Grande, grosso e patacca!

Pubblicato nella categoria Economia da Minosse alle 15:03.

Della Torre Uno ha diffuso un’interessante notizia: Non c’e’ una soluzione ideale per tutte, ma ogni azienda dovrà fare i conti con la propria organizzazione. Di certo, le imprese maggiori si sono già mosse e sono pronte, o quasi, ad affrontare la black list. Avranno maggiori problemi le piccole: non tutte hanno infatti le risorse per affrontare gli scogli inseriti nel decreto incentivi italiano. I rappresentanti del Collegio dei commercialisti e ragionieri della Repubblica di San Marino e quelli della Camera di commercio, poco prima di incontrare oggi il segretario per l’Industria, Marco Arzilli, proprio per fare il punto sull’emergenza black list, spiegano cosa stanno facendo o cosa possono fare le imprese sammarinesi per continuare a vivere. “Essere nella black list dell’Italia non implica altro che una comunicazione aggiuntiva per ogni scambio commerciale che si ha tra imprese italiane e sammarinesi”. Tanto basta pero’ per disincentivare ogni rapporto: “Anche grazie alla pubblicità che ci stanno facendo i commercialisti italiani- lamenta uno dei rappresentanti della Ccsm- ai nostri clienti gli dicono di non comprare piu’ a San Marino, altrimenti finiscono nel mirino del Fisco”.
Cosa resta da fare agli imprenditori sammarinesi? Due le possibilità: aprire una sede secondaria dell’azienda, con rilevanza fiscale come stabile organizzazione, o una “commissionaria” che vende in conto proprio ma anche per conto del committente. Compito dell’agenzia, che assume il ruolo da intermediario negli scambi commerciali, sarà anche quello di compiere gli adempimenti previsti dal decreto incentivi, in modo da evitarli a clienti e fornitori.
Se le aziende più importanti hanno già avviato le pratiche per aprire una “commissionaria” in via esclusiva, per le più piccole e’ possibile anche creare un “consorzio” che svolga le attività per più committenti, in modo da ridurre i costi. E, come ogni azienda italiana che si rispetti, dovrà pagare le tasse oltre confine.
Di certo, “il gioco non vale la candela per molte imprese”, conclude uno degli imprenditori della Camera di commercio: “Tanto vale chiudere bottega e andare in Italia se non si trova una soluzione alternativa a breve”.
Prima di illustrarvi alcuni dubbi che ho, occorre precisare che questa è l’unica idea avuta per contrastare le manovre del ministro Tremonti e che circola nel paese da diverso tempo.
Per evitare di annoiarvi riassumo in punti le mie perplessità:
1) il controllo automatico da parte della G.d.F. disposto dal decreto incentivi nei confronti di chi opera scambi commerciali con San Marino, rimane in ogni caso inevitabile, questa strategia permette solo di creare uno scudo fra fornitore (sammarinese) e cliente (italiano);
2) se importo un prodotto a San Marino, per poi rivendermelo a me stesso in Italia, per poi rivenderlo ad un cliente italiano, quante tasse vado a pagare? E dove? Il giro di fatture anziché diminuire aumenterebbe! E i margini di guadagno, senza furbate, sarebbero irrisori;
3) aprire una commissionaria tramite una fiduciaria italiana (questo non c’è scritto nella notizia diffusa, ma l’idea è questa), che senso ha? La normativa italiana sulle fiduciarie è un po’ differente da quella sammarinese, al primo dubbio la G.d.F. in cinque minuti sa nomi e cognomi;
4) ad occhi inesperti come i miei, questa strategia sembra una doppia esterovestizione con doppio carosello!
Voglio sbilanciarmi, chi si è preparato in questo modo avrà la sensazione di essere in salvo, ma rimarrà solo una sensazione. A me sembra che l’Italia abbia lasciato questa esca e noi, da bravi patacca, ce la stiamo mangiando con l’amo. Tempo un’anno e dalle procure limitrofe partiranno decine avvisi di garanzia. L’accusa? Esterovestizione, con la piccola differenza che questa volta avranno ragione!

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Commenti

105 Commenti per “Grande, grosso e patacca!”

  1. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Beh, direi che Minosse c’ha preso! Il problema vero però rimane quello delle banche, finanziarie e fiduciarie.
    Il Gerevini c’ha dato un piccolo assaggio di quello che sta per succedere.
    E il governo? Sta parlando da più di un anno con le categorie interessate senza essere ancora venuto a capo dei problemi, problemi che tra poco però non saranno più di questo governo.
    :biggrin2:

  2. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    piccolo assaggio

    Frittatone di fiori di ginestra???
    :naughty:

  3. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    problemi che tra poco però non saranno più di questo governo

    I ‘tirannosauri’ della lista sono impresentabili.
    Le elezioni costano troppo. E tanto i pecoroni eleggerebbero il pastore. Che è tempo di tosatura.
    Un colpo di mano di un ‘tiranno ex defectu tituli’ che sbudella il collega e prende la Fratta lo escludo.
    :roll:

  4. Minosse il 15 giugno 2010 scrive:

    Anziché rimboccarsi le maniche si cercano ancore delle scappatoie! Faremo chiudere cinque banche e una ventina di finanziarie! Ma va a cagare! :censored:

  5. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    è tempo di tosatura.

    Direi che sta procedendo a tappe forzate il riavvicinamento dei vecchi innamorati.
    :biggrin2:

  6. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Ma va a cagare!

    Siamo già nella cacca, è una cacca a tre dimensioni: la cacca degli industriali, quella dei sindacati e quella dei ragionieri commercialisti. Il governo invece ci sta già nuotando dentro.
    Questa cosa mi fa tornare in mente la copertina dell’Espresso di anni fa dove su una barchetta in un mare di merda c’erano Craxi e Forlani. la barchetta stava affondando, Forlani con il saluto del comandante stava colando a picco, Craxi pur affondando cercava ancora di arraffare la pecunia ma sapete chi stava nuotando nel mare? Andreotti.
    :lol: :lol: :lol:
    Il problema della cacca è, come si dice a Napoli, che più la rimescoli e più puzza!
    :mrgreen:

  7. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Ma va a cagare!

    La nuova legge sulle residenze è in perfetto tema:
    E’ prevista anche la residenza per i marittimi!
    Forse sperano di immatricolare qualche cargo.
    :lol: :lol: :lol:

  8. Livia Leardini il 15 giugno 2010 scrive:

    Da Libertas:
    “15/06/2010
    Corriere della Sera: La trasparenza (con soci segreti) di San Marino
    Condividi:
    Corriere della Sera: La trasparenza (con soci segreti) di San Marino
    La trasparenza (con i soci segreti) di San Marino
    (m.ger.: probabilmente Mario Gerevini)
    “Scherza? Per telefono?”. La voce s’abbassa di tono, il funzionario di banca dall’altra parte della cornetta è sorpreso, la domanda lo coglie impreparato e anche un po’ preoccupato. Dice che “è anche una questione di privacy”. E poi “non sono autorizzato”, nonostante in quel momento sia il più alto in grado presente. E comunque vuol sapere “per che uso le servono queste informazioni riservate”. Non si vuole prendere questa responsabilità: “Chiami giovedì che ritorna il direttore”. A scatenare tanta diffidenza e circospezione è stata questa sconvolgente domanda rivolta alla sede della Banca Sammarinese di Investimento: “Chi sono i soci della banca?”. Oggi a Roma ben quatto del governo di San Marino (Esteri, Finanze, lndustria e Giustizia) incontreranno la stampa in Piazza Montecitorio 131 “per parlare di San Marino e del suo percorso di trasparenza nel rapporto con l’ltalia e con l’Europa”. Per esempio la nuova legge che abolisce l’anonimato societario. Basta soci ignoti, è il succo, d’ora in poi gli assetti azionari dovranno emergere fino all’effettivo proprietario. Però si può interporre la fiduciaria, straniera o sammarinese, e dunque alla fine l’effetto della nuova legge viene affievolito. I notai avranno un ruolo da garanti in questo percorso di quasi trasparenza. Solo che notai e fiduciarie (51 in uno Stato da 33 mila abitanti hanno in buona misura vissuto e prosperato grazie a quella finanza grigia che San Marino ha attirato con leggi che oggi vuole abrogare.
    Questo governo ha cambiato passo, si sente dire. Il sistema finanziario non ancora.
    Se si telefona a dieci fiduciarie a caso e si chiede di ci è la proprietà, la risposta (dieci su dieci) è sempre quella, turbata e ansiosa: «Scherza? Perché? Ma è riservato».
    Evidentemente gli assetti non sono ancora « sistemati» in attesa che scattino i termini di adeguamento (30 settembre) previsti dalla nuova normativa.
    Poi magari si prova a capire che cosa offe la Cancelleria Commerciale di San Marino. I bilanci sì, ma non i verbali delle assemblee (come invece avviene in Italia da decenni). «Per una copia di quelli – dicono in Cancelleria – dobbiamo farci autorizzare dalle società».
    E nulla viene fatto on line.”

    Quando smetteremo di prendere per i fondelli i nostri vicini e crederemo a quello che diciamo, vera trasparenza, avremo risposte adeguate.
    Nel frattempo, andate a quel Paese!
    E restateci, if God wants…..

  9. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Frittatone di fiori di ginestra???

    Frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!
    :biggrin2:

  10. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    “San Marino è un Paese reale, che vive da 1710 anni, ricco di cultura e tradizioni e con una propria forte identità, che ha da sempre puntato su un’economia sana e diversificata e che può rappresentare un’opportunità per l’Italia e per l’Europa.”
    Con queste parole, termina il comunicato stampa del governo redatto in occasione della marcia su Roma!
    :lol: :lol: :lol:
    Questo governo tanto è derelitto che fa quasi compassione e allora qualche consiglio potrebbe migliorare la situazione.
    Il governo la smetta di dire, oltre alle altre numerose baggianate, che San Marino è un opportunità, perchè la parola opportunità è una parola a doppio senso! Nel senso che in molti lo avevano già capito che San Marino è un’opportunità.
    :lol: :lol: :lol:
    A buon intenditor poche parole!
    :biggrin2:

  11. Velasquez il 15 giugno 2010 scrive:

    andate a quel Paese

    Ad ascoltare i rumors che circolano nel Paese, sembra che qualcuno si stia già preparando. Piuttosto che le celle dei Cappuccini!!!

  12. Petronio il 15 giugno 2010 scrive:

    Quello che inquieta é prendere visione che il Rapporto Italia e San Marino sulle reciproche relazioni economiche e non solo e’ in una fase che definire “di stallo” é molto benevola ???
    Ci dicono che si sono svolte relazioni ai tavoli tecnici con presenza di delegazioni appartenenti ai 2 Stati, ma alla sostanza dei fatti non si é visto ancora nulla di concreto ???

    Il nostro Paese “chiuso” in territorio italiano, senza condizioni economiche e di scambio “accettabili” con partner italiani difficilmente potrà cavarsela, il tempo stringe, i problemi si solidificano e complici anche la crisi economica e finanziaria internazionale e lo scudo fiscale attuato dal Governo italiano si ha la sensazione che il nostro sistema sia messo duramente alle “corde” ???

    Che fare ???

    Atroce interrogativo, se lo Stato italiano continua unilateralmente nella sua condotta di “forte” urto, e non c’é la possibilità di rivogersi ad un organismo internazionale che faccia da “arbitro” tra le 2 parti in duraturo “conflitto” non si sa proprio come venirne a capo ???

    Anche i canali diplomatici (es., ambasciatori ecc.) dei 2 Paesi dimostrano di non avere poi alcun peso concreto nel cercare di giungere ad un “comune accordo” …., per cui ci si chiede a cosa servano ???

    La situazione di cui sopra é quella più evidente che é sotto gli occhi di tutti, ma resta un forte DUBBIO: ci sono state condizioni, a livello politico, che avrebbero potuto consentirci di uscire dall’attuale situazione ???
    Non si conoscono i contenuti delle missive scambiate tra i politici interessati di entrambi i Paesi, non si conoscono i colloqui, le telefonate, se ci sono state date possibilità per uscire da quella “maledetta” black List ???

    In simile situazione si sta male, si respira aria molto pesante ed é difficile “sopportare” un apatia così “pressante” da parte dell’Italia che dovrebbe anche riflettere sulle migliaia di suoi cittadini che trovano lavoro sul Titano e sull’esistenza di tanti italiani residenti in territorio sammarinese: ci dovrebbe essere un interesse reciproco a dialogare e ad addivenire a soluzioni che rispondano alle esigenze di entrambi i “contendenti” ???

    Il Governo sammarinese avrebbe fatto bene ad evidenziare “il pericolo” di incrinamento di rapporti tra il tessuto lavorativo sammarinese e quello limitrofo, fuori territorio, l’operato o meglio l’”apatia” italiana avrebbe dovuto “insegnare” ai nostri politici che non resta molto (sia in termini di tempo che in temini di volontà….) per cercare di “salvare il salvabile” …. apportando adeguate misure di “sopravvivenza”… ???

  13. Livia Leardini il 15 giugno 2010 scrive:

    Velasquez il 15 giugno 2010 scrive:
    andate a quel Paese
    Ad ascoltare i rumors che circolano nel Paese, sembra che qualcuno si stia già preparando. Piuttosto che le celle dei Cappuccini!!!

    Già saggio Velasquez….e pensare che io li affiderei invece molto più volentieri alle patrie galere…anche a quelle italiane, così, per senso di “amicizia e buon vicinato”, reale questa volta….

  14. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!

    Ti piacerebbe ehhhhh….invece il cineforum de ‘La corazzata Kotiomkin!’!!!
    :mrgreen:

  15. Livia Leardini il 15 giugno 2010 scrive:

    Mi risulta ci siano una cinquantina di onesti lavoratori che hanno messo tutti i loro risparmi in un leasing per avere la propria agognata casa di proprietà… <Mi risulta che il sogno non si è realizato, per frode….. Spero non sia vero, ma ho paura che sia l’inizio della fine… I poteri ladroni non mollano, o siamo in grado di fare i giusti distinguo o ne perirà un intero Stato.

  16. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Direi che sta procedendo a tappe forzate il riavvicinamento dei vecchi innamorati.

    Effusioni sul Pianello.
    Ci vorrà una forte dose di viagra.
    :biggrin2:

  17. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Effusioni sul Pianello.

    Hanno visto i diabolici amanti stamani.
    Sul Corriere della Sera.
    Come illustrazione all’articolo di Gerevini.
    :biggrin2:

  18. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    Effusioni sul Pianello.

    Veramente avvengono in qualche ristorante, si tratta di un menage a trois!
    :biggrin2:

  19. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    la marcia su Roma!

    Ma non doveva esserci anche il segretario alla giustizia?
    :roll:

  20. De Sade il 15 giugno 2010 scrive:

    la marcia su Roma!

    Ma non doveva esserci anche il segretario alla giustizia?

    Il volo da Torraccia è stato cancellato!
    :biggrin2:

  21. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    menage a trois!

    Lei,lui e l’altro???
    :mrgreen:

  22. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Lei,lui e l’altro???

    Lei,lui e Giulio col binocolo che scruta.
    :biggrin2:

  23. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Veramente avvengono in qualche ristorante

    Tempo di dieta sul Pianello.
    Ci vuole uno specialista.
    :biggrin2:

  24. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    a marcia su Roma!

    “Non ho fatto la marcia su Roma perchè a Roma già ci stavo!!!”
    P. De Filippo (’Il mio amico Benito’)
    :mrgreen:

  25. Stefano Giacomini il 15 giugno 2010 scrive:

    Il volo da Torraccia è stato cancellato!

    Il Bleriot di Widmer non partiva.
    :shifty:

  26. Stefano Giacomini il 16 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Ci toccherà pur rifar i ‘conti finanziari’…”
    …….. :dance: :”…Io.io.io…son pur diplomatico al bisogno!!!”… :dance: …….
    :mrgreen:

  27. De Sade il 16 giugno 2010 scrive:

    Lei,lui e l’altro???

    Veramente sono tre lui.
    :biggrin2:

  28. De Sade il 16 giugno 2010 scrive:

    la marcia su Roma!

    Secondo il ciarlatano smoggi, il dado è tratto.
    :doh:
    E Tremonti s’è bevuto il brodino!
    :mrgreen:

  29. De Sade il 16 giugno 2010 scrive:

    Il Bleriot di Widmer non partiva.

    A montecarlo manca la pista per il decollo, al momento è praticabile solo l’atterraggio d’emergenza!
    :biggrin2:

  30. De Sade il 16 giugno 2010 scrive:

    In piena crisi economica sembra che si faccia a gara su come buttar via i soldi pubblici!
    Una settimana fa hanno fatto le strisce nuove sulle strade e oggi hanno incominciato ad asfaltare così poi le strisce si devono rifare!
    :lol: :lol: :lol:
    Vergogna vergogna vergogna!
    :mrgreen:

  31. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Ci vuole un’altra rappresentazione della ‘Leggenda del Santo’ dei frugoletti innocenti…abbiamo perso i valori delle origini…”
    :pray: :”…Tutta colpa dello ’scudo’!!!…”
    :shifty:

  32. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    …E non tiriamo in ballo il Congresso di Vienna per l’amor del cielo…che ci diamo da soli una martellata sulle palle…
    :mrgreen:

    Secondo la vulgata il Congresso di Vienna (1815) non si occupò della Repubblica di San Marino riconoscendone la sovranità.
    Nel 1981 venne incaricato il Console sammarinese a Vienna di contattare l’Archivio di Stato Austriaco.
    Che confermò.
    Negli atti del Congresso di Vienna non c\’è traccia di San Marino.
    ….Solo in un punto viene menzionato San Marino. Negli allegati statistici (cartone 14,fascicolo vecchio 25,fol. 47v-48r):
    “…San Marino che può essere senz’altro riunito con esso (cioè lo Stato della Chiesa…”
    (I rapporti convenzionali italo sammarinesi con notizie sulle relazioni internazionali della Repubblica di San Marino - 1986 - pp.42/43)

    :biggrin2:

  33. De Sade il 17 giugno 2010 scrive:

    E non tiriamo in ballo il Congresso di Vienna

    I comunisti non conoscono la storia moderna, conoscono solo la rivoluzione d’ottobre.
    :biggrin2:

  34. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    I comunisti non conoscono la storia moderna, conoscono solo la rivoluzione d’ottobre

    Sempre al cineforum della ‘Corazzata Kotiomkim’ o al bingo di Rovereta.
    :biggrin2:

  35. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    rivoluzione d’ottobre

    :roll: :”…Siamo a Giugno…è lunga l’attesa…”
    :biggrin2:

  36. De Sade il 17 giugno 2010 scrive:

    Siamo a Giugno…è lunga l’attesa…

    Mica tanto, da noi arriva prima!
    :mrgreen:

  37. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    Mica tanto, da noi arriva prima!

    La rivoluzione di Ferragosto.
    Chiudono le cannelle per evitare i gavettoni.
    :biggrin2:

  38. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    Guarda quante facce scure
    piene di rancore sono ferme là
    guarda quei ragazzi uniti
    tutti colorati stan correndo qua
    ma che succederà?
    Ci sarà la rivoluzione
    nemmeno un cannone però tuonerà
    ci sarà la rivoluzione
    l’amore alla fine vedrai vincerà
    e basteranno pochi anni
    oppure poche ore
    per fare un mondo migliore
    un mondo dove tutti saranno perdonati
    chi ha vinto e chi ha perduto
    vedrai si abbraccerà.
    La la la la rivoluzione
    nemmeno un cannone però tuonerà
    la la la la rivoluzione
    l’amore alla fine vedrai vincerà.

    Guarda ora per la strada
    ognuno si sorride senza più un perché
    guarda quegli uomini importanti
    sembrano bambini nessuno pensa a sé
    e vuoi saper perché?
    E’ finita la rivoluzione
    per sempre è finita
    mai più si farà
    è finita la rivoluzione
    l’amore alla fine ha vinto e vincerà.
    E son bastati pochi anni
    soltanto poche ore
    per fare un mondo migliore
    un mondo dove tutti saranno perdonati
    chi ha vinto e chi ha perduto
    vedrai si abbraccerà.
    E’ finita la rivoluzione
    per sempre è finita
    mai più si farà
    è finita la rivoluzione
    l’amore alla fine ha vinto e vincerà.

    :dance:

  39. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    ‘Rossi’ (’Reds’)

    I dieci giorni che sconvolsero il mondo.
    :biggrin2:

  40. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Figurati…quelli che fecero il sessantotto al patrio liceo classico …pretenderebbero di giustificare la rivoluzione con il latinorum dello Statuto…”
    :shifty: :”…Era già troppo tardi…e passarono al sessantanove…”
    :biggrin2:

  41. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Gli extraparlamentari di sinistra leggono persino lo Statuto alla rovescia…”
    :love: :”…Depravati…”
    :biggrin2:

  42. De Sade il 17 giugno 2010 scrive:

    Lettere da lontano

    Gentile pubblico stasera siamo qua
    Per un’ottima ragione
    Da questa notte finalmente inizierà
    la rivoluzione
    Perché faremo briciole dell’immobilità
    Saremo come la salsedine che la divorerà
    e se sarà impossibile combattere
    cambieremo regole
    perché la regola sarà
    Mai! Mai! Senza saltare Mai!
    Mai! Mai! Senza ballare Mai!
    Allora sarà splendido sentire intorno a te
    questo battito costante
    Mani che si muovono all’unisono con me
    un cuore gigante
    E non puoi fingere
    perché saltare non è certo uguale a spingere
    ma di sicuro è più facile coi piedi per terra
    ma almeno da un punto di vista variabile
    Salta ancora una volta
    qualcuno ci ascolta
    è sempre così
    E ad ogni passo un suono immenso si propagherà
    Chi non salta salterà
    Attenti non è il momento di essere lenti
    Restando seduti i vostri orizzonti rimangono bassi
    e poi saltando si sciolgono i grassi
    Mai! Mai! Senza saltare Mai!
    Mai! Mai! Senza ballare Mai!
    Salta ancora una volta
    qualcuno ci ascolta
    è sempre così… si può
    contare un’ora, un giorno, un anno
    un lungo inverno e non stancarsi mai
    E come sempre la festa sarà
    di un leggerissimo uccello che va
    Vola più in alto, libero ah
    Gentile pubblico stasera siamo qua
    per un’unica ragione
    saltare saltare saltare
    saltare saltare saltare
    finché la voglia ci deve passare
    Salta ancora una volta
    qualcuno ci ascolta
    è sempre così… si può
    contare un’ora, un giorno, un anno
    un lungo inverno e non stancarsi mai
    Salta ancora una volta
    E non stancarsi mai
    :clap:

  43. Stefano Giacomini il 17 giugno 2010 scrive:

    Rivoluzionari…ma romantici!!!

    Dolcissima Maria
    Dolce Maria
    dimentica i fiori
    dipinti dal tempo
    sopra il tuo viso,
    e gli anni andati via
    seduta ad aspettare
    una lunga, lunga via
    nessuno da incontrare…
    Non voltarti piu
    E ii giorno arriverà
    vestito di poesia
    ti parlerà di sogni
    che non ricordavi piú,
    e ti benedirà
    dolcissima Maria
    Dolce Maria
    dagli occhi puliti
    dagli occhi bagnati
    è tempo d’andare:
    è presto sentirai
    profumo di mattino
    e il tordo canterà
    volandoti vicino…
    non voltarti piú.
    E qualcuno se vorrai
    vestito di poesia
    ti coprirà d’amore
    senza chiederti di piú,
    e t’accarezzerà
    dolcissima Maria
    :love:

  44. Stefano Giacomini il 18 giugno 2010 scrive:

    :shifty: :”…Sognano la rivoluzione…”
    :roll: :”…ma al solo pensiero di finire al governo di questi tempi sono colti da incubi…”
    :biggrin2:

  45. Stefano Giacomini il 18 giugno 2010 scrive:

    San Marino replica.
    Marusia non è dei nostri.
    E’ un extraterrestre.
    :mrgreen:

  46. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    Sognano la rivoluzione

    Anche Dariush la sognava! Adesso fa l’editorialista su Tribuna. Nell’ultimo editoriale annunciava delle sorprese.
    Sono state parole profetiche! Solo che mi sa che il bersaglio a cui pensava non era l’elettronico!
    :lol: :lol: :lol:

  47. Stefano Giacomini il 18 giugno 2010 scrive:

    Dalle cronache locali de ‘La Repubblica’ tra i tredici indagati per il ‘crac’ della piccola banca bolognese per facoltosi ‘Ber Banca’ il funzionario di una banca sammarinese.
    Gli inquirenti scrutano per truffa,infedeltà patrimoniale e riciclaggio le scartoffie.
    E ‘l’azzurra vision’.
    :roll:

  48. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    ‘crac’

    corri forte ragazzo,corri
    la gente dice sei stato tu
    ombre bianche,vecchi poteri
    il mondo compran senza pudore
    vecchie immagini,santi stupidi
    tutto lascian così com’è
    guarda avanti non ci pensare
    la storia viaggia insieme a te

    corri forte ragazzo,corri
    la gente dice sei stato tu
    prendi tutto non ti fermare
    il fuoco brucia la tua virtù
    alza il pugno senza tremare
    guarda in viso la tua realtà
    guarda avanti non ci pensare
    la storia viaggia insieme a te

    impara a leggere le cose intorno a te
    finchè non se ne scoprirà la realtà
    districar le regole che
    non ci funzionan più per spezzar
    poi tutto ciò con radicalità.
    :biggrin2:

  49. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    extraterrestre

    C’era un tipo che viveva in un abbaino
    per avere il cielo sempre vicino
    voleva passare sulla vita come un aeroplano
    perché a lui non importava niente
    di quello che faceva la gente
    solo una cosa per lui era importante
    e si esercitava continuamente
    per sviluppare quel talento latente
    che è nascosto tra le pieghe della mente
    e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
    dalla finestra nel tetto con un messaggio
    voleva prendere contatto, diceva:

    “Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio un pianeta su cui ricominciare

    Una notte il suo messaggio fu ricevuto
    ed in un istante é stato trasportato
    senza dolore su un pianeta sconosciuto
    il cielo un po’ più viola del normale
    un po’ più caldo il sole, ma nell’aria un buon sapore
    terra da esplorare, e dopo la terra il mare
    un pianeta intero con cui giocare
    e lentamente la consapevolezza
    mista ad una dolce sicurezza
    “l’universo é la mia fortezza!”

    “Extraterrestre portami via
    voglio una stella che sia tutta mia
    extraterrestre vienimi a pigliare
    voglio un pianeta su cui ricominciare!”

    Ma dopo un po’ di tempo la sua sicurezza
    comincia a dare segni di incertezza
    si sente crescere dentro l’amarezza
    perché adesso che il suo scopo é stato realizzato
    si sente ancora vuoto
    si accorge che in lui niente é cambiato
    che le sue paure non se ne sono andate
    anzi che semmai sono aumentate
    dalla solitudine amplificate
    e adesso passa la vita a cercare
    ancora di comunicare
    con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

    “Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre vienimi a cercare
    voglio tornare per ricominciare!
    Extraterrestre portami via
    voglio tornare indietro a casa mia
    extraterrestre non mi abbandonare
    voglio tornare per ricominciare!”
    :biggrin2:

  50. Stefano Giacomini il 18 giugno 2010 scrive:

    crac’

    ‘Luglio,agosto,settembre (nero)’
    :mrgreen:

  51. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    settembre (nero)’

    Esiste un colore più scuro del nero?
    Perchè a settembre non c’arriviamo!
    :mrgreen:

  52. Stefano Giacomini il 18 giugno 2010 scrive:

    Perchè a settembre non c’arriviamo!

    “…E’ leggero il mio pensiero vola e va,
    ho quasi paura che si perdaaaaaaaa…”
    :dance:

  53. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    Perchè a settembre non c’arriviamo!

    No, cosa sono adesso non lo so,
    sono solo, solo il suono del mio passo.
    :clap:

  54. De Sade il 18 giugno 2010 scrive:

    Inizia il conto alla rovescia.
    -12.
    :biggrin2:

  55. Petronio il 18 giugno 2010 scrive:

    ‘Luglio,agosto,settembre (nero)’

    Per trovarsi in una situazione del genere che senso ha spendere i soldi nelle elezioni e trovarsi “governati” in questa maniera ???

    :doh: :doh: :doh:

  56. Petronio il 18 giugno 2010 scrive:

    Nei pressi dell’ospedale si sta costruendo di tutto e di più: disagi nella circolazione stradale e grande senso di disgusto: tutto quello che non si avrebbe mai voluto vedere sta prendendo corpo ???

    E loro non fanno altro che indire sedute e sessioni per parlare di cosa, per fare che cosa, per decidere che cosa ???

    Tutto sembra svolgersi nell’indifferenza generale e lasciando fare al “caso” ???

    Che gran brutta situazione !!!???
    :doh: :doh: :doh:

  57. Petronio il 18 giugno 2010 scrive:

    E “fortuna” che siamo nelle “mani” di “professionalità alte” …???
    :doh: :doh: :doh:

  58. Petronio il 18 giugno 2010 scrive:

    Ma sta gente é cosciente di quello che ci ha “confezionato” ???
    Ci sono responsabilità e colpe generalizzate, eppure sono ancora lì dopo anni e anni di …… ???
    :doh: :doh: :doh:

  59. Petronio il 18 giugno 2010 scrive:

    si sta costruendo di tutto e di più

    Ha preso forma anche una “cupola” nella parte alta di una palazzina …… ???
    Ci sarebbe da “piangere” per quanto si sta vedendo …. ???
    :doh: :doh: :doh:

  60. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    I due centravanti del ‘Corriere della Sera’ Stella & Rizzo per due bei paginoni su San Marino oggi sul quotidiano milanese.
    Illustrazione colorata ‘Torta Tre Monti’.
    E appendice garibaldina.
    :roll:

  61. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…E poi dove finirono le ossa dell’avventuriero Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro scovate dal mago a Chiesanuova???…”
    :shifty: :”…Se non ricordo male…nell’armadio!!!…”
    :mrgreen:

  62. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Paghiamo pure i leghisti…”
    :shifty: :”…Per l’informazione???…”
    :roll: :”…Ma va là…per lo scampo dell’Eroe dei Due Mondi…”
    :biggrin2:

  63. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    …E appendice garibaldina

    Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti…
    “Si’, ma se stasera, se incontriamo la corriera, uno balza sull’arcione, uno acciuffa il postiglione, due sorvegliano di fouri, uno spoglia i viaggiatori e ce ne andiam…!”
    …Ma se siamo tre, tre somari e tre briganti solo tre…!

    AHI AHI AHI…..

    “E non ti preoccupare Dragonera, noi tre siamo, ma cose mirabolandoli possiamo fare: siamo i padroni del Mondo!!!”
    …Siamo sempre in tre, tre briganti e tre pistole, sulla strada da Girgenti a Monreale…
    “Si’, ma c’e’ il castello del Marchese di Mondello: uno passa dal portone, uno salta dal bastione, uno uccide i servitori, due si pigliano i tesori e ce ne andiam…!”
    …Siamo sempre tre, tre somari e tre briganti, solo tre…

    AHI AHI AHI……

    “E perche’ fai quella faccia accipigliata Dragonera, comandaci che noi contro tutti possiamo andare, anche contro i Ciclopidi…!”
    …Siamo sempre tre, tre briganti e tre somari sulla strada da Girgenti a Misilmeri…
    “Ma se tu proponi di piombare sui Borboni, uno gira l’avanposto, uno attacca il fronte opposto, uno sfodera il trombone e l’altro balza sul cannone, uno lega la vedetta, uno ammazza la staffetta, uno attacca gli artiglieri e li prende prigioniri, uno piomba sull’alfiere e gli strappa le bandiere, uno intanto fa man bassa sopra i viveri e la cassa, uno impegna in un duello il generale ed il colonnello, uno acciuffa con la mano il maggiore e il capitano, uno infilza col pugnale il sorgente ed il caporale, ed intanto a poco a poco tutto quanto e’ a ferro e fuoco. X i nemici non c’e’ scampo quando c’e’ Rinaldo in campo!
    Il Borbone se la squaglia, abbiam vinto la battaglia VIVA IL REEE…!!!”
    …Siamo sempre tre, tre briganti e tre somari un, due, tre….

    AHI AHI AHI……
    :biggrin2:

  64. De Sade il 19 giugno 2010 scrive:

    dove finirono le ossa dell’avventuriero Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro scovate dal mago a Chiesanuova???…”
    :”…Se non ricordo male…nell’armadio!!!…”

    Da qui nacque il famoso detto “Lo scheletro nell’armadio!”
    :biggrin2:

  65. De Sade il 19 giugno 2010 scrive:

    :”…Paghiamo pure i leghisti…”

    Non sapevo che il vescovo del montefeltro avesse sti agganci!
    :mrgreen:

  66. De Sade il 19 giugno 2010 scrive:

    Inizia il conto alla rovescia.

    -11.
    :biggrin2:

  67. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    “…O Repubblica…oscurandosi l’antica Roma,fosti sortita ad accogliere il cenere dell’italica libertà sparso ai venti,così,risorgendo innovata Roma ad altri destini,tu fosti degnata a salvare le sorti nove d’Italia.
    Onore a te,o antica Repubblica…”
    :roll:

  68. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    …Lo so Marchese che il Carducci la eccita…
    :crazy:

  69. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    …Lo so Marchese che il Carducci la eccita…

    ‘Temporibus illis’…lettura.esegesi e declamazione a memoria del Discorso era obbligatoria.
    Poi i costumi si sono rilassati.
    :biggrin2:

  70. De Sade il 19 giugno 2010 scrive:

    …Lo so Marchese che il Carducci la eccita…

    ECCELLENTISSIMI CAPITANI REGGENTI,
    SIGNORI DEL CONSIGLIO SOVRANO,
    CARI CITTADINI.
    Qui al lato di ponente Marino avvertí un grande vetustissimo sasso, che, tra minori pendenti, tutto chiuso intorno d’alberi e d’orrida ombra, formava un antro, e dentro vi sorgea una fresca vena d’acqua viva corrente. Qui fermava Marino, ma Leo riparò su ‘l vicino monte Feretrio.
    :clap: :clap: :clap:
    Leggendo il discorso del Carducci e pensando a chi siede tuttora nel Consiglio Grande e Generale, un moto di sdegno mi assale!
    :doh:
    Ma sin che vedrò su ‘l capo del mio gloriosissimo San Marino la corona che mi dimostra esser egli il mio principe, non ho cuore di fargli tale sfregio, ma dirò sempre: Viva San Marino, viva la sua repubblica, viva la libertà!
    :mrgreen:

  71. Stefano Giacomini il 19 giugno 2010 scrive:

    Ma sin che vedrò su ‘l capo del mio gloriosissimo San Marino la corona che mi dimostra esser egli il mio principe, non ho cuore di fargli tale sfregio, ma dirò sempre: Viva San Marino, viva la sua repubblica, viva la libertà!

    :clap: :”…Grande poeta!!!…”
    :roll: :”…Ma se è l’A.D. di prima!!!…”
    :biggrin2:

  72. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Vendesi casa a cavallo del confine tra San Marino e Italia.
    La linea del confine è tra il comodino e il letto.
    :biggrin2:

  73. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    un grande vetustissimo sasso

    All’ombra di quel sasso ci sono più mucche che ad ovest del fiume Pecos!
    :lol: :lol: :lol:
    Migliaia di mungane che spariscono nel nulla tra le fattorie della Repubblica.
    Mica vero, di notte ai tempi d’oro, c’era un bel via vai di tir che muggivano.
    :biggrin2:

  74. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    le ossa scovate dal mago

    Scava scava scvava ma non si trova niente!
    Che strano, avevo parlato con lui l’altra sera e mi aveva assicurato che era qui!
    :mrgreen:

  75. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Migliaia di mungane che spariscono nel nulla tra le fattorie della Repubblica.

    “…E adesso siam giunti alla resa dei conti,
    siam fermi, di fronte, immobili e pronti:
    qualcuno di noi deve fare trasloco,
    sarà mezzogiorno, mezzogiorno di cuoco
    e vedendo la carne Montana che stringo,
    alè, vengon tutti a mangiare con Gringo.
    Mangiate Montana, è carne ben scelta,
    così, in gelatina, è pratica, svelta;
    il tipo normale o esportazione,
    in casa, all’aperto, in ogni occasione.
    Così nutriente, appetibile, sana,
    è carne ben scelta: è carne Montana!!!…”

    :mrgreen:

  76. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Scava scava scvava ma non si trova niente!
    Che strano, avevo parlato con lui l’altra sera e mi aveva assicurato che era qui!

    Fecero pure la diretta tv.
    Era il tg di Marzio Cesarini???
    Chi era il conduttore???
    Trovarono un teschio e due femori.
    Incrociati.
    :biggrin2:

  77. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Da paradiso della libertà a paradiso fiscale

    Non c’ è pirata della finanza, a San Marino, che sia stato mai mandato alle «Seychelles». Direte: ci mancherebbe altro! No: le «Seychelles» sul monte Titano sono le «sei celle» del piccolo carcere. Dove sono stati ospiti un rarissimo omicida nella notte dei tempi, un pedofilo presto evaso, un marocchino che aveva compiuto un furtarello… Roba così. Ma mai, a memoria d’ uomo, un bucaniere economico. Non che da queste parti ci vadano tradizionalmente leggeri, con la galera. Basti ricordare i supplizi inflitti nel vicino forte di San Leo al suo «ospite» più illustre e cioè, come registrò l’ atto di morte, «Giuseppe Balsamo, detto conte di Cagliostro, battezzato come cristiano ma tristemente celebre come eretico e miscredente» che nell’ agosto del 1795, «dopo aver sopportato, perseverando nei suoi errori, le sofferenze della prigione per quattro anni, quattro mesi e cinque giorni, è morto senza aver manifestato alcun segno di pentimento». Quattro anni e passa murato vivo in una cella che era una tomba, senza porta, collegato al resto del mondo solo da una finestrella. Non si sa manco dove sia sepolto, Cagliostro. Anni fa due «maghi», un torinese e un veneziano, trascinarono decine di giornalisti sui terreni della Giovanna Carlini, che aveva la casa a cavallo tra l’ Italia e San Marino col confine che passava tra il letto e il comodino, giurando che l’ alchimista fosse sepolto lì. Scavarono e scavarono: niente. «Strano…», borbottò perplesso il mago Noel, «l’ ultima volta che ci ho parlato, sabato sera, mi aveva confermato di essere proprio qui…». Fu quella, ammiccano i critici, l’ ultima volta che scavarono sul serio alla ricerca d’ un avventuriero. Sennò, ciao: da queste parti agli avventurieri spalancano le porte. Un’ accusa che dà sempre più fastidio non solo alle autorità della Serenissima Repubblica, ma ai suoi cittadini. Lo dice, ad esempio, una lettera su La tribuna, uno dei tre quotidiani che saziano i 31.434 abitanti: «Saremo mai abbastanza trasparenti per i nostri amici italiani?». Per ora no, risponde Giulio Tremonti. Certo, dei passi avanti ci sono stati. E così «innovativi e virtuosi» che le autorità sammarinesi hanno convocato martedì i giornalisti in piazza Montecitorio sparando a zero contro le diffidenze italiane. Antonella Mularoni, la segretaria di Stato agli Esteri, è sbottata: «In 17 secoli non abbiamo mai dichiarato guerra a nessuno e non lo faremo con l’ Italia. Ma San Marino esiste da 1709 anni e se qualcuno lo vuol trasformare in un protettorato non ci riuscirà». Il giorno dopo, «L’ informazione di San Marino» riprendendo un’ inchiesta ustionante de l’ Unità, confermava l’ esistenza di una società che, a dispetto della svolta, continua a vendere online a tutti i furbi del pianeta la possibilità di avere una casella postale (100 euro) o un indirizzo stradale (200 euro) tra le accoglienti colline sammarinesi. Titolone: «Aprire un indirizzo fittizio sul Titano è semplicissimo anche via Internet». Spiega http://www.mailbox.sm: «Questo è il modo più completo per ricevere e spedire posta, pacchi, corrieri e piccoli pacchi a e da San Marino! La posta viene lavorata ogni giorno nel momento in cui arriva in tre modi diversi: 1) Scansioniamo la vostra posta e carichiamo i file sul vostro pannello di controllo. 2) Vi informiamo via email del solo arrivo della posta restando in attesa di vostre istruzioni. 3) Rispediamo immediatamente tutta la posta al vostro indirizzo principale». Cosa può pretendere di più, chi vuole fare affari in clandestinità? Questo è il nodo. Le mosse virtuose dell’ antica Repubblica a cavallo fra la Romagna e le Marche, lamentano gli italiani, sono vanificate ancora da troppe «opacità e incoerenze». Prendiamo il segreto bancario: formalmente non esiste più. Ma quando poi si chiedono informazioni alle banche, è il muro di gomma. Le rogatorie poi, per gli italiani, sarebbero praticamente impossibili. E le società anonime? A fine 2010 le dovrebbero mettere al bando: lo dice la legge. Ma il collega del Corriere Mario Gerevini ha appena provato a telefonare alla Banca Sammarinese di investimento chiedendo l’ elenco dei soci. «Scherza?». Idem, ha scritto Gerevini, succede se si fa la stessa domanda a una qualsiasi delle tante società fiduciarie. Proprio quelle che una volta abolito formalmente l’ anonimato societario potranno fare da comodo schermo agli azionisti. Come sia «opaco» il sistema l’ hanno sperimentato anche gli uomini della Banca d’ Italia. I quali sono riusciti a concordare un «Memorandum of understanding» (accordo che consente ispezioni incrociate nelle filiali all’ estero) perfino con la Svizzera, ma non con San Marino. «L’ Italia chiede, noi diciamo di sì, ma a quel punto si alza di nuovo l’ asticella. Non basta mai», sospira Antonella Mularoni. E porta il caso della doppia imposizione: lì sarebbe stato negoziato un accordo, bloccato però da Roma che vuole lo scambio automatico dei dati del Fisco. Ahi ahi… Incomprensioni, sospetti, veleni. E, come nella «prodigiosa macchinetta» del Mondo Nuovo di Goldoni che «anche le mosche fa parer cavalli», ogni dettaglio viene ingigantito. Come l’ incidente di 5 mezzi dell’ esercito italiano che a maggio hanno varcato per sbaglio i confini sammarinesi. Un’ «invasione» involontaria. Ma seguita da un duro scambio diplomatico. E da un crescendo di prese di posizione sfociate nei titoli sui giornali locali di questi giorni: «L’ ira di San Marino: “L’ Italia vuole l’ embargo”», «San Marino è stufa dei silenzi italiani» «Ora fra i due Stati è vera guerra». I rapporti con Roma sembrano tornati indietro di un paio di secoli. Ai tempi in cui la Città Eterna era la capitale dello Stato Pontificio e un «libello» di chiara marca vaticana (citato dallo scrittore Verter Casali nel volume “Il delitto Bonelli”) descriveva nel 1823 l’ antichissima Repubblica fondata dall’ eremita San Marino nel 301 d.C. come un «nido di perversi fuggiaschi delittuosi e ribelli; salvezza di rei, che pagano la locale autorità; perenne disordine nell’ amministrazione pubblica; ove altro non trovasi che la miscredenza e l’ irreligione; ove covansi gli odi, le frodi e il malcostume; ove l’ insubordinazione è la guida dei prepotenti cittadini, che sotto simbolo d’ indipendenza tramandano l’ uno all’ altro il comando…». Una lettura rovesciata rispetto a quella, ad esempio, di Napoleone. Il quale ironizzava sul segretario di Stato sammarinese Arturo Onofri che era bassotto e portava alla cintola uno spadino esagerato («ha lo spadino che gli esce dal territorio», rise) ma rispettò quella piccola Repubblica capace di resistere per secoli indipendente, senza sognarsi di minarne l’ integrità. Fu per questo che Garibaldi in fuga da Roma verso la Venezia di Daniele Manin, braccato dagli austriaci, trovò naturale chiedere asilo qui. E per questo Giosuè Carducci, nel suo discorso «La libertà perpetua di San Marino» del 1894, si lasciò travolgere dall’ ammirazione: «Al basso il caos barbarico muggiva informe e selvaggio: quassù la poca superstite gente latina faceva o rifaceva pianamente i gradi per cui da Dio viensi all’ uomo, dalla visione alla legge, dal paradiso alla repubblica…». E la merita davvero, San Marino, l’ ammirazione del pianeta. Come disse Paolo VI, la sua è la storia di «un piccolo popolo che parla ai grandi». Grandi che hanno talora gesti formidabili fino all’ eccentricità. Come la Cina che anni fa firmò un trattato bilaterale in base al quale i cittadini del Titano (la cosa era reciproca, si capisce) avevano diritto ad andare a Pechino senza il visto. Guai a sottovalutarli, i sammarinesi. Ne sanno qualcosa gli inglesi. Che saltarono i mondiali di calcio 1994 a causa di un pallone scagliato da Davide Gualtieri nella porta di David Seaman 8 secondi dopo l’ inizio della partita delle qualificazioni San Marino-Inghilterra a Bologna. La squadra britannica, certo, aveva poi dilagato: 7-1. Ma sarebbe rimasta a casa per differenza reti. Un gol. Quello di Gualtieri. Vale la pena, si chiedono molti sammarinesi, di sporcare una luminosa storia di 17 secoli con la macchia infamante di «staterello canaglia» dovuta all’ ingordigia che ha spalancato le porte, con leggi troppo permissive, a soldi di dubbia provenienza e bucanieri di dubbia moralità? Enzo Mularoni, antico presidente dell’ associazione industriali, ridacchiava: «La produzione sammarinese si divide in due tronconi: il manifatturiero e il fatturiero». Cioè la produzione di fatture taroccate. Raccontava Giorgio Gandola sul Giornale, che scomparivano «più mandrie qui che a ovest del Pecos negli anni di Billy Kid». E proseguiva: «Mucche, migliaia di mucche svaniscono nel nulla mentre salgono sul monte Titano verso le fattorie di San Marino». Tutto virtuale. Tutto finto: «Quintali di carta in entrata, non un solo foglio protocollo in uscita: secondo le statistiche del fabbisogno di carne, ogni abitante della piccola Repubblica mangia quattro bistecche al giorno». Ci hanno giocato per anni, i sammarinesi, su queste cose. Fino a ieri. Lo dimostrano le 106 persone indagate e le tre arrestate giovedì (compresa la vicepresidente del San Marino calcio) per l’ evasione delle imposte su un miliardo e mezzo di euro di merci: un miliardo e mezzo. Un’ economia taroccata che ha affiancato quella reale. Le fabbrichette di ceramica o di mobili tipiche del dorsale adriatico. Il turismo, che vede l’ arrivo di circa due milioni di visitatori l’ anno, sia pure incursori «mordi e fuggi» che salgono dalle spiagge romagnole. Ma soprattutto l’ apparato che ruota intorno allo Stato. Una macchina imponente: 4500 dipendenti pubblici. Pari a uno ogni 7 abitanti. Come se in Italia ne avessimo 9 milioni. Con dettagli irresistibili, quali l’ obesità del comitato olimpico locale: ottanta addetti. «Eh sì, siamo più ricchi degli emiliani che sono tra i più ricchi degli italiani», ammiccavano tempo fa dei sammarinesi a Libération. Ma quale Stato al mondo può permettersi di dare uno stipendio a un cittadino su sette? Il sistema ha tenuto solo grazie allo spropositato afflusso di capitali. Pochi dati dicono tutto. Nel suo fazzoletto di 61 chilometri quadrati, San Marino ospita 12 banche: una ogni 2.619 abitanti. In Italia ce n’ è una ogni 73.600. Per non parlare di una settantina fra finanziarie e società fiduciarie. Nei serenissimi forzieri erano custoditi 13 miliardi 611 milioni di euro: 433.844 a sammarinese. Ventuno volte di più del deposito pro capite di gente ricca quali gli aostani, ventitré più dei trentini. «Erano» custoditi: a causa dello scudo fiscale anche i sammarinesi, come gli svizzeri, hanno avuto una botta. Una mazzata da quattro miliardi 753 milioni di euro, poco meno del 35% di tutti i soldi parcheggiati. Certo, non tutti i denari sono materialmente usciti dalle casseforti della Repubblica. Una parte è stata solo «regolarizzata». Ma la fetta più consistente se n’ è andata per rientrare in Italia: due miliardi 774 milioni. Una emorragia tale da far vacillare molte certezze costruite a partire dagli anni Ottanta, quando banche e finanziarie avevano cominciato a crescere come panna montata. Attirando sempre più imprese nostrane. Richiamate da una tassazione che manco il Cavaliere si è mai sognato di promettere: il 17%. Che scende fino al 12 nell’ Irpef per gli stipendi più bassi. Cosa che fa lievitare lo stipendio di un maestro, un postino o un gendarme (uno ogni 149 persone sul Titano, uno ogni 298 da noi) verso vette cui nessun dipendente pubblico italiano può aspirare. Reddito pro capite 2008: 41.446 euro (ottomila più di quello lombardo) contro una media italiana di 26.277. Un paradiso. «Fiscale», precisa Tremonti. Che per San Marino è diventato negli anni una specie di bestia nera nonostante la torta più famosa del Titano sia la «Tre Monti» e nonostante la Serenissima Repubblica abbia oggi un governo di destra. La svolta è cominciata al G20 di Londra, appunto, sui paradisi fiscali un paio d’ anni fa. Da allora, niente è più lo stesso. Nelle riunioni delle commissioni miste Roma non si stanca di sottolineare l’ odore di presenze criminali ai margini della piccola Repubblica. Ed è iniziato il giro di vite. Culminato con una norma introdotta nel «decreto incentivi»: su chi fattura più di 5 mila euro con San Marino il Fisco vuole sapere vita, morte e miracoli. Una tagliola feroce, dicono nella Repubblica, studiata apposta per far scappare le imprese italiane: «E’ un embargo». Per non parlare poi della minaccia di schiaffare il Titano nella lista nera dei paradisi fiscali. Quella spada di Damocle è sempre sospesa sulla testa dei due Capitani reggenti. Non sono servite le affettuosità di Renato Brunetta, arrivato a proclamarsi «l’ agente all’ Avana» di San Marino. Né quelle di Claudio Scajola, ricambiato con l’ onorificenza di «Cavaliere di Gran Croce dell’ ordine equestre di Sant’ Agata» poco prima di doversi dimettere per il famigerato «aiutino» per la casa al Colosseo proveniente «a sua insaputa» dalla Cricca. Cricca che, come è noto, proprio a San Marino aveva alcune casseforti. Il governo del Titano giura oggi d’ avere svoltato da tempo. Abolendo ad esempio (anche se è tutto fermo perché manca il regolamento d’ attuazione) il divieto di ogni intercettazione. Sarà. Ma ancora non si è assestato il terremoto che ha investito la Banca centrale. Dove il capo della Vigilanza Stefano Caringi, ex ispettore della Banca d’ Italia, è stato rimosso dal Consiglio direttivo. In pratica, visto che la decisione è stata presa scavalcando il presidente (italiano) Biagio Bossone e il direttore generale (italiano) Luca Papi, dal governo. Antonella Mularoni dice che era venuto meno il rapporto di fiducia. La tesi italiana è che Caringi aveva ficcato il naso dove non doveva. Negli affari della «Banca Partner» del potente immobiliarista locale Mario Grandoni? Chissà. C’ è chi scommette che il «rapporto di fiducia» sia andato in crisi quando il dirigente ha accettato di rispondere al magistrato forlivese Fabio Di Vizio. Fatto sta che dopo il repulisti, Bossone e Papi si sono dimessi con una lettera messa in rete prima di essere spedita ai Capitani reggenti. Dentro, affermazioni pesanti. Una rottura traumatica. Che ha lasciato la Banca centrale senza vertici. E ha impedito al «ficcanaso» licenziato di godersi lui pure, chissà, la concessione del titolo di «Cavaliere di Gran Croce dell’ ordine equestre di Sant’ Agata». Un peccato. L’ onorificenza pare sia agognata, dagli italiani. Per informazioni, chiedere a Cosimo D’ Arrigo. Comandante della nostra Guardia di Finanza. Quella che a San Marino fa le pulci. Curioso, no?
    Rizzo Sergio, Stella Gian Antonio

    Pagina 014/015
    (19 giugno 2010) - Corriere della Sera

  78. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Trovarono un teschio e due femori.
    Incrociati.

    La bandiera dei pirati!
    Si può registrare al nostro registro navale?
    :biggrin2:

  79. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Quattro anni e passa murato vivo in una cella che era una tomba, senza porta, collegato al resto del mondo solo da una finestrella.

    Ma non si era buttato di sotto?
    :mrgreen:

  80. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Da paradiso della libertà a paradiso fiscale

    Pagina 014/015
    (19 giugno 2010) - Corriere della Sera

    Questa è la risposta alla conferenza stampa in quel di Roma!
    Non c’è dubbio, è stata un successone!
    :lol: :lol: :lol: :lol:

  81. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Ma Cagliostro, era sepolto sotto il letto o sotto il comodino?
    Quella non era la camera da letto ma la camera mortuaria!
    :biggrin2:

  82. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    L’ onorificenza pare sia agognata, dagli italiani. Per informazioni, chiedere a

    Ludovico Ligato.
    :lol: :lol: :lol:

  83. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    L’onorificenza pare sia agognata, dagli italiani.

    Mica tanto! Pare che porti sfiga.
    :|
    Non doveva venire Maroni?
    Sembra che gli avessero promesso il collare e lui toccandoseli, ha detto:
    Col cazzo che vengo su!
    :mrgreen:

  84. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    La piccola Repubblica che salvò Garibaldi
    Diplomazia e buon senso beffarono gli austriaci

    Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 1849 giunse al cospetto di una trepidante Reggenza di San Marino il quartiermastro della cavalleria di Giuseppe Garibaldi, Francesco Nullo, accompagnato da dodici uomini, per annunciare l’ intenzione del Generale di ottenere il permesso di transito delle sue truppe nel territorio della Repubblica del Titano. La risposta fu cortese, ma sostanzialmente negativa, nella convinzione che l’ incombente presenza di diverse colonne dell’ esercito austriaco, ormai vicine ad un vero e proprio accerchiamento, precludesse ogni possibilità di manovra alle «camicie rosse» e quindi mettesse a rischio - come ebbe a dire il capitano reggente Domenico Belzoppi - «la conservazione di questo antico asilo della pace e della libertà». Nullo, però, non riuscì a riattraversare lo schieramento nemico e Garibaldi affidò il rinnovo della sua richiesta a padre Ugo Bassi, il barnabita cappellano della Legione garibaldina, assurto a simbolo stesso dell’ impossibilità di conciliare la lotta per l’ unità e l’ indipendenza nazionali al permanere dello Stato pontificio. La posizione delle autorità locali non poteva cambiare. Garibaldi, però, a quel punto si trovava agganciato da sud dalle avanguardie austriache dell’ arciduca Ernesto d’ Asburgo, che gli avevano sottratto l’ unico cannone rimasto a disposizione, e veniva avvisato, da un messo mandatogli d’ urgenza dallo stesso Ugo Bassi, di come il religioso avesse visto di persona, dalle finestre della caffetteria di Lorenzo Simoncini, dove il religioso aveva trovato generosa ospitalità, i fuochi di bivacco dei reparti guidati dal generale Hahne accampati a nord. Non restava al Generale che rompere gli indugi ed attraversare la frontiera del piccolo Stato con i suoi 1800 volontari e presentarsi direttamente la mattina del 31 al palazzo delle Udienze per domandare ancora ospitalità, in quanto rifugiato, dichiarando nel contempo di deporre le armi nell’ ammissione che cessava in quel momento «la guerra Romana per l’ indipendenza d’ Italia» e di sperare nell’ intercessione del governo locale presso le soverchianti forze avversarie per «la salvezza di coloro che mi hanno seguito». Un atto che voleva essere, ad un tempo, constatazione della sconfitta, almeno temporanea, dell’ impresa politica e militare realizzata in una Roma designata comunque a simbolo dell’ inevitabile confronto tra vecchi e nuovi valori, tra sogno rivoluzionario e conservazione degli assetti di sempre; ma pure richiamo al mito plurisecolare di una repubblica di San Marino intangibile luogo di governo democratico, di libertà di popolo, di indipendenza, di purezza di costumi: un mito elaborato fin dal ‘ 600 in contrapposizione alle imposizioni tiranniche del periodo e richiamante la perduta «età dell’ oro» dei comuni italiani e che, tutelato perfino da Napoleone conquistatore della penisola quale deposito della «virtù repubblicana», non poteva non andare ad incontrarsi con gli ideali ed i sentimenti di cui si andava nutrendo il romanticismo italiano, così attento alle radici di una storia di popolazioni libere e gelose della propria autonomia. Il mito letterario si faceva, dunque, lievito di ben concrete scelte politiche e culturali, portando San Marino a salvaguardare la delicata equidistanza tra le possenti diplomazie che l’ attorniavano e la partecipazione alla sensibilità collettiva diffusa nella regione di cui faceva pur fisicamente parte. Ecco che il diritto di asilo, concesso ai profughi delle persecuzioni effettuate da regimi ostili alla libertà (e attuato fin dai primi anni della Restaurazione soprattutto a favore di ricercati dal governo pontificio, con il quale si mantenevano ad ogni buon conto costanti rapporti) diveniva pietra di paragone di tale difficile, praticato equilibrio, fino all’ episodio culminante della richiesta di Garibaldi. Qui le circostanze presentavano, infatti, un livello di complessità superiore, perché ci si trovava di fronte ad un contingente militare vanamente rincorso lungo tutta l’ Italia centrale da ben quattro eserciti, dopo che questo aveva difeso la Roma che aveva proclamato la Repubblica, aveva decretato la fine del potere temporale, aveva visto i popolani di Trastevere alzare le barricate contro l’ invasore francese, aveva ubbidito alle suggestioni dell’ incarnazione stessa della rivoluzione nazionale, di Giuseppe Mazzini, cioè, il quale il 28 giugno, a poche ore dal definitivo assalto del nemico e rifiutando l’ ipotesi tattica di Garibaldi orientato ad abbandonare la città per avviare una guerriglia nelle campagne, scriveva: «La difesa di Roma ha commosso l’ Europa, ha messo e mantiene sull’ orlo di una rivoluzione la Francia, ha mutato radicalmente l’ opinione in Inghilterra». Con la certezza, dunque, che l’ Europa non sarebbe stata più come prima di fronte a quell’ esempio luminoso di democrazia in atto. E allora come la metteva la repubblica della libertà per antonomasia alla prova della realtà e fuori dalle citazioni colte? Tanto più che quella fuga dei garibaldini da Roma (erano quasi 5000 al momento della partenza) nella speranza di raggiungere Venezia ancora in mano ai rivoluzionari di Manin, realizzata a dispetto degli eserciti stranieri impegnati nell’ inseguimento, stava dando un ulteriore decisivo contributo alla costruzione dell’ immagine di Garibaldi, eroe militare certamente, ma nel contempo in grado di identificarsi con la gente comune e di suscitarne l’ adesione alla propria causa. L’ equilibrio di sempre pareva difficile da salvaguardare e si rischiava di dover scegliere in modo irreversibile in quale campo collocarsi, con le «camicie rosse» in casa e gli austriaci a premere minacciosi sui confini. La consumata abilità di una tradizione di prudente diplomazia, cui la Reggenza seppe ancora ispirarsi, incontrandosi con il buon senso unito all’ audacia di Garibaldi, seppero far fronte alla situazione. Si prese tempo inviando ambasciate ai due diversi campi militari austriaci, riportando condizioni di resa diverse: da quella incondizionata, alla richiesta, tra l’ altro, di un impegno vincolante di Garibaldi e Anita a stabilirsi in America. Il rifiuto del Generale fu inevitabile ed egli si predispose ad una coraggiosa fuga notturna, fidando sull’ esperienza di una guida sanmarinese, che seppe portare il drappello di uomini (circa 200, insieme ad Anita febbricitante, ma ostinata nel voler restare insieme al suo uomo) decisi a seguirlo oltre i confini del piccolo Stato e verso l’ Adriatico, da dove si sperava di potersi imbarcare verso la città lagunare e dove si consumò l’ ultima fase di un’ epopea destinata a rappresentare una delle espressioni più avvincenti del risorgimento partecipato e sentito «dal basso» del popolo italiano. Nel pomeriggio, però, di quel 31 luglio, Garibaldi, dopo aver visitato i feriti ricoverati nei conventi, aveva redatto l’ ultimo ordine del giorno per i suoi uomini. Rendendo omaggio alla generosità degli ospiti, da ringraziare e da rispettare, ordinava lo scioglimento da ogni obbligo d’ accompagnarlo e invitava i commilitoni a tornare nelle rispettive case, con il ricordo indelebile, comunque, che «l’ Italia non deve rimanere nel servaggio e nella vergogna!». Che furono poi le parole richiamate da Giosuè Carducci a conclusione dell’ orazione alla «Libertà perpetua di San Marino», pronunciata sul Titano il 30 settembre 1894, a testimonianza di come la vicenda antica della Repubblica si innestasse senza soluzione di continuità nella storia concreta della nuova Italia nascente: «l’ ombra della repubblica protesse l’ eroe che affrontava i fati novi d’ Italia». Questi potevano «risorgere» perché «il cenere dell’ italica libertà sparso ai venti», sui quei monti appartati eppure orgogliosi, era stato conservato e trasmesso per l’ edificazione delle «sorti nove d’ Italia». Suggello di un poeta al definitivo collocarsi di San Marino ben all’ interno della vicenda unitaria della penisola, senza che questo ne condizionasse l’ indipendenza e le forme di autogoverno repubblicane e rappresentative.

    Varni Angelo

    Pagina 17
    (19 giugno 2010) - Corriere della Sera

  85. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Mangiate Montana, è carne ben scelta,
    così, in gelatina, è pratica, svelta;
    il tipo normale o esportazione,
    in casa, all’aperto, in ogni occasione.
    Così nutriente, appetibile, sana,
    è carne ben scelta: è carne Montana!!!…”

    richiamo al mito plurisecolare di una repubblica di San Marino intangibile luogo di governo democratico, di libertà di popolo, di indipendenza, di purezza di costumi: un mito elaborato fin dal ‘ 600 in contrapposizione alle imposizioni tiranniche del periodo e richiamante la perduta «età dell’ oro» dei comuni italiani e che, tutelato perfino da Napoleone conquistatore della penisola quale deposito della «virtù repubblicana»

    :biggrin2:

  86. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    le parole richiamate da Giosuè Carducci a conclusione dell’ orazione alla «Libertà perpetua di San Marino», pronunciata sul Titano il 30 settembre 1894

    Ma non era il 1° ottobre?
    :mrgreen:

  87. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Ma non era il 1° ottobre?

    Cominciò il 30 settembre e finì il giorno dopo.
    :mrgreen:

  88. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    Cominciò il 30 settembre e finì il giorno dopo.

    Cazzo che orazione!
    :dance:
    Non mi ricordo chi tenne l’orazione nel 1957!
    :biggrin2:

  89. De Sade il 20 giugno 2010 scrive:

    W la libertà di stampa!
    I fumetti nostrani prendano esempio da l’Equipe che ieri titolava così in prima pagina riferendosi ad Anelka vs Domenech!
    “Va te faire enculer sale fils de pute!
    :mrgreen:
    Vi immaginate se il ciarlatano smoggi titolasse così riferito alla black list?
    :lol: :lol: :lol:
    W la France!
    :clap:

  90. Stefano Giacomini il 20 giugno 2010 scrive:

    Non mi ricordo chi tenne l’orazione nel 1957!

    Il 1° Ottobre???
    Giovanni Valli detto ‘Belìn’ o ‘il Genovese’.
    :biggrin2:

  91. Jean Marc il 21 giugno 2010 scrive:

    W la France!

    Ici Londres, les Français parlent aux Français….

  92. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    richiamo al mito plurisecolare di una repubblica di San Marino intangibile luogo di governo democratico, di libertà di popolo, di indipendenza, di purezza di costumi: un mito elaborato fin dal ‘ 600 in contrapposizione alle imposizioni tiranniche del periodo e richiamante la perduta «età dell’ oro» dei comuni italiani e che, tutelato perfino da Napoleone conquistatore della penisola quale deposito della «virtù repubblicana»

    :roll: :”…Così democratici…e quarda come siamo finiti…un mistero!!!…”
    :shifty: :”…Un filtro magico del Cagliostro suppongo!!!…”
    :mrgreen:

  93. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    ogni abitante della piccola Repubblica mangia quattro bistecche al giorno»

    Tutte quattro…tutti i giorni…altrimenti passi dei guai.
    Che dolori!!!
    :pray:

  94. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    nonostante la Serenissima Repubblica abbia oggi un governo di destra

    :naughty: :”…Tutti di centro moderati…diffidano dei ‘bordi’!!!…”
    :biggrin2:

  95. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    Che brividi quando in ‘Casablanca’ Lazlo canta con l’orchestra nel locale di Rick Bogart ‘Allons enfants de la patrie…’!!!
    :dance:

  96. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    Che brividi quando in ‘Casablanca’ Lazlo canta con l’orchestra nel locale di Rick Bogart ‘Allons enfants de la patrie…’!!!

    :roll: :”…E dire che da noi i due rappresentanti del Capo proibirono la lettura del ‘Contratto Sociale’ di Rousseau…”
    :shifty: :”…E tutti a ‘Casablanca’ per diventar ‘moderati di centro’…”
    :mrgreen:

  97. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    richiamo al mito plurisecolare di una repubblica di San Marino intangibile luogo di governo democratico, di libertà di popolo, di indipendenza, di purezza di costumi: un mito elaborato fin dal ‘ 600 in contrapposizione alle imposizioni tiranniche del periodo e richiamante la perduta «età dell’ oro» dei comuni italiani e che, tutelato perfino da Napoleone conquistatore della penisola quale deposito della «virtù repubblicana»

    :roll: :”…E dopo mi toccano pure la solite 4 bistecche!!!…”
    :biggrin2:

  98. Stefano Giacomini il 21 giugno 2010 scrive:

    :roll: :”…Gli impiegati statali non rischiano lo stipendio…”
    :shifty: “…ma verranno pagati in ‘fiches’…”
    :love:

  99. Stefano Giacomini il 23 giugno 2010 scrive:

    Napoleone ironizzava sul segretario di Stato sammarinese Antonio Onofri che era bassotto e portava alla cintola uno spadino esagerato («ha lo spadino che gli esce dal territorio», rise)

    :biggrin2:

  100. Petronio il 23 novembre 2010 scrive:

    Quali sono le aziende di servizi che sembra abbiano concesso appoggio logistico a Errani il quale si difende dicendo.. non sono io che evadevo, ma gli sponsor … ???
    La pentola é colma… ???

  101. Petronio il 23 novembre 2010 scrive:

    E’ possibile che in questa Repubblica non emerga nulla o quasi nulla a livello di responsabilità individuali ???
    Not is possible !

  102. Petronio il 23 novembre 2010 scrive:

    Chi é, nome e cognome, uno dei gestori che la Guardia di Finanza dice essere un cittadino del Titano di 50 anni, con precedenti specifici per frodi carosello nel settore della telefonia ???. Che é stato denunciato a piede libero…???

  103. Petronio il 23 novembre 2010 scrive:

    Errani

    uno dei gestori

    cittadino del Titano di 50 anni

    Chi é costui ???

  104. Petronio il 23 novembre 2010 scrive:

    Da http://www.libertas.sm:
    Finanziarie a San Marino, in cambio di danaro sonante. T. Lonfernini, Dc
    pubblicato martedì 23 novembre 2010 alle 15:10
    Il sistema finanziario di San Marino è arrivato ad attivare (l’ultimo nel 2009) 72 ‘soggetti autorizzati’: 12 banche e 60 tra finanziarie, fiduciarie, società di gestione, compagnie d’assicurazione.
    Teodoro Lonfernini, consigliere del Partito Democratico Cristiano Sammarinese, ha trattato l’argomento su La Tribuna Sammarinese.
    Non possiamo poi non ricordare che tutto quello che ci “rimprovera” il Ministro Italiano Tremonti deriva anche dalle loro azioni o non azioni politiche; tra l’altro fu proprio nel 2006, in piena campagna elettorale, che furono concesse società finanziarie, società di auto noleggio, per non parlare di altre realtà societarie che sono state rilasciate con delibere occulte del Congresso di Stato e poi consegnate, si dice per finanziarsi e finanziare qualche galoppino, per ottenere consensi elettorali? Domanda che i cittadini sarebbero curiosi di conoscere.

    “Accuse gravissime”, si parla di delibere occulte e …., di fronte a simili affermazioni come si fa a non intervenire direttamente, tramite Autorità giudiziaria, potendosi configurare reati “penali” ???

  105. De Sade il 23 novembre 2010 scrive:

    Domanda che i cittadini sarebbero curiosi di conoscere.

    Infatti, solo che dopo si deve andare ancora un po più indietro ed arrivare a Long Drink. Lì si che finanziavano le campagne (anzi champagne) elettorali, ma del suo partito!
    :lol: :lol: :lol:
    Ma vada a prendere per il culo qualcun’altro!
    :doh:

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