San Marino è in guerra!

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 San Marino è in guerra!Quando le cose prendono una brutta piega (e negli ultimi due anni capita spesso), leggiamo e sentiamo la celeberrima locuzione: San Marino è in guerra. Sono due le tipologie di soggetti che amano usare questa frase: 1) quelli che non vedono oltre il loro naso; 2) tutte quelle persone che hanno molto da perdere se le cose dovessero cambiare e che quindi sperano, con i loro interventi, di ingrassare le fila delle persone di cui al punto 1). In questo delicatissimo momento storico non abbiamo bisogno ne degli uni ne degli altri. Sicuramente qualcuno mi additerà come traditore della patria perché chi non si conforma a questa moda sta dalla parte del nemico, ma tutto ciò non è assolutamente vero, anzi credo che aprendo gli occhi si possa essere più patrioti di una schiera di automi. La verità è che San Marino non è in guerra contro l’Italia, perché se lo fosse sarebbe in guerra col mondo intero (perlomeno la quasi totalità di quello occidentale). Tutte quelle persone che pongono il loro sguardo oltre i confini sammarinesi sanno che gli ultimi avvenimenti non sono da ricondurre all’esclusiva volontà italiana, ma a quella del G20 e della Comunità Europea. Il mondo ha deciso di porre un freno alla finanza creativa, ma c’è una nazione di trentamila anime arroccate su un monte nel mezzo dell’Italia che fanno della finanza creativa il baluardo della loro indipendenza. Ditemi voi se questa è una posizione sostenibile. Siamo diventati tutti scemi? Forse il vero problema è che molti sammarinesi non intendono rinunciare al “dolce far niente”, quindi non serve a nulla sventolare i tanti accordi bilaterali accumulati dalla Mularoni come se fossero figurine di un album di cui solo lei fa la raccolta. O facciamo sul serio o siamo finiti! Il paese è piccolo e il cittadino è facilitato nell’attività di controllo dei risultati politici ottenuti da chi li governa. Avete voi notato dei cambiamenti? Riformulo meglio la domanda: avete voi constatato una diminuzione di quei soggetti che senza il “sistema San Marino” avrebbero ancora le pezze al culo? Io no, quindi a cosa mi servono le dichiarazioni di Cip & Ciop? Dall’Italia arrivano molti impulsi con l’obbiettivo di smuoverci, ma noi ci concentriamo sulla collezione di figurine della Mularoni e in pratica non facciamo niente. Abbiamo anche il coraggio di scandalizzarci quando ci mettono davanti alla cruda verità. In un recente Consiglio non secretato un giovane sammarinese (Andrea Zafferani di AP) ha centrato il problema tanto che il suo intervento è stato accolto come un pugno nello stomaco da parte della maggioranza e del suo stesso partito. Parafrasando il discorso di Zafferani quello che ci serve sono controlli interni che ci permettano di individuare le mele marce prima che facciano danni all’estero, ma iniziare anche a guardare agli evasori sammarinesi che con il loro fare minano le fondamenta del nostro stato sociale. Sono certo che se dal mondo potessero vedere questo genere di impegno i problemi diminuirebbero. Certo, i nostri problemi derivano anche da vicende personali, ma questo affligge la maggioranza come l’opposizione, quindi a meno che tutti i partiti interessati decidano di autodepurarsi non ritengo saggia l’ipotesi di elezione anticipate. C’è grande confusione nella testa di molti sammarinesi, questo lo si apprende parlando con la gente e leggendo le lettere che arrivano nelle redazioni dei giornali (vedi quella di Tribuna di oggi), questo è dovuto ad una politica che pensa solo a se stessa. Dato che moti amano ricondurre tutto al patriottismo, concludo dicendo che se quest’ultimo è mal incanalato può portare solo ad un tragico epilogo.

Quattro casi di ingerenza contro Banca Centrale

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248937 Quattro casi di ingerenza contro Banca CentraleNon uno, non due, ma ben quattro sarebbero i casi di ingerenza esercitati da alcuni Congressisti nei confronti dell’attività di vigilanza di Banca Centrale. Capisco a cosa si riferiva Gatti quando diceva di voler aumentare i controlli! Bando agli scherzi, qui la faccenda è seria. Credo che la convocazione di questa seduta straordinaria del Consiglio Grande e Generale possa passare tranquillamente alla storia come il “Consiglio della Vergogna”. Il motivo è evidente a tutti: l’infelice scelta della seduta segreta. Negli ultimi anni si è abusato di questo strumento, se ne è fatto uso per le vicende più sporche e un comportamento del genere non è più tollerabile. Un intero popolo all’oscuro di quello che la politica sta segretamente discutendo. È inaccettabile! Dispiace rilevare come le opposizioni avvallino questo comportamento scellerato, di fatto rendendosi corresponsabili. Voglio sapere di cosa si sta parlando a palazzo! Sono un cittadino ed è un mio diritto! Per me non è sufficiente sapere che il Governo, o meglio la parte pulita di quest’ultimo, abbia depositato un esposto in Tribunale nei Confronti di Bossone e Papi. Chi sa deve parlare, deve informare la cittadinanza, da parte mia mi rendo pienamente disponibile a pubblicare anonimamente ogni sorta di informazione che riceverò.

Gli “amministratori” sono in crisi di virtù

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35 Gli amministratori sono in crisi di virtùQuando si parla di crisi economica dobbiamo stare molto attenti. La crisi esiste ma bisogna rendersi conto che in realtà non tutti ne soffrono. Se il tuo reddito è diminuito ma le tue entrate riescono a coprire tutti i tuoi bisogni, per vivere non solo dignitosamente ma anche del superfluo, allora questa non è crisi. E in questa situazione si trovano la maggior parte dei Sammarinesi.
La vera crisi economica è una crisi dell’occupazione, e la stanno subendo quelle persone che hanno perso il lavoro, chi è da mesi in cassa integrazione, chi deve cercare il primo lavoro, e quelle persone o famiglie più disagiate che percepiscono un basso reddito non sufficiente a coprire le esigenze reali e i più elementari bisogni per vivere.
Purtroppo esiste anche un altro tipo di crisi, meno vistosa e più subdola e pericolosa, origine di gran parte dei mali di cui oggi il paese soffre. È la crisi dei valori, che sono la base di ogni società e dove noi tutti siamo i responsabili, a partire dal singolo cittadino fino all’intera macchina dello Stato. Questa crisi ha logorato e continua a usurare le fondamenta di una società civile e democratica.
Lo stato è in crisi economica (che non dipende solo dalla crisi economica mondiale, ma da una ereditata cattiva amministrazione dello Stato). Occorre trovare i rimedi e le soluzioni migliori a livello di occupazione e sviluppo del paese con nuove proposte e un nuovo rilancio dell’economia non più basato sui vecchi sistemi che ci hanno portato oggi a sprofondare nella nostra personale crisi economica e morale. Si deve intervenire anche sulle riforme che diano garanzie ai cittadini, per l’uguaglianza dei diritti, in modo da creare veramente uno Stato di diritto.
Gli “amministratori” del Paese sono in crisi di virtù. I politici hanno il dovere di essere onesti con il paese, dopo un impegno preso prima pubblicamente con gli elettori e poi giurando fedeltà allo Stato non possono permettersi di non tener fede alle proprie responsabilità per la salvaguardia e ricerca del bene del Paese e dei suoi cittadini, siate coerenti con quel giuramento. Soprattutto per i nuovi e giovani politici non prendete come modello certi esempi che hanno portato il Paese in questa situazione e che ancora oggi cercano di fare del loro meglio per distruggere e non far partire un nuovo sistema.
Se vogliamo veramente dare fiducia e speranza, soprattutto ai nostri giovani per credere in un futuro migliore, dipende dai nostri esempi e dalla coerenza fra quello che diciamo e quello che facciamo, altrimenti la crisi che a qualcuno piace tanto continuerà a resistere.

Leo Rondelli

Come le pecorelle escon dal chiuso

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Un mese fa, in qualità di vicepresidente, ho avuto occasione di presentare agli studenti che frequentano il triennio del liceo economico l’ex presidente di Banca Centrale, Dott. Biagio Bossone, che come relatore ha saputo catturare per circa due ore l’attenzione di un’ottantina di ragazzi, illustrando analogie e differenze tra la crisi economica attuale e quella del 1929.
Devo dire che prima di conoscerlo nutrivo nei suoi confronti qualche pregiudizio di natura ideologica, tanto che durante la breve presentazione ho buttato là provocatoriamente alcune pillole marxiane come la caduta tendenziale del saggio di profitto e le crisi cicliche in cui inevitabilmente il sistema produttivo borghese è costretto, per sua natura, ad annaspare. Tuttavia già a pelle avevo avuto l’impressione di non trovarmi di fronte al classico parruccone impettito, difensore ad oltranza del sistema capitalistico tout court, e le critiche da lui rivolte al mondo della finanza allegra, il richiamo costante all’etica dei comportamenti, volto a non scindere mai l’interesse individuale dalla ricerca del bene comune, mi hanno fatto capire che nonostante il nostro diverso retroterra culturale, l’intento perseguito fosse ispirato a principi morali ben saldi. Questa è l’impressione che ho ricevuto dell’uomo. L’esperto finanziario non si discute: già membro del Consiglio Direttivo del FMI, consigliere privilegiato del Governatore di Bankitalia e con un curriculum di titoli e di incarichi prestigiosi a livello mondiale.
Nel giro di quindici giorni in un crescendo di decisioni clamorose si è giunti alla rimozione di Stefano Caringi dal ruolo di ispettore del Coordinamento di vigilanza e alle conseguenti dimissioni di Presidente e Direttore di Banca Centrale. Tali fatti sono di una gravità inaudita, di cui non tutti i Sammarinesi hanno colto le dimensioni ma le cui ripercussioni non tarderanno a farsi sentire se, come auspica il mio amico Tito, sempre più perplesso circa l’azione governativa, lo strappo istituzionale non verrà ricucito in tempi brevi.
La lettera di Bossone e Papi accusa il Governo di aver esercitato pressioni e interferenze su Banca centrale, volte a sospendere ispezioni scomode, concedere autorizzazioni in mancanza di requisiti, ammorbidire interventi e sanzioni.
Le reazioni a queste gravi accuse non sono state circostanziate ma, mantenendosi sul generico, sono andate dallo scomposto all’offeso, al minaccioso.
Incominciamo dal peggio! il quotidiano informatico Giornale.sm / la voce della verità, diretto dal noto amministratore Marco Severini, apostrofa nel seguente modo i dirigenti di Banca Centrale “… come possono attecchire certi figuri forensi nelle menti bacate di qualche sammarinese?” seguono improperi vari ai propri lettori che seguono come asini certa stampa locale. D’altronde questo libello informatico fa dell’aggressione verbale e dell’italiano stentato i propri punti di forza. Ma la cosa più grave è che tale sguaiato quotidiano funga quasi da bollettino governativo, da cui veniamo a sapere che il Segretario alle Finanze configura Banca Centrale alla stregua di un partito che attacca il governo con malcelati fini politici.
Bisogna riconoscere che il delirio berlusconiano è contagioso: la paranoia antimagistratura, oltrepassando l’Ausa, assume le sembianze di sindrome da accerchiamento finanziario, colorandosi anche con sfumature patriottarde quali “… i Sammarinesi sono buoni, ospitali, diplomatici… ma non ci debbono toccare la nostra sovranità, sennò i Sammarinesi diventano nervosi… non vogliamo padroni, soprattutto italiani… non ci possiamo far governare da chi non ha radici”. Ma non tutti all’interno del Congresso di Stato sono disposti a spingersi su questo sentiero, consapevoli del grosso rischio a cui verrebbe esposto il nostro paese e, pur dietro l’apparente uniformità di facciata, si notano dei distinguo, come quello del Segretario agli Interni, che affermando “… non accettiamo che resti agli atti che il governo, quindi tutti i Segretari, abbiano fatto pressioni e interferito” intende smarcarsi rispetto alle accuse lanciate da Bossone.
A questo punto anche i più timidi prendono coraggio, infatti è dell’ultim’ora la richiesta di dimissioni che gli Europopolari avanzano nei confronti del Segretario Gatti: citando Dante potremmo dire che anch’essi “come le pecorelle escon dal chiuso”.

Maurizio Gobbi

7129_100787999941221_100000300649139_18498_3524732_n Il Segretario Gatti in difficoltà con le dimissioni dei vertici di Banca Centrale“Io sono molto stupito”, questo è l’icipit della vergognosa intervista che il Segretario Gatti ha rilasciato in data 09/02/2010 ad RTV. Senza annoiarvi troppo con dichiarazioni che già conoscete benissimo vi evito la trascrizione completa. La parafrasi è però doverosa: “non c’ero, e se c’ero dormivo”. Si è poi riservato di dare una risposta un po’ più dignitosa nella conferenza stampa del Congresso di Stato tenutasi ieri. Evidentemente aveva bisogno di pensarci su, così a caldo non è riuscito a sfornare niente. Le parole di Gatti hanno solamente due interpretazioni possibili: 1) Gabriele Gatti è uno sprovveduto perché ignorava quello che tutto il paese sapeva (e cioè che il trattamento riservato a Caringi avrebbe portato ad una reazione di Bossone); 2) Gabriele Gatti mente pubblicamente sapendo di farlo. In entrambi i casi non fa una bella figura e il paese come al solito incassa l’ennesimo duro colpo. Poi, il giorno dopo, arriva il tanto atteso commento di Gatti: “nessuno si può permettere di infangare un Governo che ha esattamente dimostrato l’intenzione opposta a quella paventata nella lettera (il riferimento è alla lettera che Bossone ha inviato alla Reggenza, ndr.)”. Questo esclude categoricamente l’interpretazione numero 1). Adesso il gioco politico del momento è quello di scaricare tutte le colpe addosso a Bossone, di farlo apparire agli occhi dell’opinione pubblica come un traditore che alla fine del Credo è stato meglio perdere. Chi ha nominato Bossone alla presidenza della Banca Centrale di San Marino? Quindi, a proposito di questa seconda dichiarazione, abbiamo due interpretazioni possibili (vedi sopra). La procedura è la solita: si ricorre a professionalità non sammarinesi, solitamente italiane, poi se fanno quello che gli si dice, è tutto a posto, altrimenti parte il calcio nel sedere. Poi accade che il professionista venga riassunto in posti di prestigio in Italia e guarda caso la nostra Repubblica si ritrova nel giro di poco tempo un nuovo nemico che è a conoscenza di tutti i nostri peccatucci. Chi è causa del suo male pianga se stesso. Altro elemento importantissimo è la lettera che Bossone ha inviato alla Reggenza perché il suo contenuto è esplosivo. Il Governo risponde che valuterà se ci sono gli estremi per adire le vie legali. Altra procedura ben collaudata. Scommettiamo che la minaccia cadrà nel vuoto? Comprendo le posizioni dei Segretari Arzilli e Ciavatta, ma spero vivamente che il Governo porti in tribunale Bossone, il quale nel difendersi potrà far luce sulle sue durissime dichiarazioni. Ripeto, ho i miei dubbi che le tonanti dichiarazioni dei Congressisti si tramutino in una querela.

La lettera delle dimissioni di Bossone e Papi

Pubblicato nella categoria Interni da Minosse alle 1:20. 5 Commenti

3918420691_4987b00c07 La lettera delle dimissioni di Bossone e PapiIllustrissime Eccellenze,
com’è noto, il Consiglio direttivo della Banca centrale della Repubblica di San Marino, isolando il Presidente e il Direttore generale, ha deliberato il 4 febbraio u.s. di rimuovere il dott. Stefano Caringi, ispettore del Coordinamento della vigilanza e responsabile del Dipartimento di vigilanza, dagli incarichi in essere, in esecuzione della volontà del Comitato per il credito e il risparmio che ne aveva revocato il gradimento.
La rimozione del dott. Caringi, peraltro avvenuta sulla base di motivazioni generiche e non fondate su una valutazione rigorosa dell’operato dello stesso, attesta il giudizio pesantemente negativo che il Governo della Repubblica ha già gravemente espresso sull’intera azione di vigilanza condotta dalla Banca centrale e reiterato nel suo ultimo comunicato sull’argomento: giudizio che sconfessa la missione portata avanti dalla Banca centrale di ammodernare il sistema finanziario per rafforzarne la stabilità e per permetterne una piena integrazione internazionale.
Non si comprende perché tale sconfessione abbia preso a oggetto il solo dott. Caringi e non sia stata estesa ai sottoscritti vertici della Banca centrale, primi responsabili dell’azione dell’Istituto. Il Governo dice di voler rafforzare l’azione di una vigilanza mostratasi insoddisfacente; non dice delle gravi criticità più volte e in più sedi denunciate dalla Banca centrale e rimaste inascoltate. Il Governo dice di rispettare l’autonomia della vigilanza; non dice delle interferenze e delle pressioni esercitate sulla Banca centrale per condizionarne l’azione di vigilanza, volte a sospendere ispezioni scomode, concedere autorizzazioni in assenza dei requisiti, ammorbidire interventi e sanzioni.
Paradossalmente, detta sconfessione è avvenuta nello stesso giorno in cui il Fondo monetario internazionale, massimo organo sovranazionale che ha il compito di vigilare sulle economie e sui sistemi finanziari dei paesi membri, ha rilasciato i propri rapporti ufficiali sulla situazione economico-finanziaria della Repubblica, nei quali esprime valutazioni molto positive sull’azione fin qui svolta dalla Banca centrale nel campo della vigilanza bancaria e finanziaria, pur non mancando di sottolineare i vincoli istituzionali e strutturali (fra i quali anche la scarsa autonomia e la carenza di risorse) che ne limitano l’efficacia. Tali vincoli – peraltro noti alla Banca centrale e da essa già denunciati – hanno reso assai difficoltoso recuperare il grave ritardo con il quale la funzione di vigilanza è stata avviata in un sistema sviluppatosi privo di sostanziali controlli.
Rivendichiamo con orgoglio e soddisfazione i successi riconosciuti dal Fondo alla Banca centrale, che li ha conseguiti attraverso un impegno continuo e assai intenso, svolto nell’esclusivo interesse del Paese e a beneficio della collettività sammarinese tutta. Successi resi possibili anche, e in misura determinante, proprio da quel dott. Caringi, persona degnissima e professionista stimatissimo che, in luogo di ricevere un sentito ringraziamento, è stata invece brutalmente rimossa dai propri incarichi.
La rimozione del dott. Caringi, accompagnata dalla dura critica del Governo, mira al cuore della vigilanza della Banca centrale, le trasmette un inequivocabile segnale di “addomesticamento”, ne lede l’autorevolezza e ne riduce l’efficacia. Apre una crisi esiziale per il sistema finanziario sammarinese e per la credibilità delle sue istituzioni. La Banca centrale ha svolto un ruolo cruciale nel sostenere il sistema durante la difficile fase dell’ultimo anno. La crisi in atto ne indebolirà le funzioni e non è difficile immaginare che ciò potrà ripercuotersi negativamente sulle relazioni esterne del Paese.
Tutto ciò è avvenuto nell’acquiescenza generale, nel silenzio della politica e nella disinformazione dell’opinione pubblica, artatamente indotta a credere che il capo della Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca centrale sia un traditore della Repubblica, una spia della Banca d’Italia, un ispettore che illegalmente indaga sui conti correnti di privati cittadini, un fuorilegge che viola il segreto d’ufficio, un tecnico arrogante e obsoleto, un infiltrato italiano che persegue sospetti interessi esterni – giusto per citare alcune delle qualifiche maggiormente citate. Nessuno ha ritenuto di voler cercare la verità; chi la conosceva l’ha manipolata.
In assenza di quei vagli che sono doverosi allorché si giudichi di persone e istituzioni e, al contrario, con procedure sommarie e liquidatorie è stata emessa contro Caringi e Banca centrale una sentenza sbrigativa. A essa doveva esser dato corso immediato e a essa è stato dato corso immediato e senza scrupoli da chi avrebbe dovuto sentire il dovere morale e istituzionale d’interrogarsi sulle motivazioni e di tutelare la Banca centrale e il suo personale.
Con rare eccezioni, gli stessi soggetti del mondo bancario e finanziario sammarinese hanno accettato quest’esito lasciando intendere che senza un cambio ai vertici della Banca centrale non sia possibile il cambiamento del sistema da essi voluto.
Illustrissime Eccellenze, No!
Noi non vogliamo esser parte di ciò. Noi non possiamo e non vogliamo accettare quanto è accaduto. Noi non possiamo e non vogliamo portare avanti a ogni costo sforzi che chi dovrebbe sostenere invece ostacola. Non sussistono, a questo punto, le condizioni per la prosecuzione del nostro incarico. Per questo, rimettiamo all’Eccellentissimo Consiglio Grande e Generale il mandato che ci ha conferito, del quale sempre abbiamo sentito tutto il privilegio e il quale sempre abbiamo onorato con massimo impegno e nel pieno rispetto del Paese che ci ha ospitato.
Ci sia consentito concludere con una considerazione di carattere personale. Nel corso del nostro recente incontro, anche ricco di momenti emotivamente carichi, abbiamo sentito e profondamente apprezzato il sentimento di stima e di vicinanza di cui le Loro Eccellenze hanno voluto renderci partecipi nonché quell’alto senso dello Stato da Loro incarnato nel quale anche noi fermamente crediamo e che per noi è unica bussola del nostro agire istituzionale.
L’occasione è gradita per porgere Loro gli atti della più alta stima.

Il Presidente
Biagio Bossone

Il Direttore Generale
Luca Papi

ivan-foschi SU sulla rogatoria Gatti: le bugie stanno venendo a gallaLe dichiarazioni rese dal Segretario Gatti in merito alla rogatoria giunta dalla Procura della Repubblica di Rimini mostrano un evidente imbarazzo, per certi versi comprensibile visto la portata delle accuse, ma sorprendono ancora di più quelle del Congresso di Stato che anziché pretendere di fare piena luce, tende a minimizzare la vicenda in maniera a dir poco irresponsabile. Il Segretario Gatti è accusato nientemeno che di concorso in calunnia…..
assieme a Mario Scaramella e la rogatoria è giunta non su richiesta di Alvaro Selva ma per iniziativa del PM di Rimini che indaga sull’episodio.
Chi ha un minimo di memoria comprende immediatamente che non si tratta di una querelle tra due politici finita in Tribunale, ma è la parte di un disegno che nel 2006 ha visto tra l’altro Gabriele Gatti tentare di impedire l’insediamento di un governo democraticamente voluto dai Sammarinesi con una serie di accuse che non hanno coinvolto solo la politica ma il Paese intero.
Ricordiamo tutti, infatti, i veleni sparsi ad arte contro la Repubblica e il suo Governo da parte di chi non voleva accettare il verdetto delle urne. Ricordiamo l’accusa messa in bocca ad un Senatore italiano (poi clamorosamente smentita) che dipingeva la maggioranza di allora composta di “tangentisti e pirati della finanza”; ricordiamo le accuse ad esponenti della sinistra sammarinese di essere coinvolta in traffici di uranio e addirittura di avere favorito il terrorismo islamico; per non parlare dei documenti falsi prodotti in Aula consiliare durante la seduta in cui il Governo si accingeva chiedere la fiducia. Questo vecchio metodo di fare politica, incentrato su personalismi e spiriti di rivalsa non si è fatto scrupolo di mettere alla gogna il nostro Paese, dipinto come un covo di malfattori, danneggiandone la reputazione e l’economia, calpestando sistematicamente gli interessi superiori dello Stato che dovrebbero essere invece patrimonio comune di maggioranza e opposizione.
La Commissione di inchiesta, dopo avere tenuto bloccata per sei mesi la scorsa legislatura, si è conclusa smascherando i bugiardi e le loro trame tanto da produrre ben due sonore censure a carico dei due Consiglieri democristiani coinvolti. Nonostante tutto questo, dopo le elezioni del 2008 il Patto per San Marino non ha trovato niente di meglio che assegnare a costoro due bei posti nel Governo attuale, quasi a volere premiare le loro azioni.
Come sempre però il tempo è galantuomo e le bugie stanno piano piano venendo a galla. In questo caso a volerci vedere chiaro è la Procura di Rimini che Gatti conosce bene per esservi recato nel lontano 2004 a denunciare il collega di partito Loris Francini (ricordate il caso patente?), inaugurando la pratica della politica nelle aule giudiziarie, per di più estere!
Dopo la figura barbina rimediata davanti alle telecamere di Report, dopo il ruolo non ancora chiarito ma facilmente ipotizzabile nell’oscura vicenda Sopaf – Delta, dopo le censure guadagnate dall’Aula consiliare, ora arriva anche un avviso di garanzia per concorso in calunnia… non certo un reato di piccola entità per chi fa politica! Ci chiediamo dunque cosa ancora debba capitare per convincere il Segretario alle Finanze a fare la valigie, e lo chiediamo pure alla maggioranza che finge di non vedere e di non capire: per quanto ancora il Paese dovrà rimanere bloccato, in crisi di credibilità e ostaggio di chi rappresenta il peso maggiore sulla strada del cambiamento, della normalizzazione delle relazioni con l’Italia e di una politica davvero nuova?

Ivan Foschi
Sinistra Unita

La badenta

Pubblicato nella categoria Spettacoli&Cultura da Minosse alle 1:29. Scrivi un commento

 La badentaIl Piccolo Teatro “Arnaldo Martelli” metterà in scena, per la tradizionale serata di gala di Sant’Agata, una commedia in vernacolo sammarinese di Stefano Palmucci. La rappresentazione vedrà avvicendarsi sul palco Beppe Gianni, Eugenia Sammarini, Stefano Palmucci, Ivana Mariotti, Marco Schiavi, Alida Casadei, Sauro Tani, Monica Tamagnini, Samanta Bologna, Augusto Casali, Nello Casali e Filippo Hill. La serata di gala si terrà presso il Teatro Titano venerdì 5 febbraio 2010 alle ore 21.00. Sarà possibile acquistare i biglietti in prevendita al Teatro Titano dalle ore 16.30 alle 20.30 del 4 e 5 febbraio (massimo 6 biglietti). Le prime repliche dello spettacolo sono previste per domenica 7 febbraio 2010 al Teatro Titano e sabato 13 febbraio 20010 al Teatro Nuovo di Dogana. La prevendita delle repliche si terrà presso il teatro in cui avrà luogo la rappresentazione dalle ore 16.30 in poi dello stesso giorno.

alvaro-selva-2_medium Rogatoria Gatti: Selva dichiara di non aver querelato il Segretario di StatoLa posizione di Gatti si fa più complessa dopo le dichiarazioni di Alvaro Selva rilasciate ai giornalisti di RTV. L’avvocato ha infatti reso noto di non aver querelato Gabriele Gatti e che quindi la rogatoria è solamente il frutto dell’attività giudiziaria dei magistrati riminesi. A questo punto crollano le fondamenta su cui poggiava il comunicato stampa del Congresso di Stato, con il quale il Governo ha fatto quadrato attorno al Segretario alle Finanze.

tremonti Caustica battuta del ministro Tremonti sulla torta sammarinese che porta il suo nomeTribuna oggi ha dedicato un articolo sui problemi dell’informazione sammarinese, criticando l’incarico che il Governo ha assegnato all’agenzia stampa Adnkronos per un compenso di 240.000 euro. Prendo spunto da tutto ciò per trarre alcune considerazioni su quanto avvenuto a Sestola. Il sito web romagnanoi.it riporta una notizia secondo la quale un non meglio definito gruppo di sammarinesi abbiano consegnato al ministro italiano dell’economia una torta Tre Monti, come gesto goliardico per distendere i rapporti con la Repubblica di San Marino. Però, il sarcastico ministro dalla battuta facile ha prontamente risposto: “mi serve un assaggiatore”. Giaco Santini (senatore del PdL), ha spiegato che la torta “è per addolcire il ministro dell’Economia sull’operazione di rientro dei capitali: le banche di San Marino - ha poi aggiunto Santini - sono in ginocchio”.
Da questa vicenda possiamo farci un’idea di come siano buttati via i soldi che il Governo ha investito per ridare lustro all’immagine di San Marino, in quanto è bastato uno stupido gesto, facilmente evitabile, per dare modo alle agenzie di stampa di parlare male del nostro paese. Chi è stato a fare questa sciocchezza?