ha il compito di vigilare sulle economie e sui sistemi finanziari dei paesi membri, ha rilasciato i propri rapporti ufficiali sulla situazione economico-finanziaria della Repubblica, nei quali esprime valutazioni molto positive sull’azione fin qui svolta dalla Banca centrale nel campo della vigilanza bancaria e finanziaria, pur non mancando di sottolineare i vincoli istituzionali e strutturali (fra i quali anche la scarsa autonomia e la carenza di risorse) che ne limitano l’efficacia. Tali vincoli – peraltro noti alla Banca centrale e da essa già denunciati – hanno reso assai difficoltoso recuperare il grave ritardo con il quale la funzione di vigilanza è stata avviata in un sistema sviluppatosi privo di sostanziali controlli.
Rivendichiamo con orgoglio e soddisfazione i successi riconosciuti dal Fondo alla Banca centrale, che li ha conseguiti attraverso un impegno continuo e assai intenso, svolto nell’esclusivo interesse del Paese e a beneficio della collettività sammarinese tutta. Successi resi possibili anche, e in misura determinante, proprio da quel dott. Caringi, persona degnissima e professionista stimatissimo che, in luogo di ricevere un sentito ringraziamento, è stata invece brutalmente rimossa dai propri incarichi.
La rimozione del dott. Caringi, accompagnata dalla dura critica del Governo, mira al cuore della vigilanza della Banca centrale, le trasmette un inequivocabile segnale di “addomesticamento”, ne lede l’autorevolezza e ne riduce l’efficacia. Apre una crisi esiziale per il sistema finanziario sammarinese e per la credibilità delle sue istituzioni. La Banca centrale ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere il sistema durante la difficile fase dell’ultimo anno. La crisi in atto ne indebolirà le funzioni e non è difficile immaginare che ciò potrà ripercuotersi negativamente sulle relazioni esterne del Paese.
Tutto ciò è avvenuto nell’acquiescenza generale, nel silenzio della politica e nella disinformazione dell’opinione pubblica, artatamente indotta a credere che il capo della Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca centrale sia un traditore della Repubblica, una spia della Banca d’Italia, un ispettore che illegalmente indaga sui conti correnti di privati cittadini, un fuorilegge che viola il segreto d’ufficio, un tecnico arrogante e obsoleto, un infiltrato italiano che persegue sospetti interessi esterni – giusto per citare alcune delle qualifiche maggiormente citate. Nessuno ha ritenuto di voler cercare la verità; chi la conosceva l’ha manipolata.
In assenza di quei vagli che sono doverosi allorché si giudichi di persone e istituzioni e, al contrario, con procedure sommarie e liquidatorie è stata emessa contro Caringi e Banca centrale una sentenza sbrigativa. A essa doveva esser dato corso immediato e a essa è stato dato corso immediato e senza scrupoli da chi avrebbe dovuto sentire il dovere morale e istituzionale d’interrogarsi sulle motivazioni e di tutelare la Banca centrale e il suo personale.
Con rare eccezioni, gli stessi soggetti del mondo bancario e finanziario sammarinese hanno accettato quest’esito lasciando intendere che senza un cambio ai vertici della Banca centrale non sia possibile il cambiamento del sistema da essi voluto.
Illustrissime Eccellenze, No!
Noi non vogliamo esser parte di ciò. Noi non possiamo e non vogliamo accettare quanto è accaduto. Noi non possiamo e non vogliamo portare avanti a ogni costo sforzi che chi dovrebbe sostenere invece ostacola. Non sussistono, a questo punto, le condizioni per la prosecuzione del nostro incarico. Per questo, rimettiamo all’Eccellentissimo Consiglio Grande e Generale il mandato che ci ha conferito, del quale sempre abbiamo sentito tutto il privilegio e il quale sempre abbiamo onorato con massimo impegno e nel pieno rispetto del Paese che ci ha ospitato.
Ci sia consentito concludere con una considerazione di carattere personale. Nel corso del nostro recente incontro, anche ricco di momenti emotivamente carichi, abbiamo sentito e profondamente apprezzato il sentimento di stima e di vicinanza di cui le Loro Eccellenze hanno voluto renderci partecipi nonché quell’alto senso dello Stato da Loro incarnato nel quale anche noi fermamente crediamo e che per noi è unica bussola del nostro agire istituzionale.
L’occasione è gradita per porgere Loro gli atti della più alta stima.
Il Presidente
Biagio Bossone
Il Direttore Generale
Luca Papi
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10 Commenti per “La lettera delle dimissioni di Bossone e Papi”
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Parafrasando il buon Flaiano.
La situazione…non è seria…ma è grave.
Parafrasando invece il giornale paranormale di Panama la situazione invece è grottesca.
Il Consiglio Direttivo di Banca Centrale si dissocia dalla lettera di Bossone e Papi

E per forza. Un Consiglio nominato con il manuale Cencelli dove siede la moglie di un consigliere di maggioranza e vari commercialisti con interessenze poliedriche e protodemosocialiste, cosa volevate che dicesse!
Ma per favore, un po di serietà!
Parafrasando re Juan Carlos che zittì il premier venezuelano Chavez, perchè non tacete?
Da http://www.libertas.sm:
Bossone e Papi, facciano i nomi. Alberto Selva (Ap) 14/02/2010
[San Marino] POLITICA - Alberto Selva, coordinatore di Alleanza Popolare (coalizione Patto per San Marino, maggioranza in Consiglio Grande e Generale), respinge le “accuse generalizzate” mosse al governo dai dimissionari Biagio Bossone e Luca Papi, Presidente e Direttore Generale di Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
La dichiarazione di Selva è riportata da Corriere Romagna – San Marino.
“Abbiamo stigmatizzato l’atteggiamento dei vertici di Banca Centrale quando hanno deciso di dimettersi non tanto per le dimissioni, quanto per come hanno messo al corrente l’opinione pubblica.
Nella lettera parlano di ingerenze e pressioni, e sarebbe meglio fare nomi e cognomi, altrimenti viene tirato in ballo tutto il governo e non può andarci bene.
Questo aspetto merita senz’altro un approfondimento, una soluzione potrebbe essere l’ audizione dei vertici in commissione Finanze, ma decideremo col Patto, ancora non ci siamo espressi ufficialmente su questo ”
Anch’io non condivido la versione generalizzata rilasciata dagli ex vertici della Banca Centrale.
Anche se dalla lettera degli interessati appare più che evidente la responsabilità collegiale del Governo sammarinese ove si dice …Il Governo dice di rispettare l’autonomia della vigilanza; non dice delle interferenze e delle pressioni esercitate sulla Banca centrale per condizionarne l’azione di vigilanza, volte a sospendere ispezioni scomode, concedere autorizzazioni in assenza dei requisiti, ammorbidire interventi e sanzioni…
Da ciò é evidente la “complicità” di tutto il Governo per cui se ciò non fosse vero sarebbe bene che gli interessati si diano da fare a prendere ed adottare le necessarie contro-misure per ripristinare la VERITA’, diversa stando alle parole delle parti contrapposte ???
“La Reggenza ha dato lettura della relazione inviata da Bossone e Papi, informando verbalmente l’Aula. Sembra, e il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo, che presidente e direttore abbiamo consegnato due testi. In uno non si fanno nomi, né di membri di Governo né di società o banche. Si sarebbero invece usate delle sigle. In una busta sigillata invece i riferimenti reali dei nomi in codice usati”
(da RTV San Marino on line)
Da http://www.sanmarinortv.sm:
Banca d’Italia multa Delta e Carisp per oltre 1 milione di euro
01/05/2010
Oltre un milione di euro. A tanto ammontano le sanzioni pecuniarie che Banca d’Italia ha inflitto ai vertici del Gruppo Delta e della Cassa di Risparmio di San Marino. Inosservanza delle norme sulle partecipazioni al capitale delle banche. Questa l’irregolarità contestata e 250 mila euro la pena pecuniaria per l’ex presidente Carisp, Gilberto Ghiotti.
Dovranno pagare 840 mila euro, invece, i vertici del Gruppo Delta. Tre le irregolarità contestate: carenza nell’istruttoria, erogazione, gestione e controllo del credito del gruppo bancario da parte del CDA; carenze anche nell’organizzazione e nei controlli interni; carenze nei controlli anche da parte del Collegio sindacale. Nella lista figurano, in testa, l’ex presidente del consiglio di amministrazione, Mario Fantini: dovrà pagare 165mila euro; stessa pena pecuniaria per Paola Stanzani, ex amministratore delegato. Sanzioni minori per altri 8 rappresentanti del gruppo, fra amministratori e sindaci.
E’ Palazzo Koch a comunicare i provvedimenti, adottati però già dallo scorso febbraio, proprio nel giorno in cui, invece, si apre uno spiraglio per i dipendenti Delta. Proprio ieri, infatti, il ministro per l’economia, Giulio Tremonti, ha dato il via libera all’impiego del fondo di solidarietà per i lavoratori del credito. Non è una soluzione della vertenza Delta, ma una tappa di messa in sicurezza dei 600 dipendenti in esubero.
Si tratta di multe con importi molto elevati. Se verrà accertata la responsabilità di certi personaggi di questa vicenda é giusto che costoro ne rispondano a livello PERSONALE e non certo a spese della Cassa di Risparmio ???
Chi deve inoltre punire Banca d’Italia ?
Nell’interpellanza del Sen. Elio Lannutti (Italia dei Valori) al Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano 22/05/2009, ….oggetto di indagine da parte della procura di Forlì è la Banca d’Italia e persino l’Unità d’informazione finanziaria (Uif), in ordine alla quale gli inquirenti stanno indagando su vari filoni che conducono proprio all’Istituto di via Nazionale;
in particolare, un filone d’inchiesta riguarda l’autorizzazione firmata dall’Uif. L’autorizzazione riguarda l’iscrizione del gruppo Delta - avvenuta il 13 2007 - nell’albo dei gruppi bancari. A quanto consta all’interrogante, gli aspetti inquietanti sarebbero due: il primo, che l’atto è stato siglato a soli due giorni da Ferragosto, ciò che non può essere ritenuto usuale; il secondo, relativo alla circostanza che sulla copia dell’autorizzazione, rimasta in Banca d’Italia, spunta una correzione a penna che trasforma il 13 agosto in 17;
su ciò aleggia l’ombra del sospetto più grave, ovvero che l’autorizzazione sia «partita», in realtà, prima che il «direttorio» della Banca d’Italia fosse stato informato, facendo emergere il profilo penale dell’abuso d’ufficio;
l’autorizzazione, peraltro, sarebbe stata rilasciata nonostante le criticità segnalate mesi prima (persino alla procura di Roma) dal «vecchio» ufficio antiriciclaggio. Criticità che riguardavano due società del gruppo Delta. La vicenda si è conclusa definitivamente nel febbraio 2009, con una serie di ispezioni, condotte proprio dalla Banca d’Italia e dall’Uif, che confermano l’irregolarità della posizione del gruppo Delta e della Cassa di risparmio di San Marino. Tanto che, il 23 aprile, la Banca d’Italia revocava le autorizzazioni a detenere partecipazioni in Delta, in capo a Cassa di risparmio di San Marino e ad altre società;
come si evince dalla sopra esposta ricostruzione dei fatti, ancora una volta si assiste ad un intervento della Banca d’Italia solo in seguito all’apertura di un’inchiesta giudiziaria, quando, come nel caso di specie, sarebbe bastato esercitare i propri poteri di vigilanza nel rigoroso rispetto della legge antiriciclaggio….
La BANCA D’ITALIA dovrà pur PAGARE per le proprie responsabilità ???
E’ possibile che la nostra Banca Centrale NON sapesse NULLA di quanto stava avvenendo ???
Le irregolarità contestate da Banca d’Italia sono molto GRAVI, dimostrerebbero che certi organismi che dovrebbero controllare in realtà…..
Verrebbe da chiedersi, se venissero confermate queste contestazioni, che ce stanno a fa certi ORGANISMI ???
Qualcuno conosce se il Governo italiano ha risposto all’interpellanza del
per sapere se effettivamente siano stati coinvolti nell’indagine della Procura di Forlì alcuni altissimi dirigenti della Banca d’Italia ???
Stessa domanda che varrebbe anche per la “incredibile” vicenda dlla Banca del Titano ???
Se in questo Paese, dove si parla spesso di responsabilità e si viene lautamente compensati in nome della responsabilità, poi quando si é irresponsabili NESSUNO ne risponde e la si fa sempre franca, come si può pretendere di essere fiduciosi …. ???