feb
17
Come le pecorelle escon dal chiuso
Pubblicato nella categoria Interni da Minosse alle 0:39.
Un mese fa, in qualità di vicepresidente, ho avuto occasione di presentare agli studenti che frequentano il triennio del liceo economico l’ex presidente di Banca Centrale, Dott. Biagio Bossone, che come relatore ha saputo catturare per circa due ore l’attenzione di un’ottantina di ragazzi, illustrando analogie e differenze tra la crisi economica attuale e quella del 1929.
Devo dire che prima di conoscerlo nutrivo nei suoi confronti qualche pregiudizio di natura ideologica, tanto che durante la breve presentazione ho buttato là provocatoriamente alcune pillole marxiane come la caduta tendenziale del saggio di profitto e le crisi cicliche in cui inevitabilmente il sistema produttivo borghese è costretto, per sua natura, ad annaspare. Tuttavia già a pelle avevo avuto l’impressione di non trovarmi di fronte al classico parruccone impettito, difensore ad oltranza del sistema capitalistico tout court, e le critiche da lui rivolte al mondo della finanza allegra, il richiamo costante all’etica dei comportamenti, volto a non scindere mai l’interesse individuale dalla ricerca del bene comune, mi hanno fatto capire che nonostante il nostro diverso retroterra culturale, l’intento perseguito fosse ispirato a principi morali ben saldi. Questa è l’impressione che ho ricevuto dell’uomo. L’esperto finanziario non si discute: già membro del Consiglio Direttivo del FMI, consigliere privilegiato del Governatore di Bankitalia e con un curriculum di titoli e di incarichi prestigiosi a livello mondiale.
Nel giro di quindici giorni in un crescendo di decisioni clamorose si è giunti alla rimozione di Stefano Caringi dal ruolo di ispettore del Coordinamento di vigilanza e alle conseguenti dimissioni di Presidente e Direttore di Banca Centrale. Tali fatti sono di una gravità inaudita, di cui non tutti i Sammarinesi hanno colto le dimensioni ma le cui ripercussioni non tarderanno a farsi sentire se, come auspica il mio amico Tito, sempre più perplesso circa l’azione governativa, lo strappo istituzionale non verrà ricucito in tempi brevi.
La lettera di Bossone e Papi accusa il Governo di aver esercitato pressioni e interferenze su Banca centrale, volte a sospendere ispezioni scomode, concedere autorizzazioni in mancanza di requisiti, ammorbidire interventi e sanzioni.
Le reazioni a queste gravi accuse non sono state circostanziate ma, mantenendosi sul generico, sono andate dallo scomposto all’offeso, al minaccioso.
Incominciamo dal peggio! il quotidiano informatico Giornale.sm / la voce della verità, diretto dal noto amministratore Marco Severini, apostrofa nel seguente modo i dirigenti di Banca Centrale “… come possono attecchire certi figuri forensi nelle menti bacate di qualche sammarinese?” seguono improperi vari ai propri lettori che seguono come asini certa stampa locale. D’altronde questo libello informatico fa dell’aggressione verbale e dell’italiano stentato i propri punti di forza. Ma la cosa più grave è che tale sguaiato quotidiano funga quasi da bollettino governativo, da cui veniamo a sapere che il Segretario alle Finanze configura Banca Centrale alla stregua di un partito che attacca il governo con malcelati fini politici.
Bisogna riconoscere che il delirio berlusconiano è contagioso: la paranoia antimagistratura, oltrepassando l’Ausa, assume le sembianze di sindrome da accerchiamento finanziario, colorandosi anche con sfumature patriottarde quali “… i Sammarinesi sono buoni, ospitali, diplomatici… ma non ci debbono toccare la nostra sovranità, sennò i Sammarinesi diventano nervosi… non vogliamo padroni, soprattutto italiani… non ci possiamo far governare da chi non ha radici”. Ma non tutti all’interno del Congresso di Stato sono disposti a spingersi su questo sentiero, consapevoli del grosso rischio a cui verrebbe esposto il nostro paese e, pur dietro l’apparente uniformità di facciata, si notano dei distinguo, come quello del Segretario agli Interni, che affermando “… non accettiamo che resti agli atti che il governo, quindi tutti i Segretari, abbiano fatto pressioni e interferito” intende smarcarsi rispetto alle accuse lanciate da Bossone.
A questo punto anche i più timidi prendono coraggio, infatti è dell’ultim’ora la richiesta di dimissioni che gli Europopolari avanzano nei confronti del Segretario Gatti: citando Dante potremmo dire che anch’essi “come le pecorelle escon dal chiuso”.
Maurizio Gobbi
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7 Commenti per “Come le pecorelle escon dal chiuso”
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Anche se in ritardo, pubblico l’articolo del professor Gobbi perché mi pare un contributo importante alle discussioni che affrontiamo ultimamente. Purtroppo non sono riuscito a reperire una foto del professore, non è che voi potreste aiutarmi?
Dove ti nascondi, pecorella?
Dimmi dove sei andata, su quale stella.
Dimmi se i tuoi occhi che amo tanto
hanno un giorno almeno, un giorno pianto.
Sei andata via
Mi hai detto: voltati
e sei andata via
ed io come un cretino ho giocato fino in fondo
mi son voltato e adesso sono solo al mondo.
Cosi’ provo a cercarti
ma c’è soltanto una nuvola che può somigliarti.
Però laggiù qualcosa si muove
Porco Giuda è buio e poi fra un’ora piove.
Milady, Milady ma se non ti muovi come pensi che io ti trovi?
Confusa tra tante stelle, oppure chi lo sa dove sarai..
Magari in piedi, nascosta da qualche parte, Pecorella il mondo è troppo grande.
Non lasciarmi solo qui, qui con me.
E’ straordinario, il mare visto dall’alto è un piatto, sembra un biliardo
Le nuvole che passano veloci, com’è bello la sera al mare che si accendono le luci..
Ma.. Eh..
Che porca vita è mai questa, sempre col coltello nella schiena e un desiderio che si secca in gola e il cuore è un’altalena.
Ma ecco che ti vedo, tu mi guardi.. come guardi pecorella, come guardi!
E com’è vero, che negli occhi c’è tutto e che ogni sguardo è un mistero.
Vedo che anche tu ti commuovi, finalmente ti avvicini a dirmi cosa provi.
In piedi, nuda rimani in piedi, pecorella ti vedessi nuda come sei bella
e niente vicino a te, quella stella: brutta quella stella!
Mi credi, è bello se tu mi guardi, adesso è troppo tardi.
Dimmi è vero che domani partirai?
E se parti, dimmi ddo’ vai!
Ma, sono pecorelle o pecoroni?
Quando passa Nuvolari……
Dal Corriere della Sera del 18 febbraio 2010
Benedetto XVI in un discorso al clero romano
Il Papa: «Rubare e mentire, non è umano»
«Non si dica più “ha mentito: è umano; ha rubato: è umano”». Lo chiede il Papa nel discorso rivolto al clero di Roma. «Questo non è il vero essere umani. Essere umani è invece essere generosi, essere a immagine di Dio», ha aggiunto Benedetto XVI. «Il peccato non è mai solidarietà, è sempre desolidarizzazione».
Intervento assai attuale anche nella nostra realtà.
Riusciranno le pecorelle in nome anche dei valori cristiani a cui si ispirano, ad uscire dal chiuso.
Preferisco non commentare…..!