Il gestore che non c’è

Pubblicato nella categoria Interni da AndreA alle 11:57.

antennagsm Il gestore che non cè
TMS, Telefonia Mobile Sammarinese. Questo il gestore che opera, utilizzando la rete di Telecom Italia, nella telefonia dell’Azzurra Repubblica. Un gestore che utilizza due precisi archi di numerazione italiana (+39.335.733/4) per offrire un’offerta studiata ad hoc per il mercato della Repubblica di San Marino. Questo almeno in teoria perchè in pratica il risultato è ben diverso. Lo si capisce guardando subito le tariffe sul sito ufficiale.”Tariffe valide a partire dal 1 Gennaio 2005” si legge in calce alla tabella, probabilmente è meglio dire ferme al gennaio 2005.
Perchè questo è il paradosso che coinvolge i clienti TMS, ossia avere dei profili tariffari ormai obsoleti, che soffrono la concorrenza della stessa TIM che fornisce il servizio a TMS.
Al di là di una tariffa ridotta per chiamate tra le stesse sim di TMS, su cui grava uno scatto alla risposta di 10 € cent, tutto il resto sembra davvero poco competitivo tanto da indurre a pensare che sia meglio usare una sim italiana, nonostante l’aggravio della tassazione, sulla stessa rete. Anche perchè TIM/TMS sono la stessa identica cosa. Il codice di rete nell’Azzurra Repubblica è 222 01 come, abbiamo già visto, italiani sono i prefissi. Un prolungamento di Telecom Italia all’… estero. Non particolarmente redditizio per i clienti che ad esempio se vogliono avere una tariffa senza scatto alla risposta devono rivolgersi alla “concorrenza” di Tim: la famosa “Tim Club”, i cui spot affollano le TV da mesi, che permette di chiamare a 19 € cent tutti i numeri italiani e di avere 3 numeri preferenziali a 9 € cent al minuto. Una chiamata di un minuto quindi costa 19 centesimi, con TMS per la stessa durata si spenderebbe meno solo chiamando un altro TMS (17 ct), ma per tutto il resto la differenza è notevole. Resta convenienza solo per gli SMS, ma potrebbe non bastare, perchè a San Marino, nonostante al momento le reti che hanno copertura nazionale siano solo quella di Tim/TMS e quella futura di San Marino Telecom, arrivano i segnali anche degli altri gestori italiani. Vodafone e Wind costeggiano gran parte della frontiera e offrono senza ombra di dubbio valide alternative ai sammarinesi. Tariffe a 12 centesimi verso tutti con scatto alla risposta balzano subito all’occhio come concorrenti all’offerta targata TMS. Che in fascia peak neanche riesce a stare sotto per le chiamate locali, senza considerare che aziende e privati cittadini pagano le chiamate verso gli altri gestori mobili tra i 18 (business) e i 28 (privati) centesimi al minuto. Oltre allo scatto alla risposta. Un bagno di sangue, anacronistico per l’offerta tariffaria del 2007. Che potrebbe essere impietosa confrontando con quanto ha permesso fino ad oggi H3G, a sua volta in roaming su rete Tim anche a San Marino. Al di là delle ultime rimodulazioni (partono il 1° settembre, vedi link) si sarebbe potuto chiamare a 10 centesimi contro un’offerta ‘dedicata’ ben piu’ cara. Chi ci guadagna in tutto ciò? L’utente privato/business TMS come può tutelare i propri interessi? Si potrebbe pensare: passando ad un altro operatore. A questo punto l’utente si scontra con quella che a mio avviso è una “garanzia politica”, di cui nel mondo solo la TMS è titolare: i numeri di telefono della TMS non sono “portabili”, cioè un utente che decide di passare ad un altro operatore non può mantenere il proprio numero telefonico, dettaglio che spinge i più a subire il salasso, pur di non perdere il prezioso numero telefonico. È normale tutto questo? Una soluzione a questo problema c’è. Un utente che decide di passare da TMS a TIM, recandosi in un centro TIM riceverà questa notizia: può passare a TIM quando vuole ma perderà il numero! L’unico modo per poter sbloccare il proprio numero telefonico è quello di far richiesta di una ricaricabile non di TIM (Vodafone, Wind, ecc.); a quel punto, una volta che si è ottenuto il passaggio alla ricaricabile il numero di telefono è libero dai barbari vincoli e si potrebbe, volendo, passare anche alle offerte di TIM addirittura godendo di tutte le agevolazioni dovute al fatto che si passa a TIM da un altro operatore. Come vedete, l’operazione non è proprio delle più normali, con un po’ di disturbo per il consumatore è possibile raggiungere l’obbiettivo: spendere una cifra ragionevole e non finanziare un operatore telefonico che non esiste! A questo punto non sono tanto le antenne che fanno male, ma i monopoli che ci ritroviamo in Repubblica. Piuttosto che raccogliere firme per l’abbattimento delle antenne sarebbe più saggio abbandonare l’operatore mobile sammarinese, questa è l’unica vera arma che il cittadino-consumatore possiede.

L’OFFERTA UNICA SAMMARINESE CONTRO LE ALTERNATIVE ATTUALI ITALIANE

COSTI NOMINALI AL MINUTO (clientela residenziale)

Destinazione
TMS
TIM CLUB
WIND12
SUPER 5
TMS
7
19
12
5
TIM
10
19 (3 numeri a 9)
12
5
0549 off peak
15
19
12
5
0549 on peak
10
19
12
5
FISSI ITALIA on
25
19
12
5
FISSI ITALIA off
10
19
12
5
A.O.M. ITALIA on
28
19
12
5
A.O.M. ITALIA off
10
19
12
5
EU-USA
30
50
50
25

• I costi riportati nelle tabelle sono in € cent;
• TMS ha uno scatto alla risposta di 10 € cent;
• TIM: è stato scelto il piano “Tim Club” è senza scatto alla risposta. I tre numeri preferenziali possono essere 3 TIM o 2 Tim + 1 fisso Telecom Italia;
• Wind12 ha uno scatto alla risposta di 19 € cent. E una tariffazione a scatti di 30”. E’ possibile attivare promozioni speciali per il traffico interno rete Wind e verso rete fissa.
• Super5 di H3G ha una tariffazione a scatti di 180”, l’obbligo di ricarica mensile (minimo 5 €) e un canone di 3€/mese

IMPORTANTE: le suddette tabelle non hanno carattere esaustivo, ma solo il compito di confrontare l’offerta ‘ad hoc’ di TMS con alcune delle tante offerte del mercato mobile italiano disponibili comunque per i clienti sammarinesi. Sono stati scelti tre piani comuni per non differenziare la destinazione di chiamata, ma al contempo completamente diversi tra loro per logica e tariffazione, così da per mostrare quanto sia variegata l’offerta prepagata attuale. Pertanto si invita tutti i lettori a verificare i loro consumi di traffico sul totale delle offerte presenti sul mercato e non limitandosi a quelli della tabella. Non è stato calcolato il costo degli SMS in quanto sempre favorevole a TMS, tranne nel caso di attivazione dell’opzione Wind6.
Le tariffe internazionali hanno varie tipologie di tariffazione e scatti alla risposta reperibili sui siti ufficiali.
La suddivisione on peak e off peak di TMS è basata su due diverse fasce orarie e giorni della settimana.

ESEMPI DI SPESA PER DURATA CHIAMATA (30”, 1 minuto, 3 minuti, 10 minuti)

Destinazione
TMS
TIM CLUB
WIND12
SUPER 5
TMS

30′: 13,5

60′: 17

3′: 31

10′: 80

30”:  9,5

60”: 19

3′: 57

10′: 190

verso i numeri preferenziali

30”:  4,5

60”: 9

3′: 27

10′: 90

30′: 21

60′: 28

3′: 52

10′: 136

30′: 15

60′. 15

3′: 15

10′: 75

TIM

30′: 15

60′: 20

3′: 40

10′: 110

0549 off peak

30′: 17,5

60′: 25

3′: 55

10′: 160

0549 on peak

30′: 15

60′: 20

3′: 40

10′: 110

FISSI ITALIA on

30′: 22,5

60′: 35

3′: 85

10′: 260

FISSI ITALIA off

30′: 15

60′: 20

3′: 40

10′: 110

A.O.M. ITALIA on

30′: 24

60′: 38

3′: 84

10′: 290

A.O.M. ITALIA off

30′: 15

60′: 20

3′: 40

10′: 110

EU-USA

30′: 25

60′: 40

3′: 10

30′: 41

60′: 66

3′: 166

30′: 65

60′: 65

3′: 165

30′: 27,5

60′: 40

3′: 85

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Commenti

107 Commenti per “Il gestore che non c’è”

  1. spam il 7 agosto 2007 scrive:

    Piuttosto che raccogliere firme per l’abbattimento delle antenne sarebbe più saggio abbandonare l’operatore mobile sammarinese, questa è l’unica vera arma che il cittadino-consumatore possiede.

    :dance: :dance: :clap: :clap:
    FINALMENTE IL SIG MINOSSE CI DELIZIA DI UNA INFORMATIVA DETERMINANTE , la TMS e’ al 100% di telecom italia , sommando le percentuali delle partecipate , TELECOM ITALIA SAN MAINO(INTELCOM) e TMS/TIM, allora nessuna autonomia , nessuna possibilità di gestione interna, tariffe decise a ROMA, gestione rete decisa a ROMA, alla faccia delle convenzioni :wall: :wall:

  2. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    Piuttosto che raccogliere firme per l’abbattimento delle antenne sarebbe più saggio abbandonare l’operatore mobile sammarinese, questa è l’unica vera arma che il cittadino-consumatore possiede.

    A me sembra na cavolata. Il referendum è l’arma democratica per eccellenza, espressione di una volontà diretta. Inoltre perché dovremmo lasciare il monopolio in mano a una famiglia? Intanto togliamo il monopolio, dopo di che potremmo certamente abbandonare Tms. Ora come si fa ad abbandonarla? Peché dobbiamo sempre chinare il capo? Perché dobbiamo darla vinta a pochi? Siamo in una oligarcha? Vogliamo fare sentire la voce del popolo?

  3. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    Asta In Italia: 80 milioni per il wi-max…Sul Titano lo regalano
    Adesso si sta parlando di asta delle licenze per il wi-max in Italia. Quella che è definita la nuova frontiera delle telecomunicazioni, vede lo stato impegnato a concedere al miglior offerente le frequenze di questo innovativo sistema. II ministro Gentiloni oltre confine stringe i tempi e dichiara che l’asta per il wi-max è ormai alle porte. Gli operatori che con maggiore e minore interesse stanno pensando di prendere parte alla gara che si svolgerà in settembre sono parecchi: ai classici Telecom Italia e Vodafone si stanno aggiungendo Fastweb, Tiscali, British Telecom, Rai e Sirti. Euro più, euro meno, alla fine una frequenza con copertura nazionale potrebbe arrivare a costare tra i 60 e gli 80 milioni di euro, ai quali occorrerà aggiungere le spese per la realizzazione delle infrastrutture di rete. Queste ultime saranno meno care per chi, come Telecom Italia e Vodafone, ha già una propria struttura, con torri e stazioni base già funzionanti che andranno comunque implementate con nuove attrezzature. Anche a San Marino si parla di wi-max e si sta parlando di antenne. Di una cosa però non si parla e non si è mai parlato: di asta pubblica per le licenze. E se in Italia per ogni frequenza wi-max si calcola verranno pagati fior di milioni di euro, sul Titano la frequenza, assieme alle altre per gli altri protocolli di trasmissione, è stata già concessa. Per certe cose a San Marino, infatti, si gioca d’anticipo. Concessa, sì. Ma quanto è stata pagata? Niente. Zero. O almeno la delibera che concede alla San Marino Telecom, quella che adesso pubblicizza “Prima”, le frequenze da utilizzare, non parla di alcuna contropartita per lo Stato, che ha così concesso ad una azienda privata un bene di tutti, gratuitamente. Ma tant’è. La raccolta di firme per il referendum cosiddetto antiantenne continua e supera al sesto giorno le 300 sottoscrizioni. Il quesito chiede la rescissione della convenzione. Una richiesta che riguarda la tutela della salute, la salvaguardia della proprietà privata, riguarda il monopolio che si è venuto a creare con la convenzione e, a ben vedere, riguarda anche il danno che è stato fatto all’erario e quindi alla collettività concedendo gratis l’uso di un bene di proprietà di tutti e sul quale ci guadagneranno in pochi.

  4. massimo rosti il 7 agosto 2007 scrive:

    Piuttosto che raccogliere firme per l’abbattimento delle antenne sarebbe più saggio abbandonare l’operatore mobile sammarinese, questa è l’unica vera arma che il cittadino-consumatore possiede.

    già fatto da 1 anno

  5. spam il 7 agosto 2007 scrive:

    giorgio felici scrive:

    9 Giugno 2007 alle 11:34
    interessante curiosità. S.M.T. non è in regime di monopolio, anzi come ricorda il Segretario di Stato all’industria della Repubblica di San Marino, Tito Masi, l’attuale concessione prevede il libero utilizzo della rete da parte di terzi nonché un introito per lo Stato del 4,5% sul fatturato del traffico telefonico. “San Marino - rimarca Masi a San Marino RTV - ha deciso di tassare il traffico, non le concessioni. Quindi a pagare sono tre società: Telecom Italia, Tim-Tms e San Marino Telecom. Le antenne che la nuova società intende installare - spiega il Segretario all’industria - sono di sua proprietà, ma lo Stato imporrà di metterle a disposizione di altri eventuali gestori che intendessero operare in Repubblica, dal momento che non esiste monopolio. Se il prezzo fissato dalla società come corrispettivo per il transito di altri gestori fosse troppo esoso - chiude Masi - sarà l’Authority per le telecomunicazioni a decidere il da farsi“. Stessa Penisola, ma davvero un altro stato.
    Ma quando ci occuperemo sul serio di autonomia di San Marino in un settore strategico persino x la democrazia :clap: :clap: :biggrin2:

    INTERESSANTE QUESTO POST DEL SIG GIORGIO di giugno scorso :biggrin2: :wink: :lol:

  6. Minosse il 7 agosto 2007 scrive:

    A me sembra na cavolata. Il referendum è l’arma democratica per eccellenza, espressione di una volontà diretta. Inoltre perché dovremmo lasciare il monopolio in mano a una famiglia? Intanto togliamo il monopolio, dopo di che potremmo certamente abbandonare Tms. Ora come si fa ad abbandonarla? Peché dobbiamo sempre chinare il capo? Perché dobbiamo darla vinta a pochi? Siamo in una oligarcha? Vogliamo fare sentire la voce del popolo?

    Ciao Alessandro, anche io sono d’accordo con te sul referendum, è ovvio che il monopolio deve essere eliminato, ma un referendum è una roulette, mentre se ognuno di noi volesse dare un forte segnale a quelli della TMS, sarebbe sufficiente, come ho detto, cambiare gestore. Una società di telefonia mobile senza utenti non vale niente!

  7. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    Ciao Minosse! Io ho già seguito il tuo esempio! Anche io la penso così. Certo, una società di telefonia senza utenti non vale niente ed è giusto fare sentire la propria voce con questa arma e con quella del referendum. Secondo voi perché sull’argomento non è intervenuto ancora nessun politico? Sono tutti in vacanza? Qualcuno avrebbe fatto più bella figura (e certamente guadagnato più voti, che quelli non guastano mai) togliendo “di Stato” il monopolio senza dover ricorrere al referendum che come dici giustamente tu caro Minosse è una roulette visto che potrebbe essere giudicato incostituzionale. Certo poi si dovrà anche spiegare ai sammarinesi se è più incostituzionale questo quesito referendario piuttosto che il monopolio, ma si tratta di una altro paio di maniche…

  8. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    TELECOMUNICAZIONI - Fine del monopolio, ma non delle polemiche

    La stampa sammarinese accoglie l’ingresso sul mercato del nuovo operatore di telefonia mobile fissa e internet con reazioni diametralmente opposte, e se SanMarinoOGGI, ad esempio sottolinea tutte le opportunità dell’operazione, L’Informazione invece solleva la polemica sulla natura della concessione statale.

    Fine del monopolio nelle telecomunicazioni

    Tra qualche settimana inizierà la completa commercializzazione dei prodotti di Prima

    Il primo operatore tutto sammarinese che offrirà servizi di telefonia mobile fissa e internet. Fine del monopolio e fine di guadagni facili per la Telecom. Parliamo ovviamente di telecomunicazioni e della ormai prossima entrata in commercio dei servizi del primo operatore tutto sammarinese: “Prima”. L’azienda ormai è uscita allo scoperto con la pubblicità che appare sui giornali legata agli internazionali sammarinesi di tennis. Si appresta quindi a finire il monopolio di fatto del colosso italiano delle telecomunicazioni che opera in Repubblica tramite Telecom Italia San Marino e direttamente con Tim e in pratica anche con Tms. Ma cosa vuol dire questo per la più antica repubblica del mondo? Lo abbiamo chiesto ad un esperto di telecomunicazioni, un collega specializzato “dell’etere”, definito la “voce impertinente delle Tlc”, Andrea Trapani.

    Andrea conosci la realtà sammarinese? “La seguivo poco perché San Marino era praticamente l’unico paese al mondo, anche tra i piccoli stati, a non avere un gestore proprio. Poi consultando il sito http://www.gsmworld.com, cioè il sito dell’associazione che raggruppa oltre 700 operatori di telefonia mobile in 218 paesi del mondo, ho scoperto nei mesi scorsi che era nato il primo operatore sammarinese”.

    Da esterno come giudichi questo fatto? “Sicuramente positivo. Offrire un’alternativa rappresenta sempre un aspetto positivo perché contribuisce alla diminuzione delle tariffe grazie alla concorrenza e anche al miglioramento dei servizi”.

    E nello specifico per San Marino? “Beh, c’è da dire che per ora il Titano veniva considerato praticamente un’estensione dell’Italia. Il prefisso telefonico fisso 0549 e il prefisso mobile 335 sono italiani e tutte le chiamate vengono codi- ficate e fatturate in Italia”.

    Puoi essere più chiaro? “Ogni nazione ha un codice di rete. L’Italia ha il 222, San Marino il 292, ecc. Gli operatori italiani hanno poi un ulteriore loro codice. Tim ha lo 01, Wind l’88, Vodafone 10 e H3G cioè “3” ha il 99. Quando nel proprio telefonino si fa la ricerca di rete in Italia si vedrà quindi 222 01 per Tim, 222 10 per Vodafone, e via discorrendo. Ora con Prima, si avrà 292 01. Questo codice è importante per la fatturazione del traffico internazionale. Attualmente, ogni chiamata che arriva a San Marino dall’Italia, transita sugli operatori italiani, in larga parte Telecom, che incassa i soldi senza nemmeno girarli al Titano. Avere una rete propria, come ha Prima, consentirà che il traffico in arrivo e in uscita su San Marino venga fatturato sul Titano e a San Marino vi si pagheranno anche le tasse. Ma se per gli operatori, e per l’Erario, è una questione economica, per gli utenti è una questione di servizi e di opportunità o comunque di alternative che ora si aprono mentre prima non c’erano proprio”. Ci rendiamo conto che l’argomento ha anche numerosi altri aspetti che ora non è possibile sviscerare in modo esauriente. Per fornire quindi un servizio più completo ai nostri lettori, inzieremo degli approfondimenti periodici, anche sulle antenne, ripetitori e onde elettromagnetiche avvalendoci ogni volta della consulenza di Andrea Trapani o di altri esperi.

    FRANCO CAVALLI – SanMarinoOGGI

    —–

    Asta In Italia: 80 milioni per il wi-max…Sul Titano lo regalano

    Adesso si sta parlando di asta delle licenze per il wi-max in Italia. Quella che è definita la nuova frontiera delle telecomunicazioni, vede lo stato impegnato a concedere al miglior offerente le frequenze di questo innovativo sistema. II ministro Gentiloni oltre confine stringe i tempi e dichiara che l’asta per il wi-max è ormai alle porte. Gli operatori che con maggiore e minore interesse stanno pensando di prendere parte alla gara che si svolgerà in settembre sono parecchi: ai classici Telecom Italia e Vodafone si stanno aggiungendo Fastweb, Tiscali, British Telecom, Rai e Sirti. Euro più, euro meno, alla fine una frequenza con copertura nazionale potrebbe arrivare a costare tra i 60 e gli 80 milioni di euro, ai quali occorrerà aggiungere le spese per la realizzazione delle infrastrutture di rete. Queste ultime saranno meno care per chi, come Telecom Italia e Vodafone, ha già una propria struttura, con torri e stazioni base già funzionanti che andranno comunque implementate con nuove attrezzature. Anche a San Marino si parla di wi-max e si sta parlando di antenne. Di una cosa però non si parla e non si è mai parlato: di asta pubblica per le licenze. E se in Italia per ogni frequenza wi-max si calcola verranno pagati fior di milioni di euro, sul Titano la frequenza, assieme alle altre per gli altri protocolli di trasmissione, è stata già concessa. Per certe cose a San Marino, infatti, si gioca d’anticipo. Concessa, sì. Ma quanto è stata pagata? Niente. Zero. O almeno la delibera che concede alla San Marino Telecom, quella che adesso pubblicizza “Prima”, le frequenze da utilizzare, non parla di alcuna contropartita per lo Stato, che ha così concesso ad una azienda privata un bene di tutti, gratuitamente. Ma tant’è. La raccolta di firme per il referendum cosiddetto antiantenne continua e supera al sesto giorno le 300 sottoscrizioni. Il quesito chiede la rescissione della convenzione. Una richiesta che riguarda la tutela della salute, la salvaguardia della proprietà privata, riguarda il monopolio che si è venuto a creare con la convenzione e, a ben vedere, riguarda anche il danno che è stato fatto all’erario e quindi alla collettività concedendo gratis l’uso di un bene di proprietà di tutti e sul quale ci guadagneranno in pochi.

    L’Informazione di San Marino

    MA SECONDO VOI SMOGGI HA FATTO UNA MARCHETTA A PRIMA PERCHE’ QUEL GIORNALE E’ DI PEPPINO DELLA BALDA ALIAS “IL PADRONE DELLE ANTENNE”? Dire che è la fine del monopolio è di una faziosità quasi ripugnante. Anzi senza quasi. Grazie a San MArino notizie che ha messo a confronto questi due punti di vista in modo che ognuno possa trarre le proprie conclusioni sulla stampa sammarinese, sugli interessi di pochi e sulla strumentalizzazione di un tema così importante come quello delle antene. POLITICI DOVE SIETE? PERCHE’ NON CI SPIEGATE PERCHE’ IN ITALIA PER IL WIMAX C’E’ UN’ASTA MENTRE SUL TITANO LA CONCESSIONE E’ STATA REGALATA A UNA FAMIGLIA? grazie.

  9. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    :D :D :D :D :D :D :D
    mi sto tenendo la pancia
    :clap: :clap: :clap: :clap:
    Io propongo una istanza d’Arengo….

  10. luke il 7 agosto 2007 scrive:

    So di andare contro corrente, ma chiudere gli occhi di fronte a tutto quello che grazie alla TMS e all’altruismo e il sostegno testimoniato dal Titolare verso ogni tipo di iniziativa no profit organizzata in Repubblica, mi sembra un pò troppo;
    Almeno c’è anche chi consapevole delle proprie fortune, le investe anche nella sociatà attraverso il sostentamento di opere mandate avanti dal volontariato.

    Grazie

  11. alessandro pecci il 7 agosto 2007 scrive:

    Il profit è solo delle sue tasche visto agisce in regime di monopolio senza concorrenza e potenda decidere prezzi e tutto il resto. Credo che anche io sarei un buon imprenditore in questo modo. In ogni caso, parlo per me, non ce l’ho con super pippo della Balda, anzi finché glielo hanno consentito ha fatto bene a far cassa, sarebbe stato stupido a fare il contrario. Però adesso basta. E’ giusto che chiunque possa scegliere ciò che vuole tra una rosa di soggetti e non sottostare a uno solo. La concorrenza è sempre stata un bene per gli utenti, per gli imprenditori un po’ meno. Io che sono un utente voglio spendere meno e avere un serivizio migliore. Se firmare per il referendum vorrà dire questo, lo scopriremo solo vivendo. Ma come ho sottolineato più volte, è un primo passo. Al quale chiaramente devono seguirne altri.

  12. AndreA il 7 agosto 2007 scrive:

    Vedo che l’amico Minosse ha pubblicato questa analisi che è stata fatta a “due mani” e che è firmata con il mio nickname. Vedo che tra l’altro sono stato citato anche nei commenti grazie a uno degli interventi che ieri ho fatto con alcuni giornalisti che si occupano dell’Azzurra Repubblica (San Marino Oggi, La Voce di Romagna, RTV San Marino, il Corriere di Romagna) e che è stato qui riportato da alessandro pecci.
    Questa analisi e le varie risposte che ho dato - lo premetto - sono quello di un italiano, o meglio di un esterno alla realtà sammarinese.
    Quel che si vede all’esterno, infatti, è quel che è emerso nelle varie discussioni in cui mi sono confrontato con chi analizza la cosa. Al di là del referendum o meno la cosa che più mi è balzata agli occhi da quando, per puro caso, mi sono appassionato alle “sorti telefoniche” di San Marino è che la Repubblica - parlo in termini economici - non ha mai patrimonializzato la propria indipendenza nelle TLC al contrario di tante altre piccole nazioni (Liechtenstein, Andorra, Lussemburgo, le isole del Canale) rimanendo addirittura legata a un gestore italiano. E questo è un paradosso quasi all’.. italiana ;-) A mio avviso la pluralità di componenti non è assolutamente un limite per nessuno, tantomeno in una realtà ristretta come quella sammarinese. Indubbiamente ci sono tante cose da valutare, anche la richiesta di regole per antenne e quel che si voglia è legittima ma è altrettanto paradossale che la discussione sulle TLC verta principalmente sulle installazione piuttosto che sui servizi. Cmq da appassionato di TLC e telefonia quale sono ieri essere in “roaming sammarinese” - come ho segnalato anche sul mio blog - mi ha ‘colpito’… San Marino era davvero l’ultima nazione mancante all’appello ;-)

  13. Andrea Trapani » Ancora San Marino: “il gestore che non c’è” il 7 agosto 2007 scrive:

    [...] as: Abroad, Varie Ancora San Marino. Oggi è argomento caldo. E’ apparso poche ore fa un articolo su InBlog, un blog indipendente tratta tematiche riguardanti la Repubblica di San Marino, in cui [...]

  14. spam il 7 agosto 2007 scrive:

    Indubbiamente ci sono tante cose da valutare, anche la richiesta di regole per antenne e quel che si voglia è legittima ma è altrettanto paradossale che la discussione sulle TLC verta principalmente sulle installazione piuttosto che sui servizi. Cmq da appassionato di TLC e telefonia quale sono ieri essere in “roaming sammarinese” - come ho segnalato anche sul mio blog - mi ha ‘colpito’… San Marino era davvero l’ultima nazione mancante all’appello ;-)

    :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
    SIG ANDREA lei ci descrive una situazione oggettiva , purtroppo alcuni commentatori sono troppo presi dal quotidiano sentire , le polemiche divampano sulle antenne , due famiglie che si contrappongono , i CASALI contro I DELLA BALDA , è vero non si discute della sostanza , siamo ritornati al consiglio principe………è il medioevo della dialettica, i GOZI contro i GIACOMINI, il terreno è quello di un paesotto che salva Garibaldi , ma non salva se stesso……… il tempo sarà giudice :cry:

  15. Erwin il 8 agosto 2007 scrive:

    So di andare contro corrente, ma chiudere gli occhi di fronte a tutto quello che grazie alla TMS e all’altruismo e il sostegno testimoniato dal Titolare verso ogni tipo di iniziativa no profit organizzata in Repubblica, mi sembra un pò troppo;
    Almeno c’è anche chi consapevole delle proprie fortune, le investe anche nella sociatà attraverso il sostentamento di opere mandate avanti dal volontariato.

    E’ vero sostengono molte iniziative, in primis quelle del Cons e del suo mentore ciboga, il quale è talmente riconoscente da concedere il monopolio UMTs due giorni prima delle elezioni.
    Da banditi mi guardo io, ma da questo genere di elemosina ci guardi Iddio.

  16. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    X ANDREA TRAPANI

    Faccio una domanda scecca ad Andrea Trapani che ringrazio per essere intervenuto sul Blog mettendoci la faccia e solo per questo motivo, anche se su diverse cose non sono d’accordo con lui ha tutta la mia stima (come del resto ce l’ha Spam anche se ci siamo scontrati e ci scontreremo sicuramente perlomeno su questo argomento). Finite le sviolinate arrivo al punto: Lei Trapani crede che la fine del monopolio delle antenne possa essere per San Marino un vantaggio? Oppure il vantaggio sarebbe che le antenne rimanessero in mano solo a una famiglia? Spero riesca a darmi una risposta precisa senza tanti giri di parole.

  17. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    Da San Marino Notizie ecco IL DIFENSORE DI AP. INCIUCIO, LOUIS CYPHRE, AVETE SENTITO? AP SMASCHERERA’ I CATTIVI! ODDIO MI STO TENENDO LA PANCIA! HAHAHAHAHA :biggrin2: :biggrin2: :biggrin2:
    NON CI POSSO CREDERE! MA COSA SI FA A SAPARE CERTE C….

    INTERVENTI - Telecomunicazioni, Michele Taddei: ‘I dubbi restano, e sono molto gravi’

    Nell’intervento di Rosti, apparso giorni fa sui giornali sammarinesi, riaffiora tutta la strumentalizzazione politica che si nasconde dietro la salute pubblica. Come da copione una parte si proclama contro non per motivi nobili o di utilità pubblica ma per scopi puramente personali. Il problema della salute pubblica…

    … serve solo per ingannare le persone perbene, le antenne non fanno male, non esiste alcuno studio che lo dica nonostante un quotidiano pubblichi ogni giorno notizie tendenziose.

    Le antenne sono diventate una questione politica e personale da quando, certi personaggi di terza fila della politica che passano il tempo a dire male dei sammarinesi e fanno di questo una professione, sono stati pilotati da un gruppo DC che vuole tornare al potere con ogni mezzo, menzogna compresa.

    AP negli anni ‘90 ha smascherato molto degli affari di questi individui, rifiuti, energia e recentemente con Scaramella si è avuta la conferma che i malfattori politici sono quelli che tramano contro il paese per tornare al potere. Questi pilotano gli scagnozzi nei Castelli sammarinesi per gridare allo scandalo, quando di scandaloso e illegale non c’è proprio nulla.

    In Francia l’83,2% della popolazione possiede un cellulare, in Nuova Zelanda è abbonato alla telefonia mobile il 101% a causa del mercato molto competitivo e delle tariffe particolari, molti neozelandesi utilizzano piu’ di un operatore. In Italia i dati sono sotto gli occhi di tutti, la telefonia mobile è un business globale, le regole più restrittive per le emissioni delle antenne sono a San Marino e in Italia.

    I dubbi restano e sono tanti, Rosti ha ragione. Fino ad oggi il monopolio Telecom voluto dalla DC ha impedito che i cittadini avessero tariffe competitive. Si dovrebbe andare a verificare perchè fanno male solo certe antenne e quelle di Telecom Italia no (in linea d’aria da casa di Rosti ci sono gli stessi metri rispetto le due antenne, come mai lo disturba solo una delle due?). Si potrebbe verificare con una inchiesta perchè la rete SOCRATE si è bloccata dopo miliardi di appalti piovuti a San Marino e come mai il monopolio di Telecom dura da sempre. Si dovrebbe scoprire perchè l’antenna sopra all’hotel Titano ‘ringiovanisce’ i cittadini. Perchè per quelle di RTV e gli elettrodotti, la cui pericolosità per la salute invece è assodata, nessuno solleva questioni, referendum o dubbi per la salute. Non sono pervenute risposte convincenti negli ultimi anni ne dalla DC ne dai loro satelliti, quindi molti di noi continuano a pensare che il regime democristiano degli ultimi 20 anni ha fatto talmente tanti disastri che oggi San Marino deve continuare a pagare lo scempio ed i fallimenti delle politiche di ‘AliBaBa e i 40 …’.

    Il referendum contro il progresso e la modernità è anche contro l’economia di questo paese e serve per alimentare un gioco politico sporco a somma zero. Nella speranza che AP smascheri ancora una volta i responsabili, intanto i cittadini dovranno solo stare attenti a non essere strumentalizzati da quelli che non vogliono il progresso ma mirano solo alla vittoria personale a fini politici.

    Michele Taddei

    Non commento. Dice le stesse cose (ma in maniera sconclusionata, assolutamente strumentale e con molta confusione) che scriveva SPAM. E anche a Taddei che legge evidentemente solo ciò che pare a lui che qui nel blog e sui giornali qualcuno si è indignato per il Wi-max, inoltre sto benedetto referendum è un inizio poi (spero) si penserà anche alle altre antenne. MI VIENE UN DUBBIO, non è che lo ha mandato avanti Ap che ancora non è intervenuta su monopolio Wi max e tutto il resto?

  18. pum il 8 agosto 2007 scrive:

    Le antenne sono diventate una questione politica e personale da quando, certi personaggi di terza fila della politica che passano il tempo a dire male dei sammarinesi e fanno di questo una professione,

    OHHHHH, qualcuno che dice la verità…………SPACCI non si è ancora svegliato :pray: :whistle:

  19. pum il 8 agosto 2007 scrive:

    Si dovrebbe andare a verificare perchè fanno male solo certe antenne e quelle di Telecom Italia no (in linea d’aria da casa di Rosti ci sono gli stessi metri rispetto le due antenne, come mai lo disturba solo una delle due?). Si potrebbe verificare con una inchiesta perchè la rete SOCRATE si è bloccata dopo miliardi di appalti piovuti a San Marino e come mai il monopolio di Telecom dura da sempre

    SPACCI svegliarsi prego!!!! :lol: :lol: :lol:

  20. pum il 8 agosto 2007 scrive:

    Si dovrebbe scoprire perchè l’antenna sopra all’hotel Titano ‘ringiovanisce’ i cittadini. Perchè per quelle di RTV e gli elettrodotti, la cui pericolosità per la salute invece è assodata,

    ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZHHHHHHHHHHHHH, occhio a SPACCI è ancora in giro!!!! :oops: :cry:

  21. pum il 8 agosto 2007 scrive:

    SQUILLI A CASO

    Chissà perché quando si sbaglia numero il telefono non è mai occupato.

    > Beppe Grillo
    :whistle: :lol: :lol: :lol: :clap: :clap: :dance:

  22. massimo rosti il 8 agosto 2007 scrive:

    Le antenne sono diventate una questione politica e personale da quando, certi personaggi di terza fila della politica che passano il tempo a dire male dei sammarinesi e fanno di questo una professione, sono stati pilotati da un gruppo DC che vuole tornare al potere con ogni mezzo, menzogna compresa.

    guarda che ahimè rosti massimiliano ( non io) è negli euro pollami è uscito dalla DC

    strano però che se la prendano sempre con la DC quando chi ha generato i danni sopracitati riguardanti le antenne sono state concessioni fatte da andreoli ora alleato di governo.
    molto strano
    se questa fosse la posizione di ap credo che stiano perdendo la bussola

  23. andrea zafferani il 8 agosto 2007 scrive:

    Indubbiamente quanto dice Minosse sulla TMS è assolutamente vero, TMS non fa una promozione da quando è nata, mentre gli operatori italiani ne fanno una dietro l’altra. Io ero abbonato TMS fino a circa 3 anni fa, me ne sono dovuto andare di scaranata (soffrendo la bega del dover cambiare numero) perchè Tim offriva condizioni MOLTO più vantaggiose, pur essendo praticamente la stessa cosa, come giustamente tu hai detto. Quindi condivido completamente ciò che hai scritto, Minosse, nell’introduzione, e non aggiungo altro.

    Vorrei però riprendere il post numero 13 di Andrea Trapani e fargli alcune domande (così come a chiunque vorrà rispondere)

    la Repubblica - parlo in termini economici - non ha mai patrimonializzato la propria indipendenza nelle TLC al contrario di tante altre piccole nazioni (Liechtenstein, Andorra, Lussemburgo, le isole del Canale) rimanendo addirittura legata a un gestore italiano. E questo è un paradosso quasi all’.. italiana ;-) A mio avviso la pluralità di componenti non è assolutamente un limite per nessuno, tantomeno in una realtà ristretta come quella sammarinese. Indubbiamente ci sono tante cose da valutare, anche la richiesta di regole per antenne e quel che si voglia è legittima ma è altrettanto paradossale che la discussione sulle TLC verta principalmente sulle installazione piuttosto che sui servizi.

    Tempo fa, sul forum, dissi che, a San Marino, il monopolio è relativo, nel senso che noi abbiamo comunque la possibilità di rivolgerci a Tim,Vodafone, Wind e 3, oltre che a Tms e alla futura San Marino Telecom.
    Vorrei però capire bene il suo ragionamento. Lei cosa intende con “patrimonializzare l’indipendenza nelle TLC”? Che dovremmo avere tante compagnie sammarinesi in concorrenza fra loro nei servizi offerti (non solo telefonia, ma anche Internet x esempio)? Con gli impianti e le reti di proprietà dello Stato? è questo che intende con “discussione sui servizi, piuttosto che sulle installazioni”?. è questo che hanno fatto i paesi che lei cita?

    Evidentemente ci sarebbero vantaggi sia per i consumatori (in termini di servizi più “adatti” alle esigenze sammarinesi) che per l’Erario (in termini di entrate), ma noi abbiamo un problema dovuto ad un bacino d’utenza troppo piccolo: potrebbe questo limitato bacino d’utenza reggere la presenza di diverse compagnie contemporaneamente, in modo per queste profittevole?.
    Forse potrebbe essere possibile, visto che i costi, nel comparto delle TLC, sono soprattutto fissi e non variabili, ma vorrei sapere com’è in questo senso l’esperienza di altri piccoli paesi?
    La ringrazio per la disponibilità.

    Lei Trapani crede che la fine del monopolio delle antenne possa essere per San Marino un vantaggio?

    Lei Pecci continua a non capire (non so se lo fa apposta, forse sì): il referendum parla solo delle concessioni UMTS (guarda caso date alla San Marino Telecom, e non a Telecom Italia San Marino / TMS). Non eliminerebbe nessun monopolio, anzi, lascerebbe solo in campo la Telecom Italia San Marino / TMS: guarda un po’, quell’azienda rimarrebbe IN MONOPOLIO effettivo, perchè le si eliminerebbe un concorrente (che fornisce servizi, comunque, in parte diversi).
    Guarda un po’, dicono di non volere il monopolio e all’atto pratico lo creerebbero!!! Sarà mica che vogliono che Telecon Italia San Marino / TMS continuino a fare i loro porci comodi da soli?

  24. massimo rosti il 8 agosto 2007 scrive:

    giorgio ritorna con il tuo nome sei più simpatico

  25. pum il 8 agosto 2007 scrive:

    REGOLE DI VITA

    La mia vita comincia con un divieto: vietato vietare

    > Jim Morrison

    :clap: :clap: :clap: :clap: :dance:

  26. massimo rosti il 8 agosto 2007 scrive:

    minosse tornando al vero argomento
    una cosa importante che hai dimenticato.
    chi fa un contratto con tim è esentato da iva. infatti io ho proprio tim club e pago 15 euro cent e non 19.
    valido solo in caso di contratto

    sono stato uno dei primi clienti di tms.
    ritengo come tariffazione fine a se stessa soprattutto per chi fa chiamate limitate al territoriio conveniente.

    la grande peccae il motivo per cui me ne sono andato è proprio perchè è limitata al solo traffico chiamate.

    non puoi accedere a nessun pacchetto ( es 10 sms gratis)
    soprattutto non esiste un offerta per il traffico dati.
    io personalmente che non ho la rete fissa in casa e mi collego attraverso cellulare ho dovuto passare ad altro operatore.
    ho dovuto cambiare numero di telefono con tutti i disagi che conseguono.
    con tms non puoi collegarti in internet e se per caso ti si collega per errore il telefono paghi cifre astronomiche solo perchè hai aperto una pagina iniziale ( 6 centesimi per ogni kb) 1mb 6,00 euro per avere un idea.

    il progetto socrate ( che verrà buono fidatevi) è stato possibile avviarlo in cambio del monopolio a telecom italia per 10 anni credo.

    non mischiamo però il problema delle antenne con il monopolio sono 2 cose totalmente diverse.
    il prioblema delle antenne è chi le gestisce che non può avere anche la compagnia telefonica ( vedi es. telecom in italia nei confronti di wind vodafone e 3) stessa cosa vale anche per le antenne tim.
    nella concessione facciamo lo stesso errore che ha fatto l’italia con telecom 50 anni fa ( o più)

  27. spam il 8 agosto 2007 scrive:

    con tms non puoi collegarti in internet e se per caso ti si collega per errore il telefono paghi cifre astronomiche solo perchè hai aperto una pagina iniziale ( 6 centesimi per ogni kb) 1mb 6,00 euro per avere un idea.

    GIUSTO SIG MASSIMO ROSTI, ma mi scusi lei c’enta qualcosa con il caro e stimato SIG ERREMAX?, proprio x questo ci vogliono altri gestori , mercato aperto , che non si fà senza strumenti di trasmissione , le antenne saranno pure un problema , ma il monopolio di TELECOM ITALIA è una disgrazia x tutti :biggrin2:

  28. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    Quello che dici ANDREA ZAFFERANI è una baggianata. E forse tu fai finta di non capire. Senza entrare nel merito del quesito referendario, vuoi spiegarmi come è possibile, togliendo il monopolio, che lo stesso monopolio rimarrebbe, visto che il giornale di Della Balda spara contro il referendum? Secondo te come mai se il referendum andrebbe a vantaggio dei Della Balda, quest’ultimo sta muovendo mari e monti (e stampa) per boicottarlo? Non c’è bisogno che mi rispondi. Queste domande sono già una risposta a quanto tu sostieni. Non rispondo nemmeno all’amico Pam che orami dice parole in libertà, molte delle quali senza senso. altre alle quali ho già risposto. E comunque anche io adoro Beppe Grillo! Concludo dicendo che vedere tutto questo affanno contro un quesito referendario che, ripeto, vuole abbattere un monopolio, mi fa pensare che qualcuno e non solo Della Balda, da questo monopolio in varie forme e misure ha da guadagnarci. Ripeto ancora, e forse davvero qualcuno che non vuol capire c’è, che questo referendum deve essere un punto di partenza al quale devono seguire altri e numerosi passi. Da solo vale forse poco, ma è pur sempre un inizio. Come si fa a denigrarlo così? E soprattutto chi vuole difendere le antenne della Tim? Il problema ragazzi miei è che quelle sono in un altro Stato e poco possiamo farci. Pensiamo intanto al nostro. Voi che ne dite? Che male può fare al Titano togliere un monopolio? Non capisco davvero certe posizioni. Anzi certe le capisco eccome.

  29. AndreA il 8 agosto 2007 scrive:

    X ANDREA TRAPANI

    Faccio una domanda scecca ad Andrea Trapani che ringrazio per essere intervenuto sul Blog mettendoci la faccia e solo per questo motivo, anche se su diverse cose non sono d’accordo con lui ha tutta la mia stima (come del resto ce l’ha Spam anche se ci siamo scontrati e ci scontreremo sicuramente perlomeno su questo argomento). Finite le sviolinate arrivo al punto: Lei Trapani crede che la fine del monopolio delle antenne possa essere per San Marino un vantaggio? Oppure il vantaggio sarebbe che le antenne rimanessero in mano solo a una famiglia? Spero riesca a darmi una risposta precisa senza tanti giri di parole.

    Alessandro, stima reciproca :)

    Andiamo alla risposta diretta: venendo da altre esperienze vedo che la fine di ogni tipo di monopolio in un’economia di mercato come la nostra (intentendo quella occidentale, di cui fanno parte sia la “mia” Italia sia San Marino) porti molti piu’ vantaggi che svantaggi. Premetto subito una cosa: la proprietà di una o piu’ famiglie è “cosa da San Marino”, ossia di una realtà sì indipendente ma - se ho ben capito - ristretta a mo’ di grande paese di provincia. Di questo sicuramente è affare nazionale (sarebbe a mio avviso il caso che anche RSM si doti di un’autorità di garanzia sulle TLC come tanti altri casi) di cui gli approfondimenti per me sono ‘difficili’. Sicuramente cosa da cui dibattere anche se - leggendo sia nei mesi scorsi la concessione che il commento n. 5 - pare che “le antenne che la nuova società intende installare sono di sua proprietà, ma lo Stato imporrà di metterle a disposizione di altri eventuali gestori che intendessero operare in Repubblica”. Non è un passaggio da poco, in Italia per arrivare all’imposizione dei gestori virtuali (ed un imposizione è stata visto che i 4 big hanno fatto ostruzionismo per anni) si è perso oltre un lustro averla già compresa… diciamo che il mio commento è sul fatto che è positivo che nella vostra realtà si possano affrontare una pluralità di soggetti con una o piu’ compagnie a detenere le antenne (sia TIM/Tms che San Marino Telecom hanno licenza GSM e UMTS con tanto di copertura in essere allo stato attuale). Il fatto sul perchè o come ci siano solo due soggetti è ‘affare privato’ o meglio… nel vostro caso di Stato. Se il problema sono una o due famiglie va risolto politicamente, la cosa che volevo far uscire invece è che è “errata” per interessi nazionali la battaglia al progresso e a una (o piu’) propria(e) reti identificative. L’UMTS (come il GSM) sono standard internazionali per le TLC ed è quasi un peccato perdere tale opportunità. Si mettano paletti per le emissioni, si studi la localizzazione migliore delle antenne ma non si demonizzi cmq una scelta che è stata fatta realmente da tutti gli stati mondiali in essere… scelta fatta sia per interessi economici che di sviluppo. Senno’ torniamo al famoso ministro delle psote inglese che quando fu inventato il telefono disse che “noi in Inghilterra abbiamo postini in abbondanza” per contrastare la nuova ventata ;-)

    Cmq tornando al guadagno previsto per l’utente è palese rilevare che in ogni nazione l’avere piu’ alternative solitamente ha portato a una “guerra di prezzi” e di servizi (in questo caso, uno su tutti, internet in mobilità) di cui si è avvantaggiato l’utilizzatore finale. Guerra da tenere sott’occhio, indubbiamente, ma sicuramente una di quelle poche “guerre” (notasi le virgolette) … vantaggiose ;-)

  30. Erwin il 8 agosto 2007 scrive:

    Concordo ancora una volta con Massimo (ex erremax) e spam, il problema è suprare l’oligopolio, non è però che abolendo il gestore umts con un referendum risolviamo qualcosa, il problema di fondo è far si che le antenne diventino di proprietà pubblica, adesso mi daranno del comunista, altrimenti anche con nuovi gestori il traffico di transito verrà pagato agli oligopolisti.
    Si pò fare questo senza l’esproprio? Forse no, però si possono incentivare, con opportune tassazioni, a cedere le antenne perchè non convenienti.
    Ci vorrebbe coraggio, ci vorrebbe che chi ha concesso la società due giorni prima delle elezioni non fosse al governo o almeno evitasse di difendere questa vergogna, ci vorrebbe poi che il Peppino Oggi non attaccasse chiunque leda gli afari del suo padrone, ci vorrebbe insomma quello Stato ideale che al momento per certe cose non esiste.

  31. AndreA il 8 agosto 2007 scrive:

    E soprattutto chi vuole difendere le antenne della Tim? Il problema ragazzi miei è che quelle sono in un altro Stato e poco possiamo farci.

    Non è esattamente così. Le antenne di Wind, Vodafone e H3G sono in un altro stato e RSM non puo’ far niente… tanto è vero che quei segnali arrivano per ’sbaglio’ o quasi. Alcune di esse sono orientate verso RSM (provocando tra l’altro un’irrogazione elettromagnetica in cui San MArino è e sarà per sempre passiva senza possibilità di intervento diretto), mentre quelle di Tim invece sono proprio dentro San Marino in virtu’ di una concessione (sia GSM che UMTS) tra lo stesso gestore e lo Stato. San Marino, infatti, ospita 5 installazioni di TIM, di cui ben 3 già UMTS. E’ questo che è paradossale, il fatto che una rete di tutto e per tutto italiana - come ho spiegato già nelle interviste - sia stata di fatto in “monopolio” all’…estero! :)

  32. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    RIPORTO QUANTO DETTO DA MASSIMO ROSTI

    spam se sei contro tutti i monopoli devi andare a firmare per il referendum.
    forse è un pò contorto però è così
    lo scandalo è che hanno dato in monopolio le antenne alla famiglia della balda e il governo ha promesso che toglierà quelle di telecom

    anche se daranno 10 compagnie di gestione quella di della balda sarà sempre avvantaggiata.

    io la penso esattamente come te e per lo stesso motivo vado a firmare
    perchè deve esere revocata la concessione e rifatta.
    gli daremo di nuovo la compagnia però le antenne che personalmente ne monterei altre 20 ( meno potenti)
    1) sono di proprietà statle e si delega una società di gestione che nn abbia compagnia telefonica ( applica le stesse tariffe a tutti)
    2) come sopra ed in più le antenne se compra e monta sentito naturalmente il parre del governo e giunte

    VORREI CHE QUALCUNO COMMENTASSE STO POST E MI SPIEGASSE PERCHE’ IL WIMAX SUL TITANO E’ STATO REGALATO A DELLA BALDA MENTRE IN ITALIA C’E’ UN’ASTA MILIONARIA

  33. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    x quanto riguarda il post 32 sono assolutamente d’accordo, forse mi sono espresso male. Spero che il prossimo passo, e chi volesse avrebbe tutto il mio appoggio, sarà quello di eliminare questo paradosso.

  34. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    X ERWIN
    Anche io sono perché le antenne diventino a San Marino di proprietà pubblica. Sarebbe la soluzione migliore. Credo però che con le parole non si va da nessuna parte e visto che (giustamente) non si possono espropriare, il referendum può essere un primo passo. Andiamo a firmare e poi se passerà, a votare. Forse qualcosa cambierà e comunque daremo una scossa e un messaggio concreto e inequivocabile all’esecutivo.

  35. AndreA il 8 agosto 2007 scrive:

    Tempo fa, sul forum, dissi che, a San Marino, il monopolio è relativo, nel senso che noi abbiamo comunque la possibilità di rivolgerci a Tim,Vodafone, Wind e 3, oltre che a Tms e alla futura San Marino Telecom.
    Vorrei però capire bene il suo ragionamento. Lei cosa intende con “patrimonializzare l’indipendenza nelle TLC”?

    Vediamo di intendersi. Prendiamo la telefonia mobile, la “gallina dalle uova d’oro” per antomasia delle TLC. San Marino ha la fortuna di avere un ingente numero di visitatori stranieri che entrano nel proprio territorio e portano soldi che si spandono tra diversi benificiari. Uno dei campi piu’ redditizi, quello del roaming internazionale, però è stato “regalato” all’Italia. In che senso? Nel fatto che la Repubblica è davvero l’ultimo stato occidentale a non avere reti proprie identificative di telefonia mobile. E questa cosa chi ha avvantaggiato? La mia Italia. Come? Semplice. Un tedesco che viene a San Marino si trova agganciato sicuramente a un gestore italiano e la sua tariffazione anche all’interno della Repubblica viene gestita da uno dei 4 gestori. Con maggiori probabilità - visto che ha il miglior segnale della Repubblica grazie alla sue 5 installazioni sammarinesi - sotto rete Tim. E tutto questo non porta soldi a San Marino, ma all’Italia. Il che è paradossale dato che altre piccole nazioni - Liechtenstein, Andorra etc etc , guardate pure che varietà hanno su http://www.prepaidgsm.net - stanno vivendo di questo. Pur essendo realtà demograficamente limitate il numero di turisti fa sì che i turisti entranti sulla propria rete porti soldi al gestore e di riflesso alla comunità. Il fatto che gran parte dei soldi del roaming originato a San MArino rimanga in Italia e, soprattutto, nelle mani di Telecom Italia mi pare un evidente paradosso. Basti pensare che il tedesco di prima quando riceverà la fattura delle sue chiamate a San Marino leggerà “Chiamata originata/effettuata in Italia” e la patrimonalizzazione di quei guadagni rimane tutta nella società italiana e del relativo fisco.. e non è cosa da poco, il roaming è un affare redditizio sempre e cmq, in caso estremi come questo un’occasione importante per tutti. Anche perchè va sottolineata una cosa che forse molti non sanno… “il gestore che non c’è” (ossia TMS) guadagna solo dal traffico GENERATO dai propri clienti, non intasca ovvero niente dalla interconnessione che incassa Tim (e ogni gestore mobile al mondo). E il modo per risolvere questa incongruenza e “togliere soldi all’Italia” è che la Repubblica si doti di una o piu’ di reti proprietarie. Non è neanche cosa difficile, lo han fatto tutti e basterebbe seguire l’esempio di qualche altra piccola nazione per vederne le potenzialità… Liechtenstein, Andorra o perfino dipendenze come Gibilterra o le isole del Canale sono a un tiro di schioppo ;-)

    Che dovremmo avere tante compagnie sammarinesi in concorrenza fra loro nei servizi offerti (non solo telefonia, ma anche Internet x esempio)?

    Personalmente ritengo proprio di sì. Piu’ compagnie, piu’ pluralità, piu’ possibilità di risparmio. In Italia e in occidente i prezzi sono scesi solo quando piu’ soggetti si trovati a competere. Sono diminuite le tariffe e aumentati i servizi.

    Con gli impianti e le reti di proprietà dello Stato? è questo che intende con “discussione sui servizi, piuttosto che sulle installazioni”?. è questo che hanno fatto i paesi che lei cita?

    Esattamente. Gli impianti e le reti di proprietà dello Stato poi è argomento piu’ vasto. Personalmente la scelta migliore attuale ritengo che sia quella inglese, mentre ritengo deformante la situazione attuale italiana (con Telecom Italia Wholesale a fare, da privato, i lbello e brutto cattivo tempo sui concorrenti). Cmq mentre in Italia si sta lavorando sulla cosa voi a San Marino avete un’occasione piu’ unica che rara di intraprendere una nuova via e dotarvi, magari, di legislazioni ad hoc all’avanguardia

    Evidentemente ci sarebbero vantaggi sia per i consumatori (in termini di servizi più “adatti” alle esigenze sammarinesi) che per l’Erario (in termini di entrate), ma noi abbiamo un problema dovuto ad un bacino d’utenza troppo piccolo: potrebbe questo limitato bacino d’utenza reggere la presenza di diverse compagnie contemporaneamente, in modo per queste profittevole?.
    Forse potrebbe essere possibile, visto che i costi, nel comparto delle TLC, sono soprattutto fissi e non variabili, ma vorrei sapere com’è in questo senso l’esperienza di altri piccoli paesi?

    L’esempio lampante è quello che ho fatto prima. Il roaming permetterà al gestore/gestori sammarinesi di gestire un volume di un paio di milioni di turisti all’anno che probabilmente frutteranno anche piu’ della stessa utenza locale (che è giustamente limitata come ha ben sottolineato). Oltre al fatto che si possono fare tante altre cose il Liechtenstein ad esempio ha offerto la possibilità di ospitare gestori virtuali (vedasi http://www.united-mobile.com gestore internazionale svizzero che ha usato la rete di FL1 e il prefisso del piccolo stato per i propri prodotti) per che hanno prodotto alcuni servizi destinati solo a clientela internazionale e che hanno portato per anni vantaggi diretti alla nazione ‘ospitante’. Insomma, con un po’ di brio sia da parte degli investitori sia dello Stato a mio avviso c’è modo di fare cose interessanti per tutti.

  36. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    INTERVENTI - Antenne, Marino Antonelli contesta l’intervista a Fiorenzo Marinelli

    “Su internet si trovano di tutti i colori e così, L’Informazione, nella pagina a cura di Maurizio Giri ha pensato bene di prendere per oro colato le parole di un certo Marinelli il quale è sopratutto noto per una grande scoperta scientifica: nel 2002 lo scienziato ha inventato la “coccinella antiradiazioni” e…

    … si è sputtanato in tutta la comunità scientifica.

    L’Informazione, non si sa se riprendendo le parole di Marinelli o riassumendone il fine ragionamento, scrive su un recente articolo che le radiazioni elettromagnetiche fanno male alla salute -bella scoperta- e che tale studio è stato condotto su cellule leucemiche (cioè già ammalate) e confonde le date delle ricerche, le frequenze 900 MHZ della telefonia TIM con quelle a 1800 MHZ dell’UMTS e parametri di potenza che con i cellulari attuali non hanno nulla a che vedere, inoltre marinelli parla solo di telefonini cellulari e mai di antenne radiobase.

    Ma la cosa più interessante si può leggere su diversi siti che non accreditano affatto le ipotesi di Marinelli ed anzi lo criticano pesantemente: a fronte dell’ipersensibilità del pubblico sul tema dei rischi per la salute derivanti dall’esposizione alle onde elettromagnetiche, non è forse inopportuno suscitare dell’allarmismo diffondendo ricerche ancora non validate dalla comunità scientifica? Sopratutto quando queste notizie sono seguite da invenzioni come quelle della Coccinella di Marinelli, che con le stesse metodiche sperimentali, pretende di dimostrare l’effetto protettivo nei confronti dei campi elettromagnetici, di un oggetto, pubblicizzato nel sito web stesso, del tutto analogo alle famigerate “coccinelle” vendute per proteggersi dagli effetti “dannosi” del telefonino. Si tratta di oggetti “magici” del tutto privi di alcun fondamento scientifico, come è stato già dimostrato e come è ovvio per chiunque abbia anche una elementare conoscenza di fisica. Questi pseudo scienziati accreditati solo da un giornale di San Marino si sono resi ridicoli davanti alla comunità scientifica internazionale la quale non ha mai validato i suoi studi nè le sue invenzioni finite in commercio a scopo di lucro.

    Inoltre, visto che il sig. Giri ha così tanta esperienza nel settore, almeno sembra dall’articolo, potrebbe indicare i costi della rete con le microantenne citate e con quale rete si dovrebbe fare, visto che la rete SOCRATE è stata abbandonata da telecom italia molti anni addietro e che la stessa ha il monopolio delle telecomunicazioni.”

    Dott. Marino Antonelli

  37. AndreA il 8 agosto 2007 scrive:

    una cosa importante che hai dimenticato.
    chi fa un contratto con tim è esentato da iva. infatti io ho proprio tim club e pago 15 euro cent e non 19.
    valido solo in caso di contratto

    Vero, i postpagati italiani intestati a persone con residenza a RSM, Vaticano, Livigno e Campione d’Italia sono esenti da IVA. I prezzi comunque della tabella a “due mani” sono per utenze prepagate, va sottolineato indubbiamente.

    Da segnalare anche un altro paio di refusi (lo scatto di Wind12 è di 16 ct. come si evince anche dai costi sottostanti), ma ci penso io con Minosse :P

  38. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    l’ho tirata già da SM NOTIZIE

  39. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    Non so voi ma a me tutta questa bagarre sulla salute, un po’ mi fa paura. A chi dobbiamo credere? Anche la Marlboro all’inizio diceva che le sigarette non facevano niente… Guardate vi dico la verità, forse un domani scopriremo che le antenne non fanno male, tuttavia visto che nessuno scientificamente può escludere che fanno male. Un po’ di paura ce l’ho. Inoltre faccio sempre notare a tutti che ci sono di mezzo multinazionale (TIM, WIND, OMNITEL etc..) che se venisse fuori che i telefonini fanno male forse chiuderebbero… 2 + 2 fa sempre 4, tranne che in politica!

  40. Blues il 8 agosto 2007 scrive:

    Scusate, come già detto in altri interventi, io non ne capisco nulla di tecnologia….quindi mi esprimo sulla politica della cosa. E’ evidente a tutti, chi a favore del referendu…chi contro, che lo stesso è una battaglia lobbystica tra poteri forti.

    Francamente non capisco come si possa pensare che il monopolio peppiniano si possa eliminare con il referendum……mi spiego meglio, è ovvio che nell’immediato si potrebbe raggiungere un minimo di risultato……ma siamo a San Marino e sappiamo tutti benissimo che le strade della politica passano tranquillamente sopra le teste dei cittadini e che troverebbero un altro sistema (magari un pò più nascosto) per mantenere le promesse che sono state fatte agli imprenditori di turno…..(non c’è solo peppino che usufruisce di monopoli eh….).

    Non voglio dire che la battaglia sia inutile…..almeno sveglia le coscenze….ma dico che, con questa classe politica (tutta….nessuno escluso), l’idea di far rispettare i diritti dei cittadini/consumatori tramite chiare regole di concorrenza che toglierebbero profit agli imprenditori doc…..che che usano lo stesso profit da rigirare alla politica…..magari sotto forma di impegno sociale, è una mera illusione.

    Poi possiamo fare referendum su tutto (anche se secondo me lo strumnento referendario dovrebbe essere usato con più parsimonia)….ma se non si creano regole chiare per la politica e per gli affari non ne usciremo mai!! :wall:

  41. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    E allora chiniamo la testa e continuiamo così. Tanto sarà sempre uguale… Se questa è la mentalità, qualsiasi Peppino potrà fare ciò che vuole di noi!

  42. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    SEMPRE DA SMNOTIZIE:

    INFORMAZIONE - Lettera Antonelli su antenne, tutte le perplessità de L’Informazione

    Ci è giunta questo pomeriggio una nota dalla redazione de ‘L’Informazione di San Marino’ che solleva alcune perplessità in merito alla paternità della lettera firmata ‘dott. Marino Antonelli’ da noi pubblicata. Nel tentativo di fornire ai nostri lettori un’informazione il più completa possibile, vi proponiamo di seguito la nota

    “E’ giunta in redazione una lettera di un tal dott. Marino Antonelli, per noi emerito sconosciuto.

    Non pubblicando lettere anonime abbiamo richiesto, tramite e-mail, un recapito per poterlo contattare, ma senza, per ora, aver ricevuto risposta. Perciò abbiamo deciso di non pubblicare la lettera che compie attacchi personali nei confronti del dottor Fiorenzo Marinelli, ricercatore del Cnr, la cui intervista fatta da Maurizio Giri è apparsa lunedì su “L’informazione”. Attacchi personali senza portare tesi scientifiche per confutare quanto affermato dal ricercatore del Cnr. Essendo stata inviata a tutte le testate, siamo consci che tale lettera anonima potrebbe essere pubblicata da altri giornali che, soprattutto, intendono perorare la causa delle antenne. Per quanto ci riguarda, in questo come in altri casi, non pubblicheremo una lettera anonima che, oltre a diverse imprecisioni che siamo pronti a sottolineare, denota una superficialità nell’affrontare l’argomento, serio e sentito dalla gente, inferiore soltanto a quella con la quale lo stato ha deciso di regalare la concessione per installare le antenne e le relative frequenze.

    La redazione

    Carlo Filippini, Antonio Fabbri, David Oddone, Sara Zanotti, Alberto Pelliccioni

  43. andrea zafferani il 8 agosto 2007 scrive:

    Ringrazio tantissimo l’intervento di Andrea Trapani in risposta alle mie domande, mi ha chiarito molto le idee.

    A maggior ragione, allora, rispondo così a Pecci

    Concludo dicendo che vedere tutto questo affanno contro un quesito referendario che, ripeto, vuole abbattere un monopolio, mi fa pensare che qualcuno e non solo Della Balda, da questo monopolio in varie forme e misure ha da guadagnarci. Ripeto ancora, e forse davvero qualcuno che non vuol capire c’è, che questo referendum deve essere un punto di partenza al quale devono seguire altri e numerosi passi. Da solo vale forse poco, ma è pur sempre un inizio. Come si fa a denigrarlo così? E soprattutto chi vuole difendere le antenne della Tim?

    Io dico questo: che se il referendum viene ammesso io voterò assolutamente si, all’abrogazione della concessione. Perchè abbiamo bisogno di reti statali e concorrenza fra gestori sammarinesi, ome dice Trapani, che forniscano i servizi. E non abbiamo bisogno di reti di proprietà di aziende.
    Però io critico gli estensori del referendum, perchè non hanno compreso nel quesito tutta la situazione che riguarda San Marino Telecom / TMS, che è pari pari un monopolio, anche peggiore (perchè almeno le antenne di SMT sono antenne sammarinesi, le altre sono italiane). Questo significa che ci sono interessi dietro e che il fine è tutto politico e personale, perchè altrimenti il referendum sarebbe dovuto valere per tutte le concessioni, non solo per l’UMTS.
    Per questo dico che stanno prendendo in giro la gente…Forse chi vuole difendere davvero le antenne Tim sono quelli che hanno predisposto il referendum, non noi…

  44. AndreA il 8 agosto 2007 scrive:

    Io dico questo: che se il referendum viene ammesso io voterò assolutamente si, all’abrogazione della concessione. Perchè abbiamo bisogno di reti statali e concorrenza fra gestori sammarinesi, ome dice Trapani, che forniscano i servizi. E non abbiamo bisogno di reti di proprietà di aziende.

    Attenzione :D io ho detto una cosa diversa, non ho parlato di reti statali nel senso di proprietà pubblica. Mi spiego ulteriormente per non essere frainteso. Pressoché ovunque - parlo sempre dell’occidente - i gestori sono comunque operatori privati anche se non mancano idee in senso contrario. Anzi, invito a riflettere sul passaggio SIP tra pubblico e privato che si è avuto in Italia. Certo il problema della rete va affrontato e mi sembra che, seppur in ritardo, anche RSM lo stia facendo. Insomma il mio invito è ad avere una o piu’ rete nuove ‘targate RSM’, che siano pubbliche o private è affare politico e non certo mio 8)

  45. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    POST 46
    E mi sembra che io se non il primo, sono stato almeno il secondo a criticare questo aspetto dei “referendari”. Ma, lo ripeto, si tratta di un primo passo al quale va dato un seguito altrimenti sarò troppo poco e fine a se stesso

  46. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    Secondo me le cose sono due: o le retidi telefonia le prende lo Stato, o deve esserci un regime di concorrenza. Io preferirei il secondo, ma se non è possibile per San Marino andrebbe bene anche la statalizzazione delle antenne. Chiaro, con una economia di mercato e in un regime di concorrenza certamente gli utenti potrebbero trarne maggiore vantaggio, ma se non si può fare di meglio…

  47. spam il 8 agosto 2007 scrive:

    Chiaro, con una economia di mercato e in un regime di concorrenza certamente gli utenti potrebbero trarne maggiore vantaggio

    :clap: :clap:
    come vede sig Pecci ci stiamo capendo :pray:

  48. spam il 8 agosto 2007 scrive:

    San Marino, infatti, ospita 5 installazioni di TIM, di cui ben 3 già UMTS. E’ questo che è paradossale, il fatto che una rete di tutto e per tutto italiana - come ho spiegato già nelle interviste - sia stata di fatto in “monopolio” all’…estero! :)

    :clap:
    caro sig TRAPANI , spero che questo sia chiaro anche agli altri bloggers :pray: :lol:

    Certo il problema della rete va affrontato e mi sembra che, seppur in ritardo, anche RSM lo stia facendo. Insomma il mio invito è ad avere una o piu’ rete nuove ‘targate RSM’, che siano pubbliche o private è affare politico e non certo mio

    :clap: :clap:
    E’ un contributo utilissimo il suo sig TRAPANI

    Prendiamo la telefonia mobile, la “gallina dalle uova d’oro” per antomasia delle TLC. San Marino ha la fortuna di avere un ingente numero di visitatori stranieri che entrano nel proprio territorio e portano soldi che si spandono tra diversi benificiari. Uno dei campi piu’ redditizi, quello del roaming internazionale, però è stato “regalato” all’Italia. In che senso? Nel fatto che la Repubblica è davvero l’ultimo stato occidentale a non avere reti proprie identificative di telefonia mobile. E questa cosa chi ha avvantaggiato? La mia Italia. Come? Semplice. Un tedesco che viene a San Marino si trova agganciato sicuramente a un gestore italiano e la sua tariffazione anche all’interno della Repubblica viene gestita da uno dei 4 gestori.

    E SE VENISSERO IN RSM 5 MILIONI DI CINESI ALL’ANNO? DUNQUE economia , entrate x la società e anche x lo Stato :wink:
    Ricordo solo che per i prossimi 10 anni si calcola che si sposteranno 300 milioni di cinesi x business e x vacanza

  49. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    Io credo che spesso diciamo le stesse cose, però ci divertiamo un po’ a punzecchiarci! Ma ci sta, ci sta. Se non lo mettiamo noi un po’ di sale su certe questioni… A parte gli scherzi mi fa molto piacere che in tanti stiano intervenendo sulla questione, anche con idee diversi. Solo confrontandoci e incazzandoci si possono migliorare le cose. Almeno me lo auguro…

  50. spam il 8 agosto 2007 scrive:

    Solo confrontandoci e incazzandoci si possono migliorare le cose.

    :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :biggrin2:

  51. spam il 8 agosto 2007 scrive:

    “E’ giunta in redazione una lettera di un tal dott. Marino Antonelli, per noi emerito sconosciuto. :pray: :oops:

    Non pubblicando lettere anonime abbiamo richiesto, tramite e-mail, un recapito per poterlo contattare, ma senza, per ora, aver ricevuto risposta. Perciò abbiamo deciso di non pubblicare la lettera che compie attacchi personali nei confronti del dottor Fiorenzo Marinelli, :wall: :pray: :oops: :cry:
    BENE DOPO I PARERI DEGLI ESIMI DOTTORI IN ANTENNOLOGIA ; ADESSO E’ VENUTO IL MOMENTO DI CONVOCARE IL DOTT. TERSILLI, famoso medico della mutua , ci dirà lui cosa fare , ci consiglierà . e L?INFORMAZIONE gli farà una intervista a quattro mani , che si prende di più :cheers: :wink:

  52. alessandro pecci il 8 agosto 2007 scrive:

    :biggrin2: :biggrin2: :biggrin2: :biggrin2: :biggrin2:
    Bella questa!
    Da buon azzeccagarbugli, immagino che non l’abbiano messa perché diffamatoria. Ci sono tutti gli estremi per la querela in effetti… e poi ho visto che vanno tanto di moda…
    Comunque l’idea di TERSILI è ottima: ormai manca davvero solo lui a parlare. Premesso che sti giornali mi hanno un po’ rotto TUTTI le scatole, un po’ di preoccupazione come ho scritto qualche post fa rimane. La salute è un problema serio.

  53. alessandro pecci il 9 agosto 2007 scrive:

    QUESTA L’INTERVISTA DI ANDREA TRAPANI OGGI SU L’ INFORMAZIONE

    “Dal monopolio al duopolio”
    Abbiamo intervistato il giornalista esperto di telecomunicazioni Andrea Trapani che, con equilibrio, ha risposto alle nostre domande e, pur non addentrandosi nelle questioni interne sammarinesi, ha dato risposte interessanti. Cosa ne pensa del progetto della San Marino Telecom? “E’ un progetto interessante perché dà a San Marino una rete propria, una struttura propria, dà la possibilità parlando di telefonia mobile, perché poi ho visto San Marino Telecom sviluppa tanti altri campi. A San Marino mi aveva sempre colpito l’anomalia che fosse un gestore italiano a gestire la situazione sammarinese. E tra i vari piccoli paese l’unico che mancava l’appello era San Marino. Secondo me, al di là di San Marino Telecom o meno, il fatto che il Titano abbia deciso di darsi una struttura propria. E’ interessante che abbia deciso di sviluppare una struttura propria è che sviluppino Umts, quella più nuova”. Sa che a San Marino la concessione è stata assegnata senza asta e gratuitamente? “Quello… Eh… so che vi manca una Authority delle telecomunicazioni. Ora, nella politica interna faccio un po’ più difetto. So che c’era un interesse da parte dello Stato e che si sono presentati diversi gestori ognuno con una offerta differente…” Quello che sa di anomalo è non aver proceduto, da parte dell’amministrazione sammarinese, ad un asta pubblica, cioè ci potevano essere più gestori che si proponevano di offrire servizi alla Repubblica… “Alla comunità. Sì, Questo lo comprendo bene…” Quindi è stata data alla società… “La possibilità di fare queste installazioni…” Non solo. Lo sa che in sostanza secondo la convenzione i proventi, gli utili, gli impianti e le apparecchiature saranno per tre anni esenti da tassazione diretta e indiretta? Staranno bene per qualche anno… “Questo me lo immagino… Le concessioni sono sempre anomalie. In Italia, ad esempio, hanno messo costi molto alti per le concessioni, e dopo, in realtà, li aiutano troppo con la tassazione. Qui è stata fatta una scelta diversa di far pagare le tasse… dal quarto anno, se ho inteso bene? Esatto. “Beh, su questo c’è stata una scelta politica, secondo me San Marino su alcune di queste anomalie paga il fatto di non avere un authority sua. E’ una anomalia che nasce, secondo me, per il fatto che San Marino non ha mai curato le telecomunicazioni in maniera razionale, al di là di Telecom o San Marino Telecom”. Alcuni sostengono che è caduto il monopolio. Ma se l’unica rete esistente è di un solo gestore privato, come si concilia questo con la caduta del monopolio? “Innanzitutto ci sono due soggetti. Insomma, di fatto, si passa da un monopolio a un duopolio. Ci sono due soggetti che comunque hanno la gestione della rete. Secondo me più che la fine del monopolio c’è un’altra alternativa a Telecom Italia, per dirla più correttamente. Comunque c’è un oligopolio, quello è ovvio, la realtà è ristretta”. E’ stato promosso in materia un quesito referendario, cosa ne pensa? “Io sono a favore della democrazia, non conosco bene il meccanismo di San Marino, ad esempio da esterno mi stupisce che si proponga su una singola concessione. Quello che non capisco del referendum è perché sia contro una tecnologia e non contro un sistema. Cioè contro le antenne Umts che forse, nel punto del problema, sono la cosa meno appariscente. Semmai era interessante per me un dibattito su monopolio e duopolio, il perché delle licenze… Poi, comunque, ben venga il referendum, quello che mi sorprende è un referendum sull’Umts”. Se non fosse stato formulato così il quesito, ma più in generale sulla nazionalizzazione delle antenne, la convenzione sarebbe rimasta, con il monopolio per dieci anni. Magari andava bene l’Umts, ma gestito in maniera diversa… “Un’altra cosa vorrei dire che sarebbe stata interessante. Che magari lo Stato avesse pensato, come faranno Wind e Trenitalia, a una condivisione delle strutture. Ovvero San Marino mette una sola antenna e irradia più segnali” Noi queste cose le stiamo dicendo da diverso tempo, ma nessuno ci ascolta… “Il problema di fondo è che non avete un’authority. Il “male”, forse, è che non si sia pianificato preventivamente. Mi ha sorpreso che San Marino non abbia pensato a sperimentare, a sfruttare proprie numerazioni. Uno stato piccolo ha anche un sistema più flessibile”. Vorrebbe un antenna davanti casa sua? “Io la vorrei sopra… Per l’effetto ombrello. Comunque ce l’ho una antenna davanti casa. Ma il problema è quello del controllo delle emissioni. Comunque di soluzioni ce ne sono molte per cautelarsi. Perché io non demonizzo le antenne, ma non demonizzo neppure chi ha questo tipo di paure”. di Carlo Filippini

  54. spam il 9 agosto 2007 scrive:

    Ci sono due soggetti che comunque hanno la gestione della rete. Secondo me più che la fine del monopolio c’è un’altra alternativa a Telecom Italia, per dirla più correttamente. Comunque c’è un oligopolio, quello è ovvio, la realtà è ristretta”

    :clap: :clap: :biggrin2:
    IL SIG ANDREA CHIARISCE ANCORA MEGLIO :biggrin2: :clap:

  55. alessandro pecci il 9 agosto 2007 scrive:

    Poi, comunque, ben venga il referendum, quello che mi sorprende è un referendum sull’Umts”. Se non fosse stato formulato così il quesito, ma più in generale sulla nazionalizzazione delle antenne, la convenzione sarebbe rimasta, con il monopolio per dieci anni. Magari andava bene l’Umts, ma gestito in maniera diversa…

    Che dite voi?

  56. fedeprovenza il 9 agosto 2007 scrive:

    Credo anch’io, come Andrea, che la Repubblica di San Marino debba avere un’authority in materia di Tlc, anche per sgombrare il campo da considerazioni di tipo politico. E’ ora che nasca una vera e propria struttura di telefonia mobile locale

  57. spam il 10 agosto 2007 scrive:

    San Marino Telecom si presenta sul mercato sammarinese con la prima offerta
    San Marino Telecom, il nuovo operatore di telecomunicazioni a San Marino, entra ufficialmente sul mercato presentando la sua prima offerta che si chiama proprio “Prima”. L’offerta copre i settori telefono fisso, mobile e internet
    :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
    ERA ORA!!!!!!! :cheers:

  58. spam il 10 agosto 2007 scrive:

    San Marino Telecom. San Marino indipendente nelle telcomunicazioni.
    San Marino Telecom, il nuovo operatore di telecomunicazioni a San Marino, entra ufficialmente sul mercato presentando la sua “PRIMA” offerta di servizi di telecomunicazione per il telefono fisso, mobile ed Internet. Presenta il numero unico sammarinese, basato sul prefisso “+378”, che sarà la bandiera della nuova offerta e dei Sammarinesi. :clap: :dance:
    A presentare la “PRIMA” offerta di servizi di telecomunicazioni tutta sammarinese è l’Amministratore Delegato di San Marino Telecom, Andrea Della Balda, 40 anni, sammarinese.
    “Dopo 20 anni in cui le telecomunicazioni a San Marino sono state gestite da un monopolio che non ha giovato al sistema paese, arriva l’offerta di San Marino Telecom, la quale propone ai Clienti varie tipologie di servizi (a seconda delle esigenze e capacità di spesa) e di poter disporre di un unico numero “sammarinese”, fisso o mobile e dei servizi Internet sia fissi che mobili.
    Nasce PRIMA.
    PRIMA è la prima azienda di telecomunicazioni tutta sammarinese, totalmente indipendente ed autonoma :clap: :biggrin2: . L’azienda che vuole appartenere al proprio Paese con un numero che lo contraddistingua e ne esalti l’identità, proprio come è per le targhe delle nostre auto, un numero che sia facile e magari personalizzato. La Repubblica di San Marino, fino ad oggi, è stata gestita come una anomalia, con un numero di proprietà italiana (“0549” per il telefono fisso e “335” per quello mobile) sul quale non è possibile fare la number portability o fornire altri servizi ormai normali ed usuali in tutti gli altri paesi, dove c’è concorrenza. Da oggi San Marino sarà gestito come succede normalmente in tutti gli altri stati, con un numero che distingue San Marino nel mondo :clap: :lol: , che può essere raggiunto indistintamente da dentro o da fuori territorio. Un numero unico, per chi lo vorrà, e sempre lo stesso; diamo priorità appunto alla bandiera sammarinese nel mondo della telefonia, il “+378”. Per questo noi diciamo “I LOVE +378” :clap: :love: , facciamo di questo numero la nostra bandiera e ci auguriamo che sarà anche quella della nostra Utenza, di tutti coloro che vorranno dare fiducia a questa impresa tutta sammarinese, fatta e gestita da dirigenti e personale sammarinese, dotata delle più moderne tecnologie e di una rete di telecomunicazioni efficiente :whistle: , in grado di soddisfare tutte le esigenze, garantendo la migliore qualità dei nostri servizi e avendo la massima cura nella relazione con i nostri Utenti con un Servizio Clienti dedicato. Siamo in grado di offrire ai Sammarinesi telefonia fissa e connettività ad internet e presto offriremo anche servizi di telefonia mobile :wink: :biggrin2: :clap: , con un unico numero di telefono ed una unica fattura, che permette al Cliente di tagliare i costi fissi del canone Telecom Italia e pagare solo per ciò che realmente consuma. :clap: :clap: :dance: Scegliete, personalizzate e prenotate senza alcun impegno il Vostro numero, come hanno già fatto oltre 400 futuri Clienti di PRIMA, tramite il nostro sito http://www.prima.sm. Se l’offerta che Vi proporremo sarà di Vostro gradimento, allora il numero che avrete scelto sarà Vostro per sempre.
    Siamo l’ultimo piccolo paese indipendente d’Europa a rendersi autonomo in un settore così importante come quello delle telecomunicazioni, che dovrà garantire crescita economica al paese. In questa ottica arriva la PRIMA azienda di telecomunicazioni tutta sammarinese, dotata di una rete totalmente indipendente dal monopolista Telecom Italia, che vuole essere PRIMA nella qualità dei servizi offerti e nell’attenzione al Cliente, PRIMA ad utilizzare per la propria Utenza il numero sammarinese “+378” e con una unica forte vocazione: offrire i migliori e più innovativi servizi di telecomunicazione al più basso prezzo possibile e conquistare la fiducia dei nostri Utenti aspirando ad essere la PRIMA compagnia telefonica di bandiera. Dimenticavo…. PRIMA anche a portare la CONCORRENZA sul mercato sammarinese.” :clap:
    Illustra gli aspetti tecnici legati alla rete l’Ing. Andrea Giacomini, 29 anni, sammarinese, Direttore tecnico SMT. :clap: :biggrin2:
    “La nostra è una rete costruita con le ultime e più moderne tecnologie, utilizzate in tutto il mondo da oltre 700 operatori telefonici e oltre 2,5 miliardi Utenti per raggiungere qualità ed efficienza dei servizi offerti. E’ di fatto la prima rete di telecomunicazioni sammarinese, in grado di fornire servizi di telefonia 2G e 3G ed integrare le modalità di servizi di telefonia fissa, mobile ed internet. :P :lol: :clap: Questa importante infrastruttura, la prima tutta sammarinese, garantirà la totale indipendenza al paese, che non dipenderà più dalle scelte politiche o strategiche di grandi gruppi esteri che fino ad oggi hanno gestito le telecomunicazioni di tutti noi. Abbiamo scelto fornitori di tecnologia di livello mondiale come la cinese Huawei per la tecnologia di rete o la Indiana Life Tree per la gestione dei complessi sistemi di amministrativi. La rete è stata installata a San Marino da Emicom SpA, azienda leader in Italia, che conta 1500 dipendenti e lavora per TIM, VODAFONE e WIND in Italia, impiegando un apposita equipe di ingegneri e professionisti del settore per garantire la totale conformità delle installazioni secondo le leggi vigenti nella Repubblica di San Marino in materia di emissioni di campi elettromagnetici. La verifica degli impianti e la loro certificazione è poi stato oggetto dell’attenta analisi degli uffici statali preposti e dell’apposita Commissione Tecnica Ambientale, dalla quale tutti i nostri impianti hanno ottenuto le relative certificazioni imposte dai regolamenti vigenti. Pertanto posso assicurare che i nostri impianti verranno mantenuti e aggiornati periodicamente affinché siano costantemente efficienti. San Marino Telecom è impegnata in controlli severissimi e costanti su tutti i propri apparati trasmissivi e garantirà la massima disciplina nella conduzione di detti impianti anche in collaborazione con le autorità sanitarie sammarinesi atte al controllo. :crazy: :pray:
    Infine uno sguardo alle offerte PRIMA da parte del Dott. Fausto Colangelo. 39 anni, sammarinese di adozione, Direttore Commerciale di PRIMA.
    “Vengo da una precedente esperienza lavorativa nelle TLC. Ho lavorato, infatti, per molti anni in Telecom Italia presso l’agenzia di Rimini, per l’attivazione di telefonia mobile nel 1986, poi nel 1999 sono approdato come Direttore Commerciale a Telefonia Mobile Sammarinese, “TMS”, società di telefonia mobile di proprietà di Telecom Italia.
    La presentazione del progetto di San Marino Telecom (PRIMA) mi ha fatto intravvedere tutto quello che avrei voluto per i 20.000 clienti che avevo gestito fino a quel momento. Da queste esigenze nasce PRIMA. PRIMA è il brand dei servizi offerti da San Marino Telecom, PRIMA è sinonimo di qualità, efficienza e accuratezza, i tre pilastri del progetto San Marino Telecom, inoltre è la PRIMA rete di telecomunicazioni tutta sammarinese nella PRIMA Repubblica della storia moderna. Quindi con soddisfazione oggi vi presento PRIMANET e PRIMA VOCE CASA. PRIMANET è il primo servizio per navigare in Internet a banda larga fino a 3,6Gb di velocità in tutta libertà, senza più essere vincolati né a cavi né a canoni né, tanto meno, alla disponibilità del servizio. PRIMANET è internet veloce sia con carta Pre Pagata che Post Pagata. PRIMA NET GIGA, PRIMA NET TIME e PRIMA NET PRO, questi sono i nomi delle tre offerte internet al momento disponibili; tra un mese circa saranno disponibili altre offerte Fast Internet per le aziende e per la casa :clap: :wink: .
    PRIMA VOCE CASA è la prima offerta per comunicare da casa, con un apposito telefono da tavolo o con il proprio cellulare solo all’interno della Repubblica di San Marino a prezzi molto competitivi e vantaggiosi. Questa particolare offerta consente di poter mantenere il proprio numero di casa e di non pagare il canone Telecom Italia. :clap: :biggrin2: Con Prima pagherete sempre solo ciò che consumerete.
    Per ogni maggiore informazione in merito alle offerte e ai servizi PRIMA, potrete chiamare il nostro Servizio Clienti al numero +378 66 00 6640 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 19,00 o visitare il nostro sito internet http://www.prima.sm .”
    San Marino Telecom S.p.A.

    http://www.libertas.sm

  59. alessandro pecci il 10 agosto 2007 scrive:

    Guardati l’intervista ad Andra Trapani! Passiamo dal monopolio al duopolio. Prima è una gran presa per i fondelli. E comanderà sempre Peppino… Vogliamo o no passare da una società oligarchica a una democratica?

  60. spam il 10 agosto 2007 scrive:

    Prima è una gran presa per i fondelli

    PRIMA DI FARE AFFERMAZIONI SCONCLUSIONATE SIG PECCI , BISOGNA GUARDARE IL PRODOTTO/SERVIZIO , io ancora non l’ho fatto , quando lo farò , le dirò con cognizione di causa…. :biggrin2:

  61. alessandro pecci il 10 agosto 2007 scrive:

    via il monopolio! Poi si può parlare di tutto il resto! E dopo l’Umts, passiamo al Gsm!

  62. AndreA il 10 agosto 2007 scrive:

    Guardati l’intervista ad Andra Trapani! Passiamo dal monopolio al duopolio.

    Quello è il titolo ;-) La risposta è che si passa da uno a due soggetti, in senso prettamente positivo come avrei potuto dirlo a metà anni novanta quando a SIP si aggiunge Omnitel Pronto Italia. Il resto viene da se’, a mio avviso San Marino deve fare TANTI passi ma questo è uno. Per evitare poi situazioni di aggregazione o altre cose il mio invito - e in quel pezzo lo dico bene - è il dotarsi consapevolmente di un’autorità delle TLC che faccia l’interesse nazionale.

    [i] Poi, comunque, ben venga il referendum, quello che mi sorprende è un referendum sull’Umts”. [b]Se non fosse stato formulato così il quesito, ma più in generale sulla nazionalizzazione delle antenne, la convenzione sarebbe rimasta, con il monopolio per dieci anni. Magari andava bene l’Umts, ma gestito in maniera diversa…[/b][/i]

    Che dite voi?

    Piccola precisazione ‘giornalistica’. Io sono fino alla virgoletta dopo UMTS, il resto è domanda dell’intervistatore. Grazie :)

  63. AndreA il 10 agosto 2007 scrive:

    via il monopolio!

    Posso chiedere una cosa? Alla fine mi avete fatto appassionare alla vostra situazione ma il monopolio di per se’ - tranne in un caso compensativo - non lo vedo.

    Mi spiego: GSM ci sono due concessionari (TIM/TMS e SMT), UMTS idem. Nel fisso tradizionale con conseguenti collegamenti telefonici legati al doppino di rame (ossia ADSL e dial-up) c’è solo Telecom Italia, di contraltare c’è solo SMT che offrirà servizi similari (leggasi comunicato) su tecnologia senza fili. La cosa si slega quindi solo sul discorso connettività dati e fonia locale in quanto ci sono due tecnologie diverse che si vanno a complentare. La telefonia fissa pare al limite della saturazione sia per attivazioni di rete fisse che disponibilità di banda e in mano a un solo soggetto. L’altro soggetto lavora in maniera esclusiva in banda larga wireless per offrire gli stessi servizi (su un diverso arco di numerazione).
    Quindi dividendo la cosa per servizi si puo’ dire che i soggetti sono sempre due, dividendole per tecnologie ci sono due casi con due soggetti e due con un soggetto per tecnologia (cosa che è dovuto alla carenza infratturale che altro). Mi spiego:

    GSM: Tim - SMT
    UMTS: Tim - SMT

    Rete fissa tradizionale: Telecom Italia (oltre a Telenet che cura lo Stato)
    ADSL/banda larga: Telecom Italia (idem)

    Wireless: SMT
    Fonia senza fili: SMT

    Quando si parla di monopolio su cosa ci si orienta? Lo chiedo per capire anche come rispondere al di là di discorsi politici che - da esterno - spesso mi disorientano.

  64. pum il 10 agosto 2007 scrive:

    Posso chiedere una cosa? Alla fine mi avete fatto appassionare alla vostra situazione ma il monopolio di per se’ - tranne in un caso compensativo - non lo vedo.

    SPACCI VUOLE FARE CASINO, CHE SI CANDIDI ALLE ELEZIONI , poi vedremo!! :clap: :biggrin2: :wall:

  65. pum il 10 agosto 2007 scrive:

    PRIMA DI FARE AFFERMAZIONI SCONCLUSIONATE SIG PECCI , BISOGNA GUARDARE IL PRODOTTO/SERVIZIO , io ancora non l’ho fatto , quando lo farò , le dirò con cognizione di causa…

    BRAVA SPAM :clap: :clap: :clap: :clap: , CHIARA PRECISA PUNTUALE :clap:

  66. alessandro pecci il 10 agosto 2007 scrive:

    Che differenza c’è fra un monopolio e un duopolio?
    Caro pum, l’idea di candidarmi non mi dispiace, ma io punto molto in alto, almeno alla casa bianca! Magari tu puoi farmi da vicepresidente, che dici? Ti piace l’idea? Ti chiedo una cortesia, SPACCI non mi piace, sa da drogato e siccome avrò tanti difetti e non quello… ti pregherei di evitare. Tanto pià che su questo argomento devo ammettere di essere un po’ bacchettone. Detto questo x ANDREA TRAPANI, un monopolio è quando guadagna uno e pagano tutti. Quando devi per forza sorbirti un servizio, perché non c’è n’è un altro. Caro ANDREA, mi sembri un bel democristiano tu: mai su RTV a dici loro quello che vogliono sentire, su SMOGGI fai lo stesso e pure sull’INFORMAZIONE. Più che democristiano, forse paraculo. Lo dico in senso buono, per carità. Però non ho ancora capito come la pensi. E se sto referendum ti piace oppure no o se almeno lo trovi positivo per il Paese.

  67. alessandro pecci il 10 agosto 2007 scrive:

    Ragazzi parto per le vacanze. Buon Ferragosto a Minosse e a tutti voi: ci vediamo presto! Un saluto particolare a SPAM e PUM: vi prometto che tornerò ancora più carico di prima per ribattere colpo su colpo a tutti i vostri post. Mi mancherete sul serio. Un’ultima cosa: Minosse, anche se hai avuto le tue buone ragioni (che condivido avendo letto…) potresti reintegrare Louis? Magari potreste chiarirvi privatamente, non so… mi dispiace un po’. Detto questo spero di trovare TUTTI al mio ritorno. A presto

  68. spam il 10 agosto 2007 scrive:

    :biggrin2: :lol: buone vacanze sig Pecci :cheers:

  69. INCIUCIO il 10 agosto 2007 scrive:

    ieri sono andato in Piazza Tini da Prima…per capire come funzionasse i loro prodotti…ebbene..metterndo da parte tutte le polemiche delle antenne, dei monopoli ecc. occorre però dire una cosa.
    Se poco poco prende piede…mi sa che qui a San Marino non c’è più trippa per gatti sia per la Telecom che per l’odiata Cotes!!! Non male! vero?

  70. INCIUCIO il 10 agosto 2007 scrive:

    funzionassero mi correggo. scusate..

  71. INCIUCIO il 11 agosto 2007 scrive:

    Stanotte ci ho dormito sopra..e come sempre mi accade il mio pensiero viene affinato..mi succede spessisimo per gli affari…tantissime volte…e spessissimo riesco a trovare la giusta soluzione solo..come si dice…averci dormito sopra….
    …la questione delle antenne non mi ha mai interessato molto..anzi la trovavo abbastanza noiosa (come il professorino) però la mia visita alla Società Prima dell’altro ieri mi ha fatto riflettere e molto.
    Quello che è più palese è che c’è una forte avversione a queste antenne…fortissima!!!
    Tenuto conto che la Società ”PRIMA” avvierà una vera e propria rivoluzione sul sistema delle telecomunicazioni…in quanto oltre a spendere di meno (non si avrà il canone e si pagheranno - di meno - solo i minuti di conversazione) non si avrà più bisogno di chiedere con ”infinita” pazienza, da parte nostra, peraltro aspettando diversi minuti - se non cade la linea - alla Telecom i loro carenti servizi.
    Incredibile in un solo botto ci sbarazziamo dell’elefante TELECOM?????
    Non ci credo….
    Ed è qui che, secondo me, nascono i problemi….
    Ditemi se poco poco tutti, qui a San Marino, nel giro di qualche anno passano da Telecom Italia (fisso) alla Società PRIMA, che ne facciamo del carrozzone Intelcom??
    E di tutti i suoi business??
    Altro che le antenne fanno male…non c’è stata la prova contraria…qui a San Marino, quello che fa male è la concorrenza….altrochè
    E della plurimiliaria cotes?? che ne facciamo??
    Troppo casino strumentale…..
    Io da profano, dato che mi occupo di tutt’altro settore, ho capito che qui gatta ci cova.
    Forse mi sbaglierò??? Ma nn penso.
    saluti
    INCIUCIO

  72. massimo rosti il 11 agosto 2007 scrive:

    secondo il mio punto di vista stiamo facendo molta confusione.

    1) il caso TMS il gestore che non c’è ( che nobn si è evoluto aggiungerei io)
    2) il problema delle antenne
    3) la nuova società “PRIMA”
    allora credo che noi dobbiamo assolutamente scindere queste 3 cose altrimenti non ci caviamo i zampetti.

    il problema delle antenne non ha niente a che vedere con il monopolio ad esempio.
    possiamo anzi dobbiamo dare più licenze possibli ( tente quante è in grado di recepirne il mercato) per quanto riguarda le compagnie telefoniche.

    le antenne devono essere un monopolio dello stato o al massimo di una società di gestione purchè non abbia la compagnia telefonica ( personalmente preferisco la soluzione statale e gerstione ordinaria privata).
    questo proprio per garantire le pari opportunità di mercato a tutte le compagnie per 2 motivi
    1) è inutile far fissare all’autority il prezzodo il gestore attuale non paga il “pedaggio” perchè le antenne sono sue.
    2) noto che quando mi collego al sito tim il mio computer viaggia a velocità inaudite al contrario di quando non lo faccio ( stessa cosa da rete fissa provate se avete il 56k a valutare la velocità di collegamento a omniway, piuttosto che altri siti) chi mi dice che non si creino privilegi anche in questo senso?

  73. spam il 12 agosto 2007 scrive:

    Incredibile in un solo botto ci sbarazziamo dell’elefante TELECOM?????

    :clap: :clap: :clap: :clap:

    Ditemi se poco poco tutti, qui a San Marino, nel giro di qualche anno passano da Telecom Italia (fisso) alla Società PRIMA, che ne facciamo del carrozzone Intelcom??
    E di tutti i suoi business??

    :pray: :cry: :cry: :cry: :mrgreen:
    CARO Mr INCIUCIO D TUTTO QUESTO HANNO PAURA, vedremo se il mondo riuscirà a cambiare :shh:

  74. Livia Leardini il 12 agosto 2007 scrive:

    Solo una battuta poi domani interverrò con maggiori argomentazioni! C’è una frase che ti appare quando installi skype nel tuo PC il cui significato è che non ci si spiega come mai con uno strumento come quello(con prezzi ridicoli di costi della telefonia fissa e mobile) non tutti ancora al mondo usino skype!! E’ un aspetto del problema delle TLC e prosegue, in parte, il discorso introdotto da quel “vecchietto” di INCIUCIO!!!

  75. Blues il 13 agosto 2007 scrive:

    Per una volta mi sento di condividere in pieno le riflessioni di inciucio, anche se io la visita alla Pirma non l’ho fatta.

    Anche io ho come la sensazione che ci abbiano vendut come battaglia a difesa della salute pubblica una battaglia contro la concorrenza e a difesa degli interessi di qualcuno.

    Non dimentichiamo mai come è stato creato il carrozzone telecom….!!! Per non parlare poi di COTES…..il cui titolare, Piergiovanni Terenzi, oltre ad essere ben ammanicato a palazzo è anche l’attuale presidente dell’ANIS……mah…..!!??

  76. Erwin il 13 agosto 2007 scrive:

    Anch’io sono dell’idea che “tvo gust is megli che uan”, e la battaglia contro le antenne potrebbe anche celare un conservatorismo economico che ci ha fatto solo danni.
    Quindi per me le antenne vanno bene, anzi benissimo, il problema è che non c’è nessuna legge che ne impedisca l’installazione sugli edifici privati in pieno centro urbano e che non obblighi ad una distanza minima dalle abitazioni, inoltre la proprietà sarà solo del vecchio monopolista, un pò come curtolo che vorrebbe i giochi nei suoi edifici, potranno anche essere di qualcun’altro, ma poi l’affitto lo devono pagare a issu.
    In poche parole sono per la libertà per chiunque di creare una compagnia telefonica pagando allo Stato le frequenze e il traffico sulle antenne, per ora mi accontento di passare dal monopolio del padrone di Peppino Oggi al duopolio con il figlio prodigo, nella speranza che il futuro ci porti anche degli imprenditori veri.

  77. Livia Leardini il 13 agosto 2007 scrive:

    Io invece, come per i giochi, sono a favore di una liberalizzazione vera, con più soggetti, diversi ed in reale concorrenza fra loro, dove solo il mercato regola il numero possibile (tenendo presente che c’è un bacino di utenza limitato all’interno ma grandi possibilità sui nuovi e altri servizi!). Diverso il discorso su come ridefinire le concessioni fatte a suo tempo! Però vorrei insistere su una questione! Le limitazioni sulle Tlc è una mera illusione! servizi come Voip e Skype se ben pubblicizzati possono diventare il vero terremoto di salute pubblica del settore! Inoltre anche la presunta concessione in esclusiva dei servizi internet alla Intelcom è fasulla! Chiunque di noi residenti può aggirarla anche se nessuno lo dice! le antenne? Preoccupazione legittima per la salute sui loro futuri e presunti effetti negativi per cui tante ma a bassa potenza! Mia mamma ad esempio ancora non usa cellulari e forno a microonde perchè è fortemente convinta che siano nocivi alla salute! Questo per dire che rimane sempre la libera scelta di poter non usare il cellulare o prodotti ritenuti dannosi! Io, ad esempio non sono una abbonata Tms…..ognuno usa i propri mezzi! Precisando che la colpa non sta in chi chiede ma solo in chi concede, se non lo fa col buon senso del padre di famiglia anche quando gestisce i beni pubblici!!!

  78. pum il 13 agosto 2007 scrive:

    Cellulari, le antenne non fanno male
    venerdì 27 luglio 2007
    Londra - La letteratura relativa alle ricerche mediche sul binomio cellulari-salute si arricchisce di un nuovo studio, focalizzato stavolta sui possibili effetti generati dalle antenne installate sulle torri di telefonia mobile. Innocue, secondo alcuni ricercatori della Essex University.

    Gli studiosi dichiarano di aver condotto un’indagine estremamente vasta e a largo… spettro, allo scopo di capire se stanchezza, tensione e ansia possono essere considerati sintomi riconducibili all’utilizzo dei telefoni cellulari.

    Oggetto dello studio, 44 persone che avevano manifestato una particolare “sensibilità fisica” alla presenza di un telefono cellulare e altre 114 per le quali il cellulare non rappresentava alcun problema.

    La ricerca non ha portato alla luce alcun legame ritenuto significativo tra l’attività delle antenne di telefonia mobile e parametri vitali come frequenza cardiaca, pressione arteriosa e capacità conduttiva della pelle. Analizzando inoltre le reazioni dei soggetti in funzione della presenza di telefonini accesi e spenti, non sono state rilevate differenze.

    Quanto evidenziato dalla ricerca, secondo il professor David Coggon dell’Università di Southampton, è coerente con altri studi in cui viene spiegato come quella che viene chiamata “elettrosensibilità” sembrerebbe in realtà essere riconducibile a ragioni psicologiche.

    Dario Bonacina
    http://www.punto-informatico.it

  79. pum il 13 agosto 2007 scrive:

    Salute, in UK WiFi ancora sotto accusa
    News
    martedì 24 aprile 2007
    Londra - Torna d’attualità l’allarme salute per i network WiFi attivi nelle scuole britanniche: il responsabile della HPA - Health Protection Agency, sir William Stewart, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta volta ad identificare e valutare le implicazioni che la tecnologia wireless può avere sulla salute degli studenti.

    Nell’ultimo periodo il WiFi ha infatti conosciuto una crescita esponenziale, dovuta alla crescente diffusione di network wireless nelle scuole (circa il 50% degli istituti scolastici elementari e il 75% di quelli secondari), secondo l’Independent. Una crescita rilevante, sostiene sir Stewart, che intende promuovere un’iniziativa di monitoraggio della salute dei giovani studenti, per capire se esiste effettivamente - e di quale entità possa essere - un rischio salute. Una preoccupazione già emersa alcuni mesi fa nel mondo didattico del Regno Unito, su cui però dalla stessa HPA, poco tempo dopo si era espressa minimizzando il problema.

    Sir Stewart ha ora però manifestato alcune perplessità, in seguito alle dichiarazioni di alcuni studiosi britannici che ipotizzano la possibilità che l’implementazione dei network wireless sia foriera di “smog elettronico”, ossia inquinamento elettromagnetico. E ai dubbi di Stewart fanno eco le preoccupazioni espresse dal sindacato degli insegnanti, che intende rivolgersi al Ministro dell’Istruzione chiedendo l’avvio di un’inchiesta sui possibili rischi derivanti dall’attivazione delle reti WiFi nelle scuole.

    La preoccupazione potrebbe però uscire presto dalle scuole e diffondersi in tutta la città. O almeno nella City: come annunciato da BBC, il cuore economico-finanziario della capitale diventerà in questi giorni la più estesa area europea integralmente coperta da un ombrello WiFi che, a fronte di un canone di 11 sterline al mese, potrà offrire connettività ad un bacino di utenza formato da 350mila persone.

    Si tratta della concretizzazione del progetto congiunto annunciato oltre un anno fa da The Cloud e City of London Corporation. La rete, grazie all’impiego della tecnologia mesh, consentirà la connettività ininterrotta anche in mobilità. È quindi verosimile attendersi, a breve, un nuovo allarme WiFi per chi lavora nella City.

    D.B. http://www.punto-informatico.it
    :wall: :wall: :wall: :wall: :wall: :whistle:

  80. spam il 13 agosto 2007 scrive:

    Londra - La letteratura relativa alle ricerche mediche sul binomio cellulari-salute si arricchisce di un nuovo studio, focalizzato stavolta sui possibili effetti generati dalle antenne installate sulle torri di telefonia mobile. Innocue, secondo alcuni ricercatori della Essex University

    :clap: :clap:
    INTERESSANTISSIMO STUDIO , ho visitato il sito SIG PUM, e le informazioni raccolte sono molto convincenti , è in inglese :wall:

  81. spam il 13 agosto 2007 scrive:

    LA SOMMA TOTALE DELLA PERDITA ACCUMULATA FINO A IERI PER TELECOM È DI 1,444 MILIARDI SU UN INVESTIMENTO DI 4,671 MILIARDI
    Marcello Zacchè per Il Giornale

    Maledetti mutui americani. Giunti fin qui a turbare i sonni estivi dei banchieri italiani. E non solo i loro, perché il crollo delle Borse ha creato perdite teoriche per le grandi operazioni di mercato ancora «aperte». Due su tutte: il passaggio di mano della maggioranza di Telecom Italia e la fusione Unicredit-Capitalia.

    TELECOM ITALIA.
    Correva il 30 aprile quando Marco Tronchetti Provera (insieme con Gilberto Benetton) hanno chiuso l’accordo :liar: :twisted: per cedere Olimpia (vale a dire il 18% di Telecom) a una cordata di nuovi investitori :wall: :pray: , messa in piedi da Mediobanca e Intesa Sanpaolo. Vendita a tempo, però, da chiudersi solo dopo l’ok delle authority di mezzo mondo: il closing ancora non c’è ed è atteso per fine mese :censored: . A comprare sarà Telco, :pray: holding in cui entreranno Generali con il 28,1%, Mediobanca e Intesa Sanpaolo al 10,6% ciascuna, Sintonia (Benetton) all’8,4% e Telefonica, con il 42,3%.

    Attraverso una serie di accordi parasociali, i soci di Telco pagano pezzi differenziati e alcuni (Mediobanca e Generali) conferiscono azioni già in portafoglio. In sintesi il gruppo degli italiani avrà 1,118 milioni di titoli, a un valore di carico di 2,53 euro per azione. Peccato che ieri Telecom abbia chiuso in Borsa a 1,91 euro, in calo 2,9% :wall: :cry: . Il che, per Generali e Mediobanca, significa una perdita potenziale rispettivamente di 337 e di 128 milioni sul prezzo già in carico. Mentre Intesa deve pagare la sua quota 128 milioni di più di quello che vale oggi. Altra minusvalenza, da 101 milioni, per Sintonia. Per tutti la differenza con il valore di mercato è del 24,5%, un quarto. :whistle: 8)

    Ancora più clamoroso il «gap» per Telefonica che, in base agli accordi, pagherà 2,82 euro per 820 milioni di azioni. Il gruppo spagnolo deve sborsare 2,314 milioni per una cosa (il 42,3% del capitale di Telco) che oggi vale 750 milioni di meno. Il deficit è del 32%, mentre al momento dell’accordo, con i titoli Telecom a 2,27 euro, si trattava di meno del 20%. La somma totale della perdita accumulata fino a ieri per Telco è di 1,444 miliardi, su un investimento di 4,671 miliardi.

    Se per i venditori sembra non esistano problemi (il prezzo è blindato da clausole che escludono l’«eccessiva onerosità»), resta per Telco l’incognita legata a un aumento di capitale già in cantiere, per 900 milioni, che l’ad di Intesa Corrado Passera :roll: dovrebbe proporre a nuovi investitori italiani. Oltre al rischio, per tutti, di un possibile imprevisto nuovo aumento di capitale, :pray: necessario per adeguare il patrimonio di Telco ai nuovi valori.
    :wall: :shifty: :pray: :oops: :cry: :cry:

  82. INCIUCIO il 14 agosto 2007 scrive:

    dai Giorgio cala la mascheral 8)
    Pum nn ci piace…molto meglio GIorgione Felici…detto il salice piangente..per cia dei capelli fluenti

  83. 20annidasammarinese il 21 agosto 2007 scrive:

    Ben riletti a tutti i blogger. :D
    io ritorno a bomba sull’argomento telecomunicazioni per dirvi il mio pensiero.
    Mi sono letto tutti i commenti e debbo dire che la preoccupazione maggiore tra noi sembra il monopolio.
    Ma tra monopolio e duopolio la differenza non è molta. Come molta non è la differenza con l’oligopolio.
    Spero di non dover spiegare nulla di economia politica! :D
    E’ quindi chiaro che con risorse scarse (in termini di investitori e di mercato) la situazione sia “naturalmente” fondata sul monopolio, duopolio o oligopolio.
    Quindi come dicevano i miei avi (contadini) “se te lo mettono nel di dietro, meno ti agiti meno ti fa male”!! :o scusate la trivialata estiva!
    Cosa intendo dire:
    “Se le condizioni di mercato sono queste, bisogna che lo Stato (CGG, CS, DGPPTT) vigili con molta attenzione situazioni come queste e “adatti” i regolamenti (che andavano bene fino a che c’era la telefonia con le centrali a relè) alle più moderne tecnologie.
    Se non facessero questo la situazione andrebbe in mano a quei pochi investitori e non si farebbe nulla di buono per il sistema Paese.
    ————————-
    Questione “Prima”:
    Ma che bello avere un operatore tutto sammarinese!!!
    Ma siete proprio sicuri?
    Alla luce di quello che dicevo in precedenza ci troviamo con un monopolista .
    I piani di investimento sono stati resi noti?
    Il sistema è sotto controllo del CGG o sei (soliti) pochi “amici”?
    ————————-
    Questione TMS:
    TMS ha fatto (all’epoca) una furbata e il Titolare ha sfruttato un’offerta TIM.
    Se telefonate e chiedete informazioni al riguardo scoprirete che gli utenti TMS fanno parte di una “rete aziendale” ovvero il titolare di una azienda chiamata TMS è andato in TIM e ha fatto un “contrattino” per un tot di numeri alle condizioni pattuite!
    Esattamente quello che potremmo fare tutti noi avendo un certo quantitativo di soldi (e amici in TIM).
    Insomma non vi trasferiscono il numero solo perchè è un numero aziendale. E le tariffe sono ferme per lo stesso motivo… nessuno ha ricontrattato le condizioni con TIM (che gli frega? poi steccano 50% del plusvalore)!! :?
    ————————
    Questione concessione/costo a traffico.
    Il Segretario di Stato dice una cosa saggia (e tutto sommato efficace come idea) “noi ricaviamo come Stato soldi dal traffico non dalle concessioni”
    Questa metodologia è vincente! perchè al posto di “pochi maledetti e subito” si opta per una “fonte costante nel tempo anche se variabile”.
    Il Segretario però mi deve dire come fa lo Stato a mettere i contatori del traffico delle comunicazioni! Forse non ha mai parlato con qualche Ingegnere per le telecomunicazioni che lavora in Contrada Omerelli.
    Se per l’acqua, la luce, il gas io ho un bel contatore e il “letturista” dice ha consumato TOT e paghi TOT…
    Sul traffico telefonico la cosa (al momento) non funziona così.
    Insomma Masi (lo Stato) si deve fidare di quello che “dicono” i numeri forniti dai gestori nei bilanci annuali, peccato però che la normativa in merito non esiste!! 8O
    Vale a dire che se “dichiaro” 100 pago per 4,5 ma se dichiaro 50 pago solo 2,25!!
    Quindi se lo Stato non riesce (come certamente non riesce) a misurare il traffico delle telecomunicazioni transitanti sul suo territorio IN FORMA AUTONOMA come fa ad incassare il 4,5%? Eppoi il 4,5% DI COSA? Di voce? Di dati? Di tutti e due? Di traffico globale tra n ponti radio? .. insomma se “c’è nebbia in Valle Padana a San Marino si vola alla cieca!”
    ————————-
    Per finire, qualcuno ha parlato di pagare meno il traffico telefonico avendo “tutto in casa”: gestore, rete, telefoni, numerazione, ecc..
    BELLOOOOOOOO!!!!
    Si bello, ma per chi? Per gli utenti sammarinesi? O bello per il gestore del business che fa soldi a palate con il ROAMING?
    Oggi con la numerazione italiana se andiamo in Italia al mare e chiamiamo casa per dire alla moglie “butta giù le tagliatelle che sto arrivando a casa” non paghi il ROAMING domani con la numerazione “STRANIERA” pagheremo tutto il traffico che facciamo in italia verso San Marino!!!
    Ma che bella furbata!!!
    Cari miei, qualcuno dovrebbe pensare di fare politiche più aperte. La reciprocità sarebbe “benvenuta” delle reti italiane su san marino e di san marino verso l’italia.
    Quindi prima di dire qualsiasi cosa sarebbe da rimettere in mano ai politici la patata bollente dicendo di sbucciarla con accordi bilaterali!!
    Se no alla fine avremo un bel Paese AUTARCHICO e io girerò con due telefonini (uno italiano e uno sammarinese)!!!
    Già ma a dogana mi prende quello sammarinese sui ponti italiani oppure no? :) :) :) :) :) :) :)

    Un caro saluto.

  84. 20annidasammarinese il 21 agosto 2007 scrive:

    Tanto per la cronaca!!! Mentre qui si parla di operatori poco onesti c’è chi ha avuto una trovata interessate

    SMS con Skebby
    di Manolo De Agostini Tom’s Hardware

    In questi mesi per via delle liberalizzazioni effettuate dal ministro Bersani, i costi della telefonia mobile sono diventati un argomento di dominio pubblico. Molti utenti hanno gioito dell’addio ai costi di ricarica, mentre alcuni puntato subito il dito contro altri parametri a loro modo ritenuti non proprio corretti. Come accade spesso, c’è chi punta il dito e c’è chi si muove per fare qualcosa di concreto: quel qualcuno è ad esempio, Davide Morrone.

    Davide Morrone è il fondatore di Skebby, un software per cellulari che permette di inviare SMS a 1 centesimo. Davide ha rilasciato un’intervista al Corriere, integrale qui e di cui vi proponiamo un estratto:

    “Gli operatori italiani di telefonia hanno sempre tenuto il prezzo degli sms assurdamente alto. Un vero e proprio cartello che non ha mai fatto scendere il costo per l’invio di un messaggio di testo sotto i 12/15 centesimi. E pensare che a loro costa un millesimo di centesimo, e solo se l’sms è indirizzato su un numero di un altro operatore”.

    Da questo motivo e per puro divertimento, nasce Skebby: “scaricando e installando gratuitamente sul proprio telefonino il software Java creato da Davide, diventa possibile utilizzare direttamente dal proprio cellulare i 5/10 sms gratuiti offerti sui tradizionali siti web degli operatori (da Tim a Vodafone ad Alice). Al costo di 1 centesimo l’uno o anche meno”.

    “E cioè quanto costa inviare tutti i dati dell’sms dal vostro telefono ai miei server, che poi passano il messaggio automaticamente sui siti degli operatori e da qui lo inviano”.

    La sfida ai colossi della telefonia è iniziata. Dopo Google e Skype, Skebby potrebbe essere un nuovo e interessante parto della mente di un giovane intraprendente e questa volta, motivo di vanto internazionale, un bel capoccione italiano.

  85. AndreA il 21 agosto 2007 scrive:

    La reciprocità sarebbe “benvenuta” delle reti italiane su san marino e di san marino verso l’italia.

    Vodafone Italia e San Marino Telecom hanno fatto un accordo del genere; i clienti Vodafone Italia non pagano le entranti a San Marino e, una volta partita l’offerta commerciale di Prima, penso proprio che accada anche il contrario. Sembra piuttosto chiaro che sia questo il senso dell’accordo che tra l’altro manco è nuovo nei rapporti tra i gestori delle piccole nazioni e i vicini (vedasi l’esempio del Liechtenstein dove il +423 addirittura è parificato ai +41 della Svizzera e non si paga roaming vicendevolmente tra i due stati).

    @ riguardo a Skebby consiglio (vivamente) questa lettura: http://www.valeriodistefano.com/dblog/articolo.asp?articolo=773

  86. spam il 21 agosto 2007 scrive:

    Vodafone Italia e San Marino Telecom hanno fatto un accordo del genere; i clienti Vodafone Italia non pagano le entranti a San Marino e, una volta partita l’offerta commerciale di Prima, penso proprio che accada anche il contrario.

    :clap: :clap: :clap: :dance:

    ho visto e analizzato PRIMA è eccezzionale , grande prodotto, ancora non efficiente al 100%

  87. 20annidasammarinese il 23 agosto 2007 scrive:

    bene!!
    Quelle che mi date sono gran belle notizie!!
    Cavoli….. allora qualcosa si muove per il bene dei cittadini! :) :)
    AndreA mi sembra che lei sia molto addentro a questi argomenti!
    Mi dice cosa ne pensa del fatto che il traffico possa (o non possa) essere misurato dallo Stato?
    Credo che questa sia la cosa più importante da un punto di vista generale, sopratutto perchè l’incameramento di denaro da parte dello Stato farebbe bene anche all’ultimo dei cittadini!

  88. AndreA il 23 agosto 2007 scrive:

    Cavoli….. allora qualcosa si muove per il bene dei cittadini! :) :)
    AndreA mi sembra che lei sia molto addentro a questi argomenti!
    Mi dice cosa ne pensa del fatto che il traffico possa (o non possa) essere misurato dallo Stato?

    Io penso che lo Stato possa monitorare il traffico senza relativa difficoltà (magari anche grazie alle funzioni che dovrebbe avere la Vs. nascente Autorità Garante delle TLC), anche perchè i vari gestori - parlo del traffico in roaming, quello che penso sarà maggioritario per una rete tutta sammarinese - si passano dei cosiddetti “ticket” pressoché quotidiniamente per monitorare l’attiva dei proprio clienti sotto altra rete. Mettere un controllo a quel punto del meccanismo è tutt’altro che difficile come, del resto, monitorare le spese stesse dei cittadini. Il pagamento di una bolletta che sia tramite bollettino o meglio tramite pagamento elettronico (carta di credito/RID) lascia una traccia ben visibile. Cmq penso che qsi Stato sia in grado di curarsi i propri interessi ;-)

  89. erremax il 27 agosto 2007 scrive:

    andate sul sito http://www.tms.sm andate all’offerta internet
    senza parole
    per avere un collegamento con il cellulare con il gprs che va più o meno a 56k costa 3,5 euro per megabyte.
    per farvi un esempio leggere i post della giornata scrivere un commento costa 15 euro circa!!!!!
    ah dimenticavo per un offerta così conveniente c’è da pagare pure il canone di 15,5 euro mese.
    da galera.
    esempio di contratto che ho io con tim per navigare con il cell con la scheda pcmcia ( più o meno)
    costo= 34,50 a bimestre compreso spedizione della bolletta, con 500 megabyte mese e posso navigare a tutte le ore.
    altrimenti 40 euro e rotti per bimestre per 9 gigabyte mese però con fascia oraria dalle 17, 00 alle 8,00 del mattino e sabato e domenica.

    personalmente nn avrei nemmeno pubblicato la pag avrei detto semplicemente non abbiamo il servizio.

  90. spam il 4 settembre 2007 scrive:

    La Cotes fornisce il collegamento wireless alla Sala del Consiglio Grande e Generale - Il Congresso di Stato ha approvato una delibera per la messa in funzione di un impianto wireless nella sala del Consiglio Grande e Generale. E’ la Cotes è la vincitrice dell’appalto per l’installazione del collegamento. La spesa è di 2938 euro, di cui 2300 in conto capitael, il resto per l’assistenza
    http://www.sanmarinoweb.com

  91. spam il 4 settembre 2007 scrive:

    La Cotes fornisce il collegamento wireless :clap: alla Sala del Consiglio Grande e Generale

    NON è giusto..solo x loro..

  92. giorgiofelici il 6 settembre 2007 scrive:

    San Marino: proposto internet gratis per tutti :clap: :dance:
    Nel 1999 nell’ambito della Scuola Secondaria Superiore di San Marino fu proposto, attraverso una Istanza d’Arengo al Consiglio Grande e Generale, l’accesso a internet gratuito per i giovani dai quindici ai venticinque anni, in analogia con quanto stava avvenendo nei paesi più avanzati.
    La proposta fu respinta :wall: – pur non mancando le risorse - con motivazioni che faranno riflettere i consiglieri che hanno preso la parola in quel dibattito. :pray:
    Adesso è un partito politico (i Democratici di Centro, nati da una costola della Democrazia Cristiana) a proporre, in occasione della prossima finanziaria, di “dotare il territorio sammarinese di copertura WI-FI con accesso internet gratuito”.

    wwwlibertas.sm

  93. Minosse il 6 settembre 2007 scrive:

    Vedete, non c’è nulla da inventarsi, basterebbe copiare i migliori! :clap:

  94. spam il 6 settembre 2007 scrive:

    a proporre, in occasione della prossima finanziaria, di “dotare il territorio sammarinese di copertura WI-FI con accesso internet gratuito

    FINALMENTE QULCUNO che propone qualcosa di “fruibile”…..

  95. giorgiofelici il 9 novembre 2007 scrive:

    La grande evasione
    di Emiliano Fittipaldi, Peter Gomez e Vittorio Malagutti
    Il Fisco contesta alla Telecom di avere eluso 5 miliardi. Nel mirino l’acquisto di Blu, la fusione con Olivetti e i trucchi Iva con la controllata Sparkle. Sotto accusa la gestione di Tronchetti. E ora la compagnia telefonica rischia di dover pagare multe da record
    La marcia di avvicinamento è durata quasi due anni. Tra negoziati segreti, battaglie in Borsa, polemiche, fughe di notizie pilotate e, per finire, una lunga e quanto mai incerta vertenza all’Antitrust brasiliana. Ma dopo tanta fatica Cesar Alierta ha avuto appena il tempo di brindare. Sulla scrivania del gran capo di Telefonica, entrato pochi giorni fa nel club dei soci di comando di Telecom Italia, adesso si accumulano le grane. C’è la vecchia questione degli spioni della security, che potrebbe portare a sanzioni amministrative contro l’azienda. E soprattutto c’è il fisco. Da almeno sei mesi l’ex monopolista telefonico è entrato nel mirino della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate. Nelle scorse settimane, come ‘L’espresso’ è in grado di rivelare, la multinazionale si è vista notificare verbali di constatazione e atti di accertamento nei quali si ipotizza un’elusione fiscale che potrebbe superare i 5 miliardi di euro. Inoltre la Telecom Sparkle, una controllata che vende servizi telefonici internazionali, è finita al centro di un’indagine per il mancato pagamento di Iva per 180 milioni di euro.

    Il procedimento tributario nella fase più avanzata è quello che riguarda la fusione di Blu in Tim. Nel 2002 l’azienda di telefonini controllata da Telecom assorbì, dopo averla acquistato, il concorrente affossato dalle perdite. Un’operazione che ai tempi fruttò un risparmio fiscale, in termini di minori imposte pagate, per 465 milioni. E che ora, a cinque anni di distanza, ha spinto l’Agenzia delle entrate a notificare un atto di accertamento che, in teoria, potrebbe costare una multa di oltre un miliardo all’azienda di telecomunicazioni. È invece ancora in una fase preliminare l’inchiesta sul complesso riassetto della catena di controllo del gruppo che nel 2003 si concluse con la fusione tra Olivetti e la controllata Telecom Italia. Le Fiamme Gialle, dopo una verifica durata mesi, ipotizzano una presunta elusione superiore ai 4 miliardi di euro. Di fronte alle contestazioni del Fisco è prevedibile che la compagnia telefonica ingaggi una battaglia a suon di ricorsi e perizie difensive.
    Per il momento però le grane restano, scomoda eredità della gestione targata Marco Tronchetti Provera. Ma vediamo quali sono le mine fiscali che dovrà affrontare la nuova compagine di controllo riunita nella finanziaria Telco, la holding di cui sono azionisti Telefonica insieme a Benetton e alla cordata Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo.
    CONTINUA SU http://www.l‘espresso.it

  96. giorgiofelici il 9 novembre 2007 scrive:

    Carosello sull’Iva
    Gli esperti del settore le chiamano frodi carosello. Nel senso che, grazie a un tortuoso giro di società e compravendite di merci, i truffatori di turno riescono a frodare il Fisco aggirando le norme sull’Iva. Ebbene, se si riveleranno fondati i sospetti della Guardia di Finanza, messi nero su bianco in una corposa relazione, nel 2006 il gruppo Telecom Italia ha cavalcato un carosello da primato. In totale fanno circa 180 milioni di mancati pagamenti Iva. Una somma che, almeno in parte, è servita a migliorare il bilancio dell’ex monopolista telefonico.

    L’indagine su Telecom Sparkle,che è presieduta da Riccardo Ruggiero, amministratore delegato della holding quotata in Borsa,è cominciata molti mesi fa e presenta numerose analogie con un’inchiesta della procura di Roma su Fastweb, da alcuni mesi passata sotto il controllo di Swisscom. Secondo l’accusa, anche Fast web avrebbe gonfiato artificialmente il proprio fatturato con l’effetto di creare crediti Iva. Tra gli indagati compare Silvio Scaglia, ex presidente ed azionista di riferimento dell’operatore con base a Milano. Nelle carte delle due inchieste si scoprono coincidenze sorprendenti. Non solo appaiono simili i sistemi che sarebbero stati utilizzati per aggirare il fisco, ma in qualche caso coincidono anche i nomi delle società che avrebbero fatto da sponda alle due compagnie finite sotto accusa.

    Tutto da chiarire, per esempio, è il ruolo che avrebbe svolto la I-Globe. Questa srl nata nel 2004 è riuscita a chiudere il bilancio del 2005 con un giro d’affari superiore ai 300 milioni di euro, ma nel luglio del 2006 ha preso il volo alla volta di Mosca dove ha trasferito la propria sede. Nell’indagine su Fastweb la I-Globe viene considerata una sorta di ‘cartiera’ con il compito di produrre fatture e adesso si cerca di capire per quale motivo abbia avuto rapporti anche con Telecom Sparkle. Nei mesi scorsi, interrogato dai magistrati, Scaglia ha respinto ogni accusa. E anche la compagnia ora controllata da Swisscom ha puntualizzato nei suoi bilanci la propria “piena ottemperanza delle norme contabili e delle vigenti norme tributarie”.

    Resta da vedere quali saranno gli sviluppi del procedimento avviato nei confronti di Telecom Sparkle, nel frattempo approdato all’Agenzia delle Entrate, ed eventualmente con quali argomenti si difenderà la società presieduta da Ruggiero. Ma ancora non basta, perché sono in corso verifiche anche su altre aziende telefoniche. Come dire, il caroselllo, questo il sospetto, non sarebbe un’esclusiva di Telecom Italia.
    http://www.lespresso.it

  97. giorgiofelici il 9 novembre 2007 scrive:

    Il Fisco contesta alla Telecom di avere eluso 5 miliardi. Nel mirino l’acquisto di Blu, la fusione con Olivetti e i trucchi Iva con la controllata Sparkle. Sotto accusa la gestione di Tronchetti. E ora la compagnia telefonica rischia di dover pagare multe da record
    La marcia di avvicinamento è durata quasi due anni.

    Carosello sull’Iva
    Gli esperti del settore le chiamano frodi carosello. Nel senso che, grazie a un tortuoso giro di società e compravendite di merci, i truffatori di turno riescono a frodare il Fisco aggirando le norme sull’Iva.

    POI CI VENGONO A PARLARE DI SAN MARINO?????
    Chissà quanto è passato da RSM?

  98. giorgiofelici il 9 novembre 2007 scrive:

    Il Fisco contesta alla Telecom di avere eluso 5 miliardi.

    IL 5% del fatturato della mafia…….

  99. erremax il 9 novembre 2007 scrive:

    fittipaldi è parente con emerson?

  100. erremax il 9 novembre 2007 scrive:

    scopertol’uovo di colombo della offertona prima, di come si fa a non pagare il canone telecom.
    altro non è che vodafone casa .
    alla fine è un cellulare che va solo in repubblica?
    una nuova tms?
    in ogni modo fate attenzione se avete sottoscritto degli abbonamenti di rete fissa perchè chi vi chiama fa una chiamata internazionale del costo di un paio d’euro al minuto come se chiamasse un paese extra UE.
    le antenne non dicevano che sarebbero state a disposizione di tutti?
    perchè allora i cellulari non vanno in raoaming e cade sempre la linea come prima?

  101. spam il 9 novembre 2007 scrive:

    perchè allora i cellulari non vanno in raoaming e cade sempre la linea come prima?

    PERCHE’ CI MERITIAMO LE ANTENNE DI LEGNO!!! Salve sig Erremax

  102. erremax il 9 novembre 2007 scrive:

    il problema che ancora una volta il governo precedente ( ed in pectore) non ha mantenuto le promesse e ha preso in giro la cittadinanza.
    dicevano che le antenne erano private si, ma potevano accedere tutti ( pagando chiaramente con la menata dell’autority) in modo da contenere il numero a quelle installazioni. adirittura avevano paventato di far togliere le 8 della telecom per usare tutte le stesse della sm telecom ( alla faccia della liberalizzazione.

    oggi sono disponibili solo per prima.

    per questo motivo che telecom itallia chiede di installare le sue antenne in aggiunta alle esistenti.

    attendo conferma e prove, ma un amico mi avrebbe confidato che le antenne montate siano di più della 16 promesse, appena so qualcosa faccio sapere.
    grazie per il sig.
    troppo gentile

  103. spam il 10 novembre 2007 scrive:

    APPELLO URGENTE AI CONSUMATORI UTENTI DI TELEFONIA MOBILE

    La Commissione Europea vuole eliminare la regolamentazione di buona parte della telefonia mobile,
    causando bollette ancora piu alte e meno concorrenza

    Nelle prossime ore si chiuderà un patto di ferro tra i membri della Commissione Europea in virtù del quale
    il Presidente Barroso potrebbe decidere di cancellare l’obbligo di regolamentazione dell’accesso alle reti mobili,
    per mettere pace tra le due supercommissarie europee, Viviane Reding e Neelie Kroes, in tutti i paesi europei.

    E’ un fatto drammatico che diminuirebbe la già scarsissima possibilità di fare concorrenza nel settore e lascerebbe,
    ai pochi operatori mobili già esistenti, il potere di stabilire a quanto ammonta il pedaggio che gli altri operatori
    devono pagargli se vogliono accedere alla loro rete.

    Questo pedaggio sarebbe dunque messo fuori controllo, e conseguentemente porterebbe a prezzi più alti per i cittadini
    che già spendono cifre che sono tra le più alte del mondo per questo tipo di servizio.

    Siamo ancora in tempo per manifestare tutta la nostra disapprovazione direttamente al Presidente Barroso
    e a tutti gli altri membri della Commissione. Alcuni commissari ritengono che sia una scelta sbagliata,
    e una protesta dei consumatori potrebbe aiutarli a spostare l’ago della bilancia

    Un’azione di protesta massiccia servirà a ricordare alle persone che siedono a Bruxelles che i cittadini vogliono maggiore
    - e non minore - concorrenza nel settore della Telefonia mobile, e che non devono venir prese decisioni contro gli interessi dei consumatori.

    Ulteriori approfondimento sono reperibili ai seguenti link:

    http://blog.quintarelli.it/blog/2007/11/perche-le-nuove.html
    http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/185683.htm

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    OCCHIO

  104. spam il 10 novembre 2007 scrive:

    APPELLO URGENTE AI CONSUMATORI UTENTI DI TELEFONIA MOBILE

    APPELLO URGENTE AI CONSUMATORI UTENTI DI TELEFONIA MOBILE La Commissione Europea vuole eliminare la regolamentazione di buona parte della telefonia mobile, causando bollette ancora piu alte e meno concorrenza Nelle prossime ore si chiuderà un patto di ferro tra i membri della Commissione Europea in virtù del quale il Presidente Barroso potrebbe decidere di cancellare l’obbligo di regolamentazione dell’accesso…
    continua su http://www.wikio.it/blogs :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  105. Andrea Trapani » San Marino, nuovo atto il 17 dicembre 2007 scrive:

    [...] gli addetti ai lavori, nda) come nel mobile la scelta era sempre ricaduta su gestori italiano o su TMS. Ma in pratica cosa [...]

  106. Andrea Trapani » I gestori che (non) esistono il 17 dicembre 2007 scrive:

    [...] all’estero. Di cosa parlo? Di T.M.S. (l’acronimo di Telefonia Mobile Sammarinese), il gestore che non c’è come fu titolato dagli amici di InBlog.  E’ il gestore che opera, utilizzando la rete di [...]

  107. De Sade il 28 maggio 2008 scrive:

    Dubbi sulla gestione TMS. Nella giornata di ieri si è verificato un blocco dei telefonini con utenza TMS. A loro dire si è verificato un guasto di rete. :liar: :liar:.
    La verità è che invece la TMS non aveva pagato Telecom per i servizi di cui si avvale (vero peppinottero?). Oggi la situazione è tornata normale ma fino a quando? L’associazione dei consumatori del sindacato, sempre attenta alle tematiche telefoniche, non ha niente da dire?

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